martedì 10 dicembre 2019

Sotto Tiro: da Nicaragua a Honduras, passando per El Salvador

Tegucigalpa - L'Honduras è tra i paesi più violenti del mondo. Non c’è anno in cui San Pedro Sula non compaia nelle tristi classifiche delle città più violente del Pianeta. E' la nazione centroamericana in cui anche se non esiste un dichiarato stato di guerra, la violenza è un fenomeno talmente radicato che sta cambiando i paradigmi delle richieste d'asilo. 
Mercoledì scorso Stati Uniti e l'Honduras hanno raggiunto un'intesa per limitare l'immigrazione irregolare nel Paese nordamericano, trasformando, dopo il Guatemala e il Salvador, l'Honduras in un altro terzo "Paese sicuro" con un patto che consente agli Stati Uniti di costringere chi fa domanda di asilo di richiedere quel diritto proprio dove esiste uno dei più alti tassi di omicidio, dove la guerra tra bande sta creando una massiccia emigrazione proprio verso gli Stati Uniti. (Fonte La Repubblica)

Managua - Nel giorno della festa mariana più sentita nel Paese centroamericano, l’Immacolata Concezione, la Chiesa cattolica ha nuovamente denunciato la dura repressione contro il popolo sofferente e la persecuzione contro la Chiesa stessa. Questa volta lo ha fatto monsignor Abelardo Mata, vescovo di Esteli, che alla fine della celebrazione della messa dell’Immacolata ha incontrato i giornalisti, per informare sugli ultimi eventi accaduti nella sua diocesi. (Fonte Vaticannews)

Salvador
- Nayib Bukele, presidente di El Salvador, e Xi Jinping, Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, hanno firmato accordi bilaterali per ampliare la cooperazione tra i due paesi durante la visita di Nayib Bukele a Pechino, in Cina dal primo dicembre. Pare che i cinesi si occuperanno della costruzione del nuovo stadio, della nuova biblioteca nazionale e dell'impianto di depurazione delle acque. Inoltre, collaboreranno alla costruzione di parchi, circuiti pedonali, marciapiedi e al recupero del sito archeologico di Joya de Ceren. (Fonte Agenzia Nova)

lunedì 9 dicembre 2019

9 DICEMBRE 2019

EUROPA PARTE 123

  Stati dell' Europa Parte 28

ALBANIA AA
Storia ad

Il periodo comunista P1

Dal 1946 al 1990 l'Albania fu uno Stato comunista estremamente isolazionista, stalinista e anti-revisionista, che dedicò poche energie alla cooperazione politica anche con gli altri stati comunisti del Patto di Varsavia dominato dall'Unione Sovietica, in quanto quest'ultima, con l'ascesa al potere di Nikita Kruscev, aveva assunto una forte opposizione al culto della personalità di Stalin, dopo la pubblicazione del rapporto "Sul culto della personalità e le sue conseguenze".
Il nuovo governo fu scelto tramite le elezioni democratiche tenute verso la fine del 1945, che confermarono vincitore, con un'assoluta maggioranza, il gruppo del Fronte Democratico, d'ispirazione comunista. Il nuovo governo prese il potere nei primi mesi del 1946 (sebbene fin dalla fine dell'occupazione tedesca nel 1944 il paese fosse egemonizzato dal partito comunista), avendo come capo dello Stato Enver Hoxha, un comunista che era stato attivo nella guerra antifascista. Hoxha concentrò la politica dello Stato intorno al Partito Comunista, unico partito legale. Come Primo Segretario generale del Partito Comunista dell'Albania, eliminò inizialmente i suoi rivali storici, tra cui collaborazionisti con gli occupanti e persone provenienti da famiglie nobili e borghesi. Ben presto tutti i beni e proprietà vennero confiscati e diventarono proprietà pubblica, cosa inizialmente apprezzata dai ceti meno abbienti.


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domenica 8 dicembre 2019

8 DICEMBRE 2019

EUROPA PARTE 122

  Stati dell' Europa Parte 27

ALBANIA X
Storia ac
La Seconda Guerra Mondiale P4


L'Albania è l'unico paese dove tutti gli Ebrei furono salvati dalle persecuzioni durante la presenza dell'occupazione nazista (per maggiori dettagli Storia degli Ebrei in Albania). Nel corso del conflitto, infatti, il numero degli Ebrei aumentò; molti vi emigrarono per salvarsi dalle persecuzioni razziali di altri paesi. Le autorità dello Stato albanese rifiutarono di consegnare la lista degli ebrei presenti nel paese. Contrariamente alle norme imposte, nessun ebreo fu consegnato ma furono nascosti nelle abitazioni o a volte momentaneamente negli edifici dei patrioti albanesi. Gli ebrei erano concentrati soprattutto nelle zone centrali tra Tirana e Durazzo e nelle città di Valona e Berat (quest'ultima contava da sola 600 ebrei alla fine della guerra); spesso per nascondere i perseguitati gli albanesi hanno usato metodi di "mimetizzazione", procurando loro documenti falsi.


