giovedì 30 aprile 2026

30 APRILE 2026

  EUROPA PARTE 1969 - Stati dell' Europa Parte 1861

TURCHIA EK

Popolazione En - Gruppi etnici

Popolazioni turche 116

Hemşin

Gli Hemşin (conosciuti anche come Hamsheni, Hemshinli o Khemshil) sono un gruppo etnico armeno originario dell'area costiera del Mar Nero in Turchia, Russia e Georgia (Abcasia). Altre comunità di Hemşin vivono in altri Paesi dell'Asia centrale come il Kazakistan, l'Uzbekistan, e il Kirghizistan a causa delle deportazioni dalla Georgia ordinate da Stalin nel 1944. Gli Hemşin di Turchia e quelli deportati in Asia centrale sono musulmani di madhhab hanafita, mentre quelli in Russia, Georgia, e Armenia seguono la Chiesa apostolica armena.

I principi armeni Hamam e Shapuh Amatuni, che persero i loro domini in Artaz a favore degli Arabi, si trasferirono nell'Impero bizantino nel XIII secolo con una carovana di 12.000 persone. Si stanziarono nella città di Tambut, tra le montagne: questa fu poi denominata "Hamamashen" che divenne "Hamshen" o Hemşin (che è oggi il nome ufficiale turco). Questo gruppo prosperò tra le montagne pontiche e si differenziò dalle altre etnie armene sviluppando anche un proprio dialetto.

La maggior parte di queste etnie armene sono di religione cristiana, ed appartengono alla diocesi di Khachkar della Chiesa apostolica armena[senza fonte]. Nel 1461, la regione degli Hemşin venne conquistata dall'Impero ottomano. Come conseguenza di ciò nel XVI secolo e in scala più ampia XVIII secolo un significante numero di essi si convertì alla religione musulmana. Tuttavia, gran parte di questa popolazione conservò sia il proprio dialetto che le proprie usanze. Gli Hemşin islamici ebbero il permesso di rimanere in situ, e fu loro consentito di vivere praticamente indisturbati.

Coloro che invece si rifiutarono di convertirsi all'Islam furono indotti a fuggire o cercarono di resistere nelle loro regioni d'origine come le popolazioni della città di Elevit (Eliovit). La maggioranza di essi però preferì trovare asilo a occidente lungo il Ponto e stabilirsi a Trebisonda, Giresun, Ordu, Samsun, e ancora nel XX secolo era possibile trovare insediamenti nelle regioni occidentali della Turchia come Adapazarı, Bolu e lungo le coste occidentali del Mar Nero.

Arisa - Magica favola


mercoledì 29 aprile 2026

29 APRILE 2026

 EUROPA PARTE 1968 - Stati dell' Europa Parte 1860

TURCHIA Ey

Popolazione EM - Gruppi etnici

Popolazioni turche 115

GAGAUZI

I gagauzi sono un gruppo etnico turcofono che vive nella Gagauzia (Moldavia), nel Budžak (Ucraina) ed in alcune piccole zone del Nord della Grecia. La popolazione totale si attesta sui 240.000 individui.
La lingua dei gagauzi è il gagauzo.
I gagauzi sono prevalentemente di religione cristiana ortodossa. Nel 1398 una parte della popolazione si convertì all'islam. I gagauzi musulmani che vivono nella Tracia orientale (Turchia) e nel Deliorman (Bulgaria) sono chiamati gadžal.

GEORGIANI

I georgiani, o cartveliani (in georgiano ქართველები?; cartvelebi) sono un popolo originario del Caucaso.
La lingua georgiana ha una ricca tradizione letteraria e l'alfabeto georgiano è uno dei 14 alfabeti unici esistenti al mondo. La turbolenta storia della Georgia è stata caratterizzata da una marcata fierezza nazionale che ne ha preservato l'esistenza e la cultura: questo popolo ha dovuto sopravvivere a circa 4 000 anni di invasioni straniere nel corso della sua storia.


