domenica 27 settembre 2026

27 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2097- Stati dell' Europa Parte 1989

UCRAINA AQ

Popolazione x

Gruppi Etnici - Ruteni

Per ruteni si intendono quei popoli slavi orientali vissuti a cavallo tra il Medioevo e l'età moderna discendenti della Rus' di Kiev e abitanti nei territori delle attuali Ucraina e Bielorussia, risultando quindi tra gli antenati dei moderni popoli bielorussi, russini e ucraini. Il termine è un esonimo di origine latina, usato nelle fonti medievali per indicare gli slavi orientali residenti nel Granducato di Lituania. L'uso di questa denominazione è proseguito fino all'epoca moderna, sviluppando col tempo numerosi significati distinti, sia in termini geografici sia religiosi (come l'affiliazione alla Chiesa cattolica rutena).[
Nel Medioevo, il termine fu inizialmente utilizzato, a partire dall'XI secolo, come designazione esonimica per la popolazione della Rus' di Kiev e successivamente del Granducato di Lituania e più in generale come termine ombrello per indicare in generale gli slavi orientali. Nell'epoca moderna, con il consolidamento della Confederazione polacco-lituana, il termine venne ad essere applicato per gli abitanti della Confederazione di origine slava orientale. Infine nella monarchia austro-ungarica lo stesso termine (in tedesco Ruthenen) è stato impiegato, fino al 1918, come designazione esonimica ufficiale per l'intera popolazione slava orientale entro i confini della monarchia.
Dal punto di vista religioso, nei possedimenti polacco-lituani tutti gli slavi cattolici di rito bizantino, che si erano uniti alla Chiesa cattolica nel 1596, furono designati come ruteni. Il loro rito liturgico era chiamato rito ruteno e la loro chiesa era chiamata Chiesa cattolica rutena. In epoca moderna è rappresentata dalla Chiesa greco-cattolica ucraina e Chiesa greco-cattolica bielorussa. Nei possedimenti asburgici anche i cattolici slavi di rito bizantino nelle regioni nordorientali del Regno d'Ungheria furono designati come ruteni. Dall'Unione di Užhorod del 1646, fu creata l'eparchia di Mukačevo, designata anche dal suo rito ruteno. Nel tempo furono create anche altre diocesi. In seguito, furono riorganizzati nella moderna Chiesa greco-cattolica rutena, la moderna Chiesa greco-cattolica slovacca e la moderna Chiesa greco-cattolica ungherese.
Gli slavi ortodossi di quelle regioni erano designati dai cattolici come ruteni non uniti.
La locuzione specifica ruteni carpatici (carpato-ruteni) designa gli abitanti della Rutenia subcarpatica (in generale), ma a volte è anche usato come esonimo (antiquato) per i Russini moderni. Questi ultimi parlano il russino, un idioma appartenente al ceppo delle lingue slave orientali. Nella zona di origine i russini sono stati in gran parte assimilati alle nazioni di cui fanno parte. Molti russini emigrati negli Stati Uniti e in Canada, di cui il più famoso è l'artista Andy Warhol, mantengono invece le proprie tradizioni.
La parola è una contaminazione latineggiante di rusyn, che indicava gli abitanti della Rus' di Kiev. Si tratta di popolazioni slave che vivevano nelle foreste dell'Ucraina settentrionale almeno dal VI secolo e non di "piccola Russia", ovvero i russi di frontiera; perciò, soprattutto tra i secoli XVI e XVIII indicò per estensione tutti coloro che oggigiorno vengono identificati etnicamente come ucraini.

Alice - Messaggio

sabato 26 settembre 2026

26 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2096- Stati dell' Europa Parte 1988

UCRAINA AP

Popolazione w

Gruppi Etnici - Magiari 7

Minoranze etniche e linguistiche

Nel 2001 in Ungheria vi erano circa 9.416.000 magiari. I magiari sono stati il principale gruppo etnico ad aver vissuto nel territorio del Regno d'Ungheria durante il II millennio. In seguito alla sua dissoluzione causata dal Trattato del Trianon, molti magiari sono divenuti minoranze etniche di Romania (circa 1.410.000), Slovacchia (circa 521.000), Serbia (circa 294.000), Ucraina (circa 157.000), Austria (circa 41.000), Repubblica Ceca (circa 20.000), Croazia (circa 17.000) e Slovenia (circa 7.700). Inoltre forti comunità ungheresi sono presenti in molti Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti (circa 1.500.000), Canada (circa 270.000), Israele (circa 250.000), Germania (circa 120.000) e altri Paesi dell'Europa occidentale (circa 85.000), dell'Oceania (circa 65.000), del Sud America (circa 50.000), del Nord Europa (circa 45.000), dell'Asia (circa 40.000) e dell'Africa (circa 10.000).

