sabato 5 maggio 2018

5 MAGGIO 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 21

Società 8

Etnie 4

Saramaccani B

Storia

Si ritiene che le prime comunità di cimarroni dalle quali hanno poi avuto origine i saramaccani si siano insediate lungo il medio corso del fiume Suriname, ed in particolare lungo due affluenti Pikílío e Gaánlío, a partire dal 1690, e durante tutto il XVII e XVIII secolo siano state rimpolpate da nuovi contingenti di schiavi fuggiti singolarmente, in piccoli gruppi o a seguito di ribellioni di massa. I saramaccani rappresentano quindi la comunità organizzata di cimarroni più antica della Guyana.
Per oltre un secolo, i saramaccani combatterono protetti dalla foresta pluviale una guerriglia contro le truppe coloniali inviate verso l'interno per sbarazzarsene, guadagnandosi la fama di feroci guerrieri, tanto che ancora agli inizi del XIX secolo gli insediamenti olandesi della fascia costiera venivano dotati di fortificazioni atte a difenderli dai loro raid.
Nel 1762, più di un secolo dopo l'emancipazione degli schiavi nel resto del Suriname, i saramaccani stipularono un trattato con i Paesi Bassi, volto a riconoscere i propri diritti territoriali e ad ottenere alcuni vantaggi commerciali: ottenuto ciò, similmente alle altre comunità di cimarroni essi continuarono a vivere appartati dalla vita del resto della colonia fino alla metà del XX secolo, quando le crescenti ingerenze del mondo esterno costringeranno la comunità saramaccana ad alcuni cambiamenti.
Negli anni sessanta, in seguito alla progettazione di un grande bacino idroelettrico (il futuro lago di Brokopondo) nella zona da essi abitata, più di 6000 saramaccani sono stati ricollocati in villaggi costruiti congiuntamente dal governo e dall'Alcoa lungo il basso corso del Suriname, e più della metà del loro territorio d'origine è stata sommersa dalle acque.
Fra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, inoltre, a seguito della guerra civile in Suriname un gran numero di saramaccani si è spostato nella limitrofa Guyana francese, dove si stima che viva all'incirca un terzo dell'intera popolazione, nonostante le severe restrizioni imposte alla libertà di movimento delle comunità cimarrone.
Gli anni '90 vedono inoltre il governo di transizione surinamense dare in concessione vaste aree del Paese a multinazionali del legno e dei metalli soprattutto asiatiche, a discapito delle comunità cimarrone e amerindie residenti: l'arrivo delle multinazionali con le proprie apparecchiature, dei Peace Corps statunitensi e dei garimpeiros brasiliani lungo il corso del fiume Suriname e quello al loro seguito di fenomeni sociali come prostituzione, gioco d'azzardo, alcolismo e traffico di droga sconvolgono le comunità saramaccane, sebbene nello stesso periodo fossero anche state costruite delle scuole. Una delegazione saramaccana decise di portare un esposto alla Corte interamericana dei diritti umani, volto a tutelare i diritti della comunità sul proprio territorio, ma solo il 28 novembre del 2007 la Corte si è espressa, con responso favorevole: l'esito del contenzioso, riconoscendo ai saramaccani il possesso delle proprie terre d'origine, consentiva loro (creando al contempo un precedente per tutte le comunità amerindie e cimarrone) di avere voce in capitolo per quanto concernente la costruzione di infrastrutture o lo sfruttamento delle risorse presenti, oltre a dare loro diritto a un risarcimento per azioni avvenute senza il loro consenso. Tale risarcimento venne garantito dal governo surinamense sotto forma di un fondo di sviluppo speciale, sotto controllo saramaccano.


F.R.David - Words don't come easy