Arisa - La notte

martedì 28 aprile 2026

TERZA PAGINA: EQUITAZIONE ED ETICA

Il cavallo (Equus ferus caballus Linnaeus, 1758) è un mammifero perissodattilo di medio-grossa taglia appartenente alla famiglia degli Equidi. Con l'avvento dell'addomesticamento si è distinto dal cavallo selvatico, di cui è considerato una sottospecie.
L'evoluzione del cavallo è cominciata dai 55 ai 45 milioni di anni fa e ha portato dal piccolo Hyracotherium con più dita, al grande animale odierno, a cui rimane un unico dito. L'essere umano ha iniziato ad addomesticare i cavalli più tardi rispetto ad altri animali, intorno al 5000 a.C. nelle steppe orientali dell'Asia (il tarpan), mentre in Europa lo si iniziò ad addomesticare non prima del III millennio a.C. I cavalli della sottospecie caballus sono tutti addomesticati, sebbene alcuni di questi vivano allo stato brado come cavalli inselvatichiti, diversi dai cavalli selvaggi che, invece, non sono mai stati addomesticati.



Uno studio del 2018 dell'Università del Kansas ha rivelato che anche i cavalli di Przewalski, precedentemente ritenuti gli ultimi cavalli selvaggi rimasti, sono in realtà i discendenti inselvatichiti di cavalli che erano già stati addomesticati 5 500 anni fa nel nord dell'attuale Kazakistan dal popolo Botai. Il cavallo ha accompagnato e accompagna l'uomo in una notevole varietà di scopi: ricreativi, sportivi, di lavoro e di polizia, bellici, politici, agricoli, ludici e terapeutici. Tutte queste attività hanno generato vari modi di cavalcare e guidare i cavalli usando ogni volta i finimenti più appropriati. L'uomo trae dal cavallo anche carne, latte, ossa, pelle e capelli, nonché estratti di urine e sangue per scopi farmaceutici.
La femmina del cavallo, chiamata giumenta, ha un periodo di gestazione (gravidanza) dei puledri di circa undici mesi, al termine dei quali il piccolo, una volta partorito, riesce a stare in piedi e a correre da solo dopo pochissimo tempo. Solitamente l'addestramento avviene dopo i tre anni di vita dell'animale. Dopo i sei anni è completamente adulto, con una prospettiva di vita che si aggira sui 25-30 anni. Il cavallo presenta un'elevata specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato un efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.
Le razze di cavalli si dividono in base alla corporatura (dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi) e in base al temperamento (a sangue freddo, a sangue caldo e a sangue ardente, come i purosangue). Il tipo brachimorfo comprende i cavalli da tiro (Shire, Vladimir, Gypsy Vanner, ecc.), il tipo dolicomorfo le "razze leggere da sella" (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.), mentre il tipo mesomorfo comprende le "razze da sella" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.).
Secondo il Guinness dei primati il cavallo più grande esistito in epoca recente è stato Big Jake, alto 2,10 m al garrese e pesante 1180 kg.