Alice - Prospettiva Nevski

venerdì 25 settembre 2026

25 SETTEMBRE 2026

EUROPA PARTE 2095- Stati dell' Europa Parte 1987

UCRAINA AO

Popolazione k

Gruppi Etnici - Magiari 6

Uno studio genetico pubblicato sull'European Journal of Human Genetics nel luglio 2020 ha esaminato i resti scheletrici di un illustre discendente degli Arpadi, re Béla III d'Ungheria, e di un membro sconosciuto della stessa famiglia denominato "II/52 "/"HU52" nella Basilica Reale di Székesfehérvár. Si è scoperto che il lignaggio maschile degli Arpadi apparteneva alla subclade dell'aplogruppo del cromosoma Y R1a R-Z2125 > R-Z2123 > R-Y2632 > R-Y2633 > R-SUR51. La subclade è stata trovata anche nel confronto con le spoglie contemporanee più prossime di 48 baschiri del distretto di Burzjanskij e di Abzelilovskij della Repubblica della Baschiria nella regione Volga-Ural, più un individuo rinvenuto nella regione di Voivodina, in Serbia. Gli Arpadi e il defunto scoperto in Serbia condividono alcune caratteristiche, nello specifico la subclade di recente scoperta R-SUR51 > R-ARP. Sulla base dei dati della stima della distribuzione, dell'aspetto e della coalescenza del R-Y2633, la dinastia traccia un'antica origine legata all'Afghanistan settentrionale di circa 4500 anni fa, con una data di separazione del R-ARP dai parenti baschiri più vicini della regione del Volga e degli Urali a 2000 anni fa, mentre l'individuo sepolto in Serbia (R-UVD) discende dagli Arpadi di circa 900 anni fa. Poiché si stima che anche la separazione dell'aplogruppo N-B539 tra gli ungari e i baschiri sia avvenuta 2000 anni fa, ciò implica che gli antenati degli Ungari, degli ugrici e dei turchi lasciarono la regione degli Urali del Volga circa 2000 anni fa e iniziarono una migrazione infine culminata con l'insediamento nella pianura pannonica.

Alice - Il vento caldo dell'estate



giovedì 24 settembre 2026

24 SETTEMBRE 2026

EUROPA PARTE 2094- Stati dell' Europa Parte 1986

UCRAINA AN

Popolazione j

Gruppi Etnici - Magiari 5

Nel novembre 2019, una ricerca i cui risultati sono stati poi esposti su Scientific Reports ha esaminato i resti di 29 conquistatori ungari del bacino carpatico, i quali palesavano perlopiù un cromosoma Y di origine eurasiatica occidentale. La quantità maggiore di ascendenza paterna eurasiatica occidentale rispetto a quella materna eurasiatica occidentale resta un altro dato da segnalare; tra le popolazioni moderne, la loro discendenza paterna era la più simile ai baschiri. È interessante notare la presenza dell'aplogruppo I2a1a2b in diversi comandanti di rango particolarmente elevato, una componente di origine europea particolarmente diffusa tra gli Slavi meridionali. È stata osservata un'ampia varietà di fenotipo, con diversi individui con capelli biondi e occhi azzurri. Lo studio ha altresì analizzato tre campioni unni seppelliti nella pianura pannonica del V secolo e questi hanno mostrato somiglianze genetiche con gli Ungari insediatisi in epoca altomedievale. A quanto si desume, i conquistatori ungari dovettero essere un gruppo eterogeneo assemblatosi nel corso dei secoli con l'inclusione di elementi europei, asiatici ed eurasiatici.