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sabato 7 dicembre 2019

7 DICEMBRE 2019

EUROPA PARTE 121

  Stati dell' Europa Parte 26

ALBANIA W
Storia ab
La Seconda Guerra Mondiale P3


Si formò così un movimento composto da gruppi nazionalisti e di resistenza partigiana (formato principalmente dai componenti dal partito nazional-comunista guidato da Enver Hoxha). Ci fu anche il contributo degli ex militari italiani che formarono la formazione partigiana Brigata Gramsci. La resistenza antinazista riuscì a prendere il controllo del paese nel novembre 1944, quando i tedeschi se ne andarono per non restare ivi insaccati dopo la resa di Romania e Bulgaria. I nazionalisti e i patrioti antifascisti albanesi si organizzarono nella L.A.N.Ç. - Lufta Antifashiste Nacional Çlirimtare.


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venerdì 6 dicembre 2019

6 DICEMBRE 2019

EUROPA PARTE 120

  Stati dell' Europa Parte 25

ALBANIA K
Storia aa
La Seconda Guerra Mondiale P2


Nel novembre del 1940, dopo il disastroso attacco italiano alla Grecia, un terzo del territorio albanese fu occupato dai greci. Alcuni battaglioni albanesi nelle divisioni Venezia e Giulia vennero distrutti dai greci mentre proteggevano la ritirata italiana. Il colonnello Pervizi (rappresentante del comando albanese) decise allora di sottrarre la brigata Tomorri al rischio di una seconda strage, abbandonando a sorpresa il campo di battaglia. Badoglio parlò di "tradimento degli albanesi" e decise il ritiro del loro esercito. In seguito all'intervento della Germania - subentrata nel 1941 in sostegno all'Italia - la Jugoslavia e la Grecia passarono sotto il controllo delle forze italo-tedesche, mentre il Kosovo e l'Epiro del nord furono annesse all'Albania. La situazione cambiò nuovamente dopo la firma dell'armistizio con gli angloamericani da parte del governo Badoglio (armistizio di Cassibile), che spinse i tedeschi ad invadere l'Albania.
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giovedì 5 dicembre 2019

5 DICEMBRE 2019

EUROPA PARTE 119

  Stati dell' Europa Parte 24

ALBANIA J
Storia z
La Seconda Guerra Mondiale P1

Il regime monarchico fu rovesciato nel 1939, quando l'Albania fu occupata dall'esercito italiano. Mussolini, infatti, sentiva il bisogno di controbilanciare le azioni dell'alleato tedesco che nel marzo del '39 aveva occupato la Cecoslovacchia ("Ogni volta che Hitler prende uno stato, mi manda un messaggio," disse a Ciano). Vi erano inoltre supposte collaborazioni tra Re Zog e i governi anglofrancesi. Con un'invasione-lampo, il 7 aprile '39 l'esercito italiano disarmò la debole resistenza albanese quasi senza colpo ferire. Re Zog riparò subito in Grecia. Il 16 aprile, l'Albania venne accorpata al territorio metropolitano italiano e Vittorio Emanuele III di Savoia venne proclamato Re d'Albania.


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mercoledì 4 dicembre 2019

4 DICEMBRE 2019

EUROPA PARTE 118

  Stati dell' Europa Parte 23

ALBANIA Y
Storia v

L'Indipendenza e la Prima Guerra Mondiale P3

La delimitazione dei confini del nuovo Stato lasciò alcune comunità albanesi fuori dell'Albania. Questa popolazione fu divisa in gran parte tra il Montenegro e la Serbia (che all'epoca comprendeva anche parte della Repubblica di Macedonia). D'altra parte una rivolta nel sud del paese, dai Greci locali, portò alla formazione di una regione autonoma denominata "Repubblica Autonoma dell'Epiro del Nord" all'interno dei suoi confini (1914), zona che rimase sotto il controllo greco fino al 1916.
Durante la prima guerra mondiale parte del territorio divenne un Protettorato italiano. Gli italiani lasciarono il paese solo il 2 agosto 1920, soprattutto a causa della Rivolta dei Bersaglieri, moto popolare scoppiato il 26 giugno 1920 ad Ancona e nato in seguito al rifiuto di un reggimento di soldati di partire per l'Albania. Il moto poi fu appoggiato dalla popolazione civile e si diffuse in altre città. Represso nel sangue, convinse però il governo Giolitti a rinunciare all'occupazione e a firmare un patto con l'Albania in cui si prevedeva che solo Saseno sarebbe rimasta italiana.
Il processo di riforma democratica e laica fu interrotto dal colpo di stato politico-militare guidato da Ahmet Zogu, che diede vita al Regno albanese, autonominatosi re col nome di Zog I. Nel periodo 1924-1939 si svilupparono intensi rapporti bilaterali economici tra Regno d'Italia e Albania.


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