martedì 8 maggio 2018

Pil e Debito Pubblico termometro del benessere di ogni Paese

Il rapporto Debito/Pil è uno di quegli indicatori che è empre più frequentemente utilizzato come strumento per misurare lo “stato di salute” di un Paese, soprattutto da quando, in base al Patto di stabilità e crescita, gli Stati dell’Unione monetaria sono tenuti a mantenere tale rapporto entro il limite del 60%.
Ciò vuol dire che non si può sforare questo rapporto e che nel caso in cui non si rispettino gli accordi presi devono essere date delle motivazione e i bilanci dello Stato devono poi essere approvati.
L’indicatore debito/pil ci dice quanto il debito del Paese pesi sulle finanze dello stesso.
Misura quanto un Paese deve restituire ai suoi creditori, a tutti coloro che hanno acquistato titoli di Stato.
Occorre distinguerlo dal deficit pubblico che misura, invece, la differenza tra il gettito in entrata e le spese pubbliche sostenute e che, secondo i parametri Ue, deve rimanere al di sotto del 3% del Pil, anche se pochi sono i Paesi virtuosi in grado di rispettare tale limite.
Vi è una stretta correlazione tra i due indicatori: se vi è deficit pubblico significa che lo Stato ha speso più di quanto ha incassato e, per farlo, è stato necessario il ricorso al debito pubblico.
Ciò significa che il debito pubblico è aumentato dal momento che non sono stati emessi titoli obbligazioni o imposte tasse sufficienti per andare in paro.
Il rapporto debito/PIL mette a confronto due grandezze diverse.
Il debito misura una quantità calcolata in un preciso momento e che può accumularsi nel tempo.

Il Pil misura una grandezza flusso e corrisponde al valore totale delle operazioni durante un intervallo di tempo preso come unità di misura. Misura la produttività di un Paese: quantifica il valore dei beni e servizi prodotti in un determinato periodo.

Perché si rapporta il debito pubblico al PIL?
Per misurare la possibilità che ha uno Stato di ripagare il proprio debito.

 In puntata molto di più....