Uno studio genetico pubblicato su Archaeological and Anthropological Sciences nel gennaio 2020 ha esaminato i resti di 19 conquistatori ungari di sesso maschile. Dai risultati è emerso che questi risultavano portatori di un insieme diversificato di aplogruppi e che mostravano dei legami genetici con popoli turchi, popoli finnici e slavi. Circa un terzo del totale presentava tipi di aplogruppo N3a, comune nella maggior parte dei popoli finnici e individuabile finanche in Siberia, ma raro negli ungheresi moderni. I dati suggerivano che le comunità magiare altomedievali fossero di discendenza ugrica e si esprimessero in un idioma dello stesso gruppo linguistico.

Alice - Una notte speciale




mercoledì 23 settembre 2026

23 SETTEMBRE 2026

EUROPA PARTE 2093- Stati dell' Europa Parte 1985

UCRAINA AM

Popolazione y

Gruppi Etnici - Magiari 4

Uno studio genetico pubblicato su PLOS ONE nell'ottobre 2018 ha esaminato il DNA mitocondriale di individui provenienti da tombe del X secolo associate ai conquistatori ungari del bacino. La maggioranza dei loro lignaggi materni è ricondotta alle culture Potapovka, Srubna e Poltavka della steppa pontico-caspica, mentre un terzo delle ascendenze materne potrebbe essere ricondotto all'Asia interna, probabilmente agli Sciti asiatici e agli Xiongnu (affiliati agli Unni). Il DNA mitocondriale dei conquistatori è risultato ancor più strettamente correlato agli antenati Onoguri-Bulgari dei Tatari del Volga. I conquistatori non mostravano relazioni genetiche significative con locutori di altre lingue ugrofinniche. Lo studio ha lasciato dedurre che i conquistatori non avessero contribuito in modo significativo al pool genico dei moderni magiari.

Alice - Per Elisa




lunedì 21 settembre 2026

21 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2092- Stati dell' Europa Parte 1984

UCRAINA AL

Popolazione z

Gruppi Etnici - Magiari 3

Circa l'origine della parola "Ungheria" (dal latino Hungaria), è opinione diffusa, ma poco attendibile, che essa derivi dal nome di una popolazione seminomade, gli Unni, che furono circa 400 anni prima in Pannonia e che avrebbero avuto alcune similitudini con lo stile di vita e il modo di guerreggiare dei Magiari. In passato, infatti, era molto diffusa nella storia e nella letteratura l'erronea identificazione degli Unni con gli Ungari.
Altri invece pensano che il nome derivi da Ungur o Onogur, che nelle lingue turche, come in proto-bulgaro o in turco, significa dieci frecce ovvero dieci tribù. Gli Onogur (da cui "Ungari"), quindi, erano tutte e dieci le tribù. Infatti, secondo alcuni storici, questo nome deriverebbe da un'alleanza tra dieci tribù ungare e turco-avaro-bulgare. Secondo lo storico Gyula László, questa denominazione dimostrerebbe il carattere "turco" dell'élite che governava gli ungari, ovvero il fatto che il territorio occupato dagli ungari fosse già abitato da popolazioni magiaro-turco-bulgare denominate onogur. Gli "ungari", quindi, sarebbero i popoli sotto il dominio di tribù magiare, turche e bulgare. Questa teoria detta della "doppia conquista della patria" (da parte di turchi e di magiari, cioè), dopo una certa fama durante i primi decenni del '900 (in relazione alla diffusione di panturchismo e turanismo) e anche durante il regime socialista, è stata notevolmente ridimensionata e quindi rigettata dagli studi più recenti.
Da non trascurare è pure il fatto che la terra d'origine degli Ungari nelle steppe si chiami, nelle lingue locali (e non in ungherese), Jugra (corrispondente all'omonima regione siberiana), parola che con evidenza contiene la stessa radice di "ungari" o "ugri". "Ungheria", quindi, verrebbe da "Jugra" passando per il latino "Hungaria".
Secondo il linguista e storico András Róna-Tas, che nel 1984 ipotizzò che gli antichi Ungheresi fossero un popolo ugrofinnico di costumi turchi, la parola magyar sarebbe di origine ugrofinnica e consisterebbe di due parti: magy- (da mans, come nel nome del popolo dei Mansi o Voguli, oggi stabilitisi nella Siberia occidentale, e in Mos, nome di uno dei due gruppi principali in cui si dividono gli Ostiacchi) e -er, "uomo, creatura", usato per denominare un altro gruppo uralico. Dall'unione di queste due parole si sarebbe quindi formato manser > magyer (forma priva di armonia vocalica attestata fino al XIII secolo) > magyar[.
Secondo la mitologia ugrica il popolo magiaro deriverebbe da due mitici gemelli: Hunor e Magor. Come è facile notare, i due nomi contengono la radice l'uno di Ungaro (ma anche di unno) e l'altro di Magiaro.
Nomi come quelli dei sovrani unni "Attila" e "Ildikó" (abbreviazione del nome dell'ultima moglie di Attila, la gota Crimilde) sono comuni tra gli ungheresi di oggi, sebbene siano di origine germanica. Stando alla testimonianza dell’ungherese fra’ Giuliano, che viaggiò attraverso la Bulgaria del Volga nel XIII secolo, nel limitrofo territorio dell’attuale Baschiria si trovavano ancora comunità magiarofone, ossia i discendenti di quella parte dei Magiari che non intrapresero il viaggio verso Occidente. Comunità che di lì a poco sarebbe stata spazzata via dall'avanzata mongola.