lunedì 27 aprile 2026

27 APRILE 2026

 EUROPA PARTE 1967 - Stati dell' Europa Parte 1859

TURCHIA EJ

Popolazione El - Gruppi etnici

Popolazioni turche 114 

FANARIOTI

I fanarioti  erano un gruppo di influenti famiglie dell'impero ottomano di origine greca o ellenizzate, alcune delle quali discendenti probabilmente da antiche famiglie bizantine di Costantinopoli o di Trebisonda, altre dalle isole del mare Egeo, dell'Epiro, altre ancora albanesi, romene o levantine. Il nome fanarioti deriva dal termine greco Φανάρι, Lanterna, ovvero il quartiere di Istanbul in cui essi prevalentemente vivevano, e oggi noto come Fener.
Dopo la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453, il Fanar divenne il quartiere del patriarcato e dei cristiani ortodossi. Con tempo alcuni di essi raggiunsero posizioni molto importanti all'interno dell'amministrazione dell'impero: istruiti e poliglotti, spesso inviati a Padova per laurearsi in medicina o legge e imparare le lingue europee, dal 1661 al 1821 i fanarioti furono Grandi Dragomanni della Sublime porta, cioè interpreti in capo dell'amministrazione ottomana[1]; ciò che permise loro di dirigere col titolo di reis effendi la politica estera dell'Impero ottomano. Questa funzione li portò poco a poco a dirigere le isole dell'Egeo e a ricoprire dal 1715 al 1821 la carica di Hospodar o Voivoda dei Principati danubiani (Moldavia e Valacchia) e poi dal 1835 al 1906 quella di Principe di Samo.
Il loro ruolo perse d'importanza dopo la guerra d'indipendenza greca, alla quale molti fanarioti presero parte attiva, e poi venne meno con la dissoluzione dell'Impero ottomano. In seguito molte delle famiglie fanariote si stabilirono in Romania (come i Ghica e i Soutzos), in Russia (come i Mourousi, diventati principi russi, da cui discendono lo scrittore francese Paul Mourousy (1915-2002) e il giornalista francese Yves Mourousi (1942-1998)), in Grecia (come i Manos) e perfino in Francia (come i Paleologo, un cui discendente Maurice Paléologue (1859-1944), fu ambasciatore di Francia a Sofia e a San Pietroburgo e Segretario generale del Ministero francese degli Affari esteri).





Paola e Chiara - Pioggia d'estate

domenica 26 aprile 2026

26 APRILE 2026

 EUROPA PARTE 1966 - Stati dell' Europa Parte 1858

TURCHIA EW

Popolazione Ei - Gruppi etnici

Popolazioni turche 113 

CURDI N

Demografia
Afghanistan

Una presenza curda, esplicitamente definita con tale termine, proveniente dal vicino Khorasan, dove il Safavide Scià Abbas esiliò migliaia di curdi, vive nelle terre afgane sin dal XVI secolo. Molti di quelli che furono esiliati si stabilirono definitivamente in Afghanistan, prendendo residenza a Herat e nelle altre città dell'Afghanistan occidentale. Alcuni curdi ricoprono alte posizioni di governo all'interno dell'Afganistan, come Ali Mardan Khan che fu nominato governatore di Kabul nel 1641. I curdi affiancarono gli afghani durante le loro guerre contro l'impero di Safavidi, e nei conflitti seguenti con gli altri poteri regionali. Il numero dei curdi attualmente presenti in Afganistan è difficile da calcolare, nonostante sia noto che si aggiri approssimativamente intorno ai 200.000. Rimane non chiarito fino a che punto la minoranza curda in Afganistan abbia mantenuto il linguaggio curdo.

Emigrazione

Le regioni curde sono state caratterizzate da una vasta emigrazione, principalmente verso i grandi centri urbani. Numerose comunità curde in Turchia si sono stabilite a Istanbul, Ankara, Adana e Izmir. In Iran molti curdi si sono stabiliti a Teheran, Abadan, Ahvaz e Tabriz, mentre in Iraq le destinazioni principali sono state Baghdad e Kirkuk. A partire dal XX secolo vi è stata una vasta emigrazione verso paesi esteri, principalmente verso paesi del golfo, Libano, Germania, Austria, Francia, Svezia, Australia e Stati Uniti d'America.

Paola e Chiara - Blu

venerdì 24 aprile 2026

24 APRILE 2026

   EUROPA PARTE 1965 - Stati dell' Europa Parte 1857

TURCHIA EX

Popolazione Eh - Gruppi etnici

Popolazioni turche 112  

CURDI M

Demografia
Armenia
Fra gli anni trenta e gli ottanta del Novecento, l'Armenia faceva parte dell'Unione Sovietica, nella quale i curdi, come gli altri, erano riconosciuti con lo status di minoranza protetta. Ai curdi armeni fu permesso di avere un loro giornale sponsorizzato dallo stato e una radio che trasmetteva gli eventi culturali. Durante il conflitto in Nagorno Karabakh, molti curdi che non erano yazidi furono costretti a lasciare le loro case. Con la fine dell'Unione Sovietica, i curdi dell'Armenia furono spogliati di tutti i loro diritti culturali e la maggior parte di loro fuggì dalla Russia all'Europa Occidentale.
Azerbaigian
Negli anni '20, le due aree abitate dai curdi di Jewanshir (capitale K'arvač̣aṙ) e l'orientale Zangazur (capitale Lachin) furono combinate per formare il "Kurdistan Rosso", ossia l'Uezd del Kurdistan (7 luglio 1923-8 aprile 1929) seguito dall'Okrug del Kurdistan (30 maggio 1930-23 luglio 1930). Il periodo di esistenza di un'unità amministrativa curda fu breve e non andò oltre il 1930. I curdi affrontarono di conseguenza molte misure repressive, comprese le deportazioni. Come conseguenza del conflitto in Nagorno Karabakh, molte aree curde furono distrutte e più di 5.000 curdi furono deportati nel 1988.