Brian Ferri - kiss and tell


domenica 20 settembre 2026

20 SETTEMBRE 2026

EUROPA PARTE 2091- Stati dell' Europa Parte 1983

UCRAINA AI

Popolazione v

Gruppi Etnici - Magiari 2

«Nell'anno 889 la ferocissima gente degli Ungari, crudele più delle belve più crudeli, sconosciuta nei tempi passati, tanto da non venire neppure nominata, diede l'addio alla sua terra e si mise in marcia alla ricerca di nuove sedi dove stabilirsi.
Dapprima si procurò il sostentamento con la caccia e la pesca, ma poi prese a fare continue incursioni e scorrerie. In queste incursioni ha sterminato migliaia di persone con le frecce, scoccate dagli archi con tanta abilità che è difficilissimo schivarle. Non vivono come uomini, ma come bestie. A quel che si dice, mangiano carni crude, bevono sangue, fanno a pezzi e poi mangiano il cuore dei prigionieri, non conoscono pietà.»

Dopo che le popolazioni ungare si spostarono in tre zone successive, prima da Jugra (la mitica terra d'origine degli Ungari, a ridosso degli Urali centrali) alla Magna Hungaria, da qui alla Levédia e poi ad Etelköz (dove furono condotte da Álmos), il condottiero dei Magiari Árpád (figlio di Álmos), secondo la tradizione, guidò gli Ungari da Etelköz al bacino dei Carpazi e più precisamente nella pianura del Danubio medio e nella Pannonia, nell'896. Gli Ungari erano una popolazione etnicamente affine ad altre originarie delle steppe dell'Asia centrale quali Unni, Bulgari e Avari. Occuparono la Pannonia, lasciata libera dopo la distruzione degli Avari sotto il regno di Carlo Magno all'inizio del IX secolo. Alla fine del IX secolo e nel X secolo razziarono in molte zone l'Impero carolingio (vedasi la Cronologia delle incursioni ungare): dapprima i margini, come in Moravia nell'894 ed in Italia settentrionale e centrale (899), dove sconfissero l'esercito del regno d'Italia nella battaglia della Brenta, arrivando fino ad assediare la capitale del regno: Pavia, poi nella Lorena e in Borgogna. Queste razzie, sebbene non fossero di grossa portata in termini di movimento di popolazioni se non in determinate zone dell'impero, erano caratterizzate da forza (abilità della cavalleria magiara) e sete di depredare i molti tesori dell'Impero mal difesi. Molti ricchi monasteri in Europa, come anche interi villaggi, vennero saccheggiati e/o scomparvero, arrivando così a far vacillare l'impero, anche perché più o meno contemporaneamente ci furono le invasioni dei Normanni e le continue incursioni dei Saraceni.
Nel 907, il regno slavo della Grande Moravia, potentato dell'Europa centro-orientale ai confini dell'Impero carolingio, fu sconfitto e subì il definitivo collasso a causa delle nuove popolazioni, che andarono a occupare definitivamente il bacino carpatico, ma l'espansione magiara a occidente fu bloccata definitivamente dalla battaglia di Lechfeld (10 agosto 955). Nel 1001, grazie al papa Silvestro II e all'incoronazione a Re di Ungheria di Stefano I d'Ungheria (che divenne poi Santo Stefano, patrono d'Ungheria), nato come Vajk, figlio di Geza, principe e guida dei magiari, i magiari si convertirono al Cristianesimo e il nuovo Regno d'Ungheria divenne parte integrante dell'Europa.
Sin dalle proprie origini nell'XI secolo, il multietnico Regno d'Ungheria occupò la Pannonia e l'intera zona dei Carpazi. Nel XVIII secolo le minoranze etniche, quindi non magiare, nel Regno d'Ungheria arrivarono a costituire, nel complesso, fino al 62% dell'intera popolazione.[senza fonte] Dopo la prima guerra mondiale il regno fu diviso dal Trattato del Trianon e all'Ungheria restò meno di un terzo del proprio territorio.

Brian Ferry - More than this


sabato 19 settembre 2026

19 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2090- Stati dell' Europa Parte 1982

UCRAINA AH

Popolazione u

Gruppi Etnici - Magiari

I magiari o ungari sono un gruppo etnico e linguistico di origine ugrica: in questo senso il termine può essere sinonimo di ungheresi; quest'ultimo termine è usato per periodi storici successivi alla creazione dello stato ungherese e quindi anche per l'attuale popolazione europea.
Ungari e magiari sono termini usati principalmente in contesto storico (soprattutto per le epoche precedenti al X secolo d.C.), dai linguisti e per indicare l'etnia ungherese indipendentemente dalla cittadinanza. "Magyar" è semplicemente la parola ungherese che significa "ungherese".
In origine i Magiari erano solo una (la principale) delle sette tribù ungare che conquistarono l'attuale Ungheria nell'896 e da cui discendono gli attuali ungheresi; da qui il nome si è esteso a tutto il popolo.

Brian Ferri - Jealous Guy


venerdì 18 settembre 2026

18 SETTEMBRE 2026

   EUROPA PARTE 2089- Stati dell' Europa Parte 1981

UCRAINA AG

Popolazione t

Gruppi Etnici - I Goti di Crimea

I Goti di Crimea furono quelle tribù gotiche che non migrarono, rimanendo ad abitare le terre attorno al Mar Nero, specialmente la penisola di Crimea.

Durante il periodo delle invasioni barbariche la Crimea subì prima l'invasione dei Goti nel 250, che si insediarono nella regione a nord delle montagne, lasciando sussistere a sud il Regno del Bosforo.
Secondo Herwig Wolfram, da quanto dice Giordane, gli Ostrogoti avevano un regno potente a nord del Mar Nero nel IV secolo, che gli Unni sconfissero durante il regno di Ermanarico (o Ermanrico; "re dei nobili") nella loro migrazione dalle steppe russe. Dopo la sconfitta gli Ostrogoti divennero vassalli degli Unni fino alla morte di Attila, quando si ribellarono riguadagnando l'indipendenza. Come gli Unni, i Goti di Crimea non riuscirono più a raggiungere la gloria passata.
Secondo Peter Heather e Michael Kulikowski gli Ostrogoti non esistettero fino al V secolo, quando nacquero dalla fusione di gruppi Goti e non-Goti. Altri gruppi di Goti potrebbero essere stati presenti in Crimea.
A cavallo tra il V ed il VI secolo i Goti di Crimea dovettero affrontare le orde di Unni che avevano ripreso la migrazione verso est, dopo aver perso il controllo del loro impero in Europa. Nel V secolo Teodorico il Grande tentò di reclutare i Goti di Crimea per la propria campagna in Italia, ma in pochi mostrarono interesse nell'operazione.
All'inizio erano cristiani ariani come molti altri popoli gotici, per poi integrarsi nella chiesa romana trinitaria attorno al 500. Seguendo la divisione della Chiesa, questi popoli rimasero leali a Costantinopoli come parte della Chiesa cristiana ortodossa. Nell'VIII secolo Giovanni di Gotia, vescovo ortodosso, guidò una rivolta poi fallita contro il dominio dei Cazari.
Molti Goti di Crimea parlavano greco, e molti cittadini bizantini non-Goti erano insediati nella regione che il governo di Costantinopoli chiamava "Gothia". Un principato gotico costruito attorno alla fortezza di Doros (odierna Mangup), il principato di Teodoro, continuò ad esistere attraverso numerosi vassallaggi nei confronti di bizantini, Cazari, Kipchaki, Mongoli, Genovesi ed altri imperi fino al 1475, quando venne infine incorporato nel Khanato di Crimea e nell'Impero ottomano.
Gli stessi Goti di Crimea vennero assorbiti dai Greci nell'VIII secolo. Molte iscrizioni risalenti all'inizio del IX secolo ritrovate nella zona usano il termine "Goto" solo come nome proprio, non come etnonimo. Durante il Medioevo si diffusero in Europa leggende sull'esistenza di uno stato goto in Crimea. Nel XVI secolo Ogier Ghiselin de Busbecq disse di aver avuto una conversazione con due Goti di Costantinopoli. Tra le sue opere figura un dizionario gotico-latino con alcune parole simili all'antica lingua gotica. Non esistono altre fonti riguardo all'esistenza dei Goti di Crimea o circa la sopravvivenza della loro lingua. Apparentemente, il nome medievale germanico femminile Krimhilda è di origine gotica, essendo letteralmente traducibile in "Hilda di Crimea".