Paola e Chiara - Ti vada o no

giovedì 23 aprile 2026

23 APRILE 2026

  EUROPA PARTE 1964 - Stati dell' Europa Parte 1856

TURCHIA EZ

Popolazione Eg - Gruppi etnici

Popolazioni turche 111  

CURDI L

Demografia
Iraq

I curdi costituiscono circa un quinto della popolazione dell'Iraq. Essi si trovano in maggioranza nelle tre province dell'Iraq settentrionale che vanno a formare nell'insieme il Kurdistan iracheno. Vaste comunità curde sono concentrate a Baghdad, Kirkuk, Khanaqin, Mosul e in varie città dell'Iraq meridionale. Il regime ba'thista di Saddam Hussein ha esercitato ampie repressioni nei confronti della minoranza curda, attraverso deportazioni, bombardamenti, attacchi chimici e migliaia di arresti e di esecuzioni, in quello che divenne noto come genocidio dell'Anfal. Negli anni 1990 le forze politiche curde hanno costituito la Regione del Kurdistan.

Siria

I curdi costituiscono un decimo della popolazione della Siria e rappresentano il secondo gruppo etnico del paese. Sono concentrati prevalentemente nelle regioni settentrionali, in Giazira, attorno a Kobanê e ad Afrin. Vaste comunità curde si sono stabilite a Damasco, nel quartiere di Rukneddine, e ad Aleppo dove si sono profondamente arabizzate. Una vasta proporzione dei curdi siriani è apolide. A partire dallo scoppio della guerra civile siriana, la maggior parte delle regioni a maggioranza curda in Siria sono state inglobate nell'Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est.

Paola e Chiara - Viva l'amor

mercoledì 22 aprile 2026

22 APRILE 2026

 EUROPA PARTE 1963 - Stati dell' Europa Parte 1855

TURCHIA EV

Popolazione Ef - Gruppi etnici

Popolazioni turche 110  

CURDI I

Demografia
Turchia

Secondo il CIA factbook, i curdi formerebbero approssimativamente il 18,3% della popolazione della Turchia (circa 14 milioni) nel 2008. La stima non comprende il popolo zaza che è generalmente considerato curdo. Fonti curde invece sostengono che in Turchia ci siano fino a 25 milioni di curdi. Nel 1980, l'Ethnologue stimò che il numero di persone che parlavano la lingua curda in Turchia era di circa 5 milioni, all'epoca la popolazione del paese si aggirava sui 44 milioni. Durante gli anni '30 e gli anni '40 del XX secolo, il governo mascherò statisticamente la presenza dei curdi categorizzandoli come "turchi di montagna". Questa classificazione fu sostituita dal nuovo eufemismo "turchi orientali" dal 1980.
A partire dal XX secolo la maggior parte dei curdi di Turchia si è stabilita al di fuori dei territori tradizionalmente curdi, emigrando in massa verso le città della Turchia occidentale, principalmente verso Istanbul, Ankara, Adana e Izmir.

Iran

A partire dal secondo dopoguerra e dalla proclamazione dell'effimera Repubblica di Mahabad, lo scià Reza Pahlavi dovette a lungo confrontarsi con la guerriglia dei curdi, guidati dalla famiglia Barzani, in particolare dallo sceicco Mustafa Barzani. Tale fenomeno durò fino al 1974, quando gli iracheni si riappacificarono (temporaneamente e apparentemente) con gli iraniani e ritirarono l'appoggio al leader della guerriglia.

Paola e Chiara - Mare caos

martedì 21 aprile 2026

TERZA PAGINA: TAI CHI UNO STILE DI VITA

Secondo una leggenda, intorno al 1200 d. C., alle pendici del monte Wudang viveva un monaco taoista di nome Zhang San Feng. Un giorno il monaco vide il combattimento tra un uccello rapace e un serpente e rimase profondamente colpito dalla capacità del serpente di vincere il duello non opponendo forza contro forza, bensì facendo della morbidezza del suo corpo e dei suoi movimenti l'arma per sconfiggere l'avversario. Zhang San Feng studiò dunque il modo in cui il serpente era riuscito a vincere il duello: flessibilità contro durezza, movimenti circolari contro movimenti diretti, raccoglimento prima di scagliare attacchi veloci, apparente debolezza contro il battito fragoroso delle ali dell'avversario. Sulla base di questi principi, costruì una sequenza di movimenti che ancora oggi, con le opportune differenze tra le varie scuole, formano la base delle varie pratiche di Taijiquan.


Il nome di questo stile (太极拳) contiene già importanti elementi teorici che sono alla base di esso.

Il termine Taiji (太极) fa la sua comparsa per la prima volta nell'Yijing, nel capitolo intitolato Xici (系辞). Vi si può leggere: Nei cambiamenti, c'è il Taiji che genera i Due Principi (Liangyi); i Due Principi generano le Quattro Immagini (Sixiang); le Quattro Immagini generano gli Otto Trigrammi (Bagua). Importante è il collegamento con il Diagramma del Sommo Polo (Taijitu), creato dal Neo-Confuciano Zhou Dunyi (周敦颐, 1017–1073), che è anche il simbolo dello stile universalmente riconosciuto. Zhou Dunyi scrive: Wuji e poi il Taiji. Nel movimento il Taiji crea lo Yang. Quando il movimento ha raggiunto il suo limite, c'è la immobilità. Quando immobile, il Taiji crea la Yin. Quando l'immobilità ha raggiunto il suo limite, c'è il ritorno al movimento. Movimento e Immobilità si alternano. Uno è l'origine dell'altro. Carmona riferisce che la principale risorsa teorica dello stile è il Taiji Quanpu (太极拳谱), di Wang Zhongyue (王宗岳), scritto durante il regno di Wanli (万历,1572-1620) della dinastia Ming. Wang Zongyue (王宗岳) ha scritto: Il sommo polo, nasce dal non sommo, opportunità del movimento, è anche madre di Yin e Yang. Se si divide, si muove; se è in armonia, è fermo. Libero da eccessi e mancanze, segue curve e subito estende. Se un uomo è inflessibile ed io sono morbido, si chiama camminare; se io seguo un uomo di spalle, si chiama aderire. In contraddittorio con Carmona, Stanley Henning colloca la vita di Wang Zongyue durante il regno di Qianlong (1735-1796). Per Henning poi Wang Zongyue è solo accreditato di aver scritto il Taiji Quanpu. Per Wu Bin Taiji significa supremazia, assolutezza, unicità; Il Taijiquan prende il suo nome sottendendo superiorità.

Riassumendo il Taijiquan si ispira al continuo ciclo Yin Yang, cambiando continuamente da un principio all'altro nei movimenti che contengono vuoto e pieno, adattandosi ai movimenti altrui, ispirandosi e seguendo la rotondità.