Brian Ferry - Let's stick together


giovedì 17 settembre 2026

17 SETTEMBRE 2026

   EUROPA PARTE 2088- Stati dell' Europa Parte 1980

UCRAINA AF

Popolazione s

Gruppi Etnici - Caraiti 4

Le comunità della Lituania

    Nel 1397 il granduca di Lituania, Vitoldo, era a capo di uno Stato esteso dal Mar Baltico al Mar Nero. In cerca di soldati fidati per rafforzare il proprio esercito, li trovò tra i caraiti e portò con sé quattrocento famiglie a Trakai, presso Vilnius, dove sorgeva una delle principali fortezze del Granducato. La comunità, persa con il tempo la propria funzione militare, si stabilì definitivamente nella nuova patria, dando vita a Trakai a un'originale architettura; le loro case di legno, a un piano, presentano ancora oggi tutte rigorosamente tre finestre sulla facciata: «Una per Dio, una per la famiglia, una per il granduca Vitoldo». A tre finestre è anche la kenessa di Trakai, tempio del loro culto caraita.
    Nel corso dei secoli la comunità subì, oltre a vere e proprie persecuzioni, una forte tendenza all'assimilazione da parte della maggioranza cristiana che li circondava, fino a quando, nel corso dell'Ottocento, non riuscirono a ottenere dall'Impero zarista il riconoscimento della loro specificità (1863). Tale atto – che suggellò la loro aspirazione a essere considerati non ebrei, secondo un criterio religioso, ma turchi, secondo un criterio etnico-linguistico – non fu tuttavia sufficiente a evitare loro le discriminazioni zariste, specie durante il periodo di intensa slavizzazione condotto tra XIX e XX secolo.
    Il riconoscimento della non ebraicità etnica dei caraiti li mise però al riparo dalla Shoah. Quando, durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi occuparono la Lituania, fecero anche propria la catalogazione russa che considerava i caraiti turchi, e non ebrei. La piccola comunità di Trakai poté così, al di là di isolati episodi di collaborazionismo, soccorrere la grande maggioranza giudaica lituana, nascondendo ebrei, facendoli passare per caraiti, aiutandoli nella fuga. Qualche centinaio di caraiti furono arruolati dalla Wehrmacht e nell'ausiliaria Legione tatara.
    Al momento dell'occupazione sovietica della Lituania, nel 1944, le autorità comuniste censirono 6357 caraiti rimasti. In epoca post-bellica alla piccola comunità fu risparmiata la deportazione di massa che colpì altre minoranze etniche dell'URSS, ma non il processo, in gran parte anche spontaneo, di assimilazione. Lo studio condotto dal Dipartimento statistico lituano nel 1997 ha registrato 257 caraiti.
    Altre comunitàAltre piccole comunità di caraiti si trovano in Israele e negli Stati Uniti.

Brian Ferry - Don't stop the dance


mercoledì 16 settembre 2026

16 SETTEMBRE 2026

  EUROPA PARTE 2087- Stati dell' Europa Parte 1979

UCRAINA AE

Popolazione r

Gruppi Etnici - Caraiti 3

Le comunità della Crimea

In Crimea, secondo l'ultimo censimento del 2014, abitano 535 caraimi, funzionano cinque associazioni volontarie e tre chiese caraimi (kenasse) a Simferopoli, Eupatoria e Feodossia, dove abita la maggior parte della comunità caraima della Crimea.