lunedì 20 aprile 2026

20 APRILE 2026

 EUROPA PARTE 1962 - Stati dell' Europa Parte 1854

TURCHIA EU

Popolazione Ee - Gruppi etnici

Popolazioni turche 109  

CURDI H

Demografia

I curdi rappresentano il quarto gruppo etnico più grande del Medio Oriente dopo arabi, persiani e turchi. Il numero di curdi che vivono in Medio Oriente è stimato in quasi 30 milioni, ai quali si aggiungono i curdi che vivono in Europa. I curdi comprendono dal 18% al 20% della popolazione in Turchia, probabilmente fino al 25%; 15-20% in Iraq; 10% in Iran; il 9% in Siria e l'1,3% in Armenia. In tutti questi Paesi, con l'eccezione dell'Iran, i curdi formano il secondo maggiore gruppo etnico. Il numero totale di curdi nel 1991 è stato stimato in 22,5 milioni, con il 48% di essi che vive in Turchia, il 18% in Iraq, il 24% in Iran e il 4% in Siria. L'emigrazione nel corso degli ultimi decenni ha portato ad una popolazione di quasi 1,5 milioni di curdi nei paesi occidentali, di cui circa la metà in Germania. Un caso speciale sono le popolazioni curde in Transcaucasia e in Asia centrale, sfollate lì soprattutto al tempo dell'Impero russo, che hanno subito sviluppi indipendenti per più di un secolo e hanno sviluppato un'identità etnica a sé stante. La popolazione di questi gruppi è stata stimata in quasi 400.000 nel 1990.

Paola e Chiara - Amodo mio

domenica 19 aprile 2026

19 APRILE 2026

  EUROPA PARTE 1961 - Stati dell' Europa Parte 1853

TURCHIA ET

Popolazione Ed - Gruppi etnici

Popolazioni turche 108  

CURDI G

Religione

La religione più diffusa tra i curdi è l'islam sunnita, praticato nella forma sciafeita; lo sciafeismo distingue i curdi dai vicini arabi e turchi, legati al hanafismo. Parte dei curdi in Iran pratica l'islam sciita. In Turchia, parte della comunità zaza aderisce alla dottrina alevita. Molto diffusi tra i curdi sono il sufismo e le confraternite islamiche, in particolare la Qadiriyya e la Naqshbandiyya. Le regioni curde sono tendenzialmente religiose e tradizionaliste e l'islam riveste un ruolo fondamentale dal punto di vista identitario, sociale e culturale. Il contributo di vari teologi curdi, tra i quali Said Nursi, ha giocato un ruolo fondamentale nella formazione del modernismo islamico. Culti sincretici di derivazione islamica diffusi nelle regioni curde sono lo yazidismo, concentrato principalmente in Sinjar, nella piana di Ninive e in Armenia, e l'Ahl-e Haqq, diffuso tra Iran e Iraq. Vi è poi nel Kurdistan iracheno una comunità di convertiti allo zoroastrismo.

Paola e Chiara - Amoremidai

sabato 18 aprile 2026

18 APRILE 2026

   EUROPA PARTE 1960 - Stati dell' Europa Parte 1852

TURCHIA ES

Popolazione Ec - Gruppi etnici

Popolazioni turche 107  

CURDI F

Lingua

La lingua curda appartiene al sottogruppo nord-occidentale delle lingue iraniche, le quali a loro volta appartengono alle Lingue indoarie, una branca della famiglia delle indoeuropee. Essa detiene lo status ufficiale di lingua nazionale in Iraq, accanto all'arabo; è riconosciuta come lingua regionale in Iran e come lingua minoritaria in Armenia.
L'arabo, il persiano e il turco rappresentano le lingue più conosciute nelle regioni curde, a fianco del curdo.
Il curdo è parlato in tre principali varianti: il pehlewani, il kurmanji e il sorani (che in Iraq riveste il ruolo di lingua ufficiale).
Le lingue appartenenti al ceppo zaza-gorani non sono linguisticamente appartenenti al continuum curdo.
Secondo Mackenzie, sono poche le caratteristiche linguistiche comuni a tutti i dialetti curdi che non si trovino allo stesso tempo in altre lingue iraniche.
Commentando le differenze tra i dialetti del curdo, Kreyenbroek chiarisce che in qualche modo kurmanji e sorani sono diversi l'uno dall'altro quanto l'inglese dal tedesco, dando l'esempio che kurmanji ha genere grammaticale e finali del caso, a differenza del sorani, e osservando che riferirsi a sorani e kurmanji come "dialetti" di una lingua è supportato solo dalla "loro origine comune (...) e dal fatto che questo uso riflette il senso di identità etnica e unità dei curdi".

Paola e Chiara - Vamos a bailar