Le comunità dell'Ucraina

Piccole comunità (poche decine di persone) caraite si trovano in una ristretta area dell'Ucraina occidentale, tra le città di Luc'k (in caraimo "Luck"), in Volinia, e di Halyč (caraimo "Gálič"), nell'oblast' di Ivano-Frankivs'k, a sud di Leopoli (caraimo "Ilov"). Il censimento ucraino del 2001 indicava solo 96 parlanti madrelingua di lingua caraima.

Brian Ferry - Slave to love


lunedì 14 settembre 2026

14 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2086- Stati dell' Europa Parte 1978

UCRAINA AD

Popolazione q

Gruppi Etnici - Caraiti 2

Molto popolare (per quanto mancante di riscontri effettivi), stando anche al periodo di origine del gruppo etnico in questione, risulta l'ipotesi che si rifà alla teoria cazara sulle origini degli ebrei orientali, proposta da Arthur Koestler nel suo celebre La tredicesima tribù. Nel saggio viene avanzata l'ipotesi per cui i Caraiti sarebbero discendenti dei Cazari, vista la grande diffusione del Caraismo presso questo popolo. Koestler riporta una parte di un rapporto epistolare del X secolo tra Hasday Ibn Shaprut e l'allora Kahan cazaro Joseph ben Aaron, in cui il primo pone al secondo delle domande circa la loro fede. Il sovrano risponde, oltre al fatto che non sono discendenti di nessuna delle tribù di Israele, che considerano come riferimento solo la Tanakh, caratteristica saliente del caraismo. Considerando, inoltre, che la Crimea, luogo di diffusione per eccellenza dei Caraiti, è stata sotto il controllo cazaro diverse volte durante l'egemonia dell'impero e considerando che la diaspora cazara, dopo la caduta del Kahanato, ha interessato gran parte dell'Europa orientale, come le odierne Ucraina (Crimea compresa), Russia e Lituania, la solidità dell'ipotesi appare rafforzata. D'altra parte, ci sono argomenti che sembrano contraddire tale ipotesi: l'impero Cazaro si disgregò attorno all'XI secolo, mentre la presenza caraita nell'Europa dell'Est è documentata dal XIV secolo; inoltre la lingua caraim appartiene al ceppo kipchaki, mentre la lingua cazara a quello bulgaro, del quale la sola lingua rimasta, in Russia, è ciuvascio. Vista la varietà di elementi che sembrano confermare una ipotesi od un'altra e data, al contempo, la scarsità di conferme in un senso o nell'altro, appare dunque difficile ricostruire l'origine dei Caraiti.
Tradizionalmente agricoltori, i caraiti furono spesso impiegati come militari dalle varie potenze che, nel corso dei secoli, controllarono la loro patria originaria. Questo portò a una loro diaspora in gran parte dell'Europa orientale, che ne determinò in molti casi l'assimilazione alle popolazioni maggioritarie. Attualmente piccoli gruppi sono presenti in Ucraina, Polonia e, soprattutto, in Lituania.

Mike Oldfield - To France




domenica 13 settembre 2026

13 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2085 - Stati dell' Europa Parte 1977

UCRAINA AC

Popolazione p

Gruppi Etnici - Caraiti 1

I caraiti (in ebraico קראילאר‎?, Karaylar, detti anche karaimi, caraimi o karaiti) sono un popolo di ceppo e lingua turchi, affine ai tatari, originario della Crimea e aderente all'ebraismo caraita. Oggi la comunità più rilevante, benché ridotta a poche centinaia di persone, risiede a Trakai, in Lituania.

L'origine dei caraiti, emersi come gruppo a sé stante tra i turchi della sponda nord del Mar Nero in età medievale, è ancora oggetto di dibattito storico. Un'ipotesi ne fa i discendenti di un gruppo di origine ebraica, aderente al caraismo e stanziatosi in Crimea, che avrebbe adottato la lingua turca parlata nell'area, dando così origine alla lingua caraima (di base turca con influenze ebraiche). Altre ipotesi, accettate nel corso della storia dai caraiti stessi e dagli altri popoli con i quali sono venuti in contatto, li considerano invece etnicamente turchi, convertiti al caraismo; alla medesima conclusione sono d'altra parte giunti anche gli studiosi, che li considerano turchi di religione giudaica, e non ebrei di lingua turca.

Mike Oldfield - Man in the Rain