giovedì 23 luglio 2026

23 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2040 - Stati dell' Europa Parte 1932

TURCHIA HV

Economia B

L'elevata inflazione è stata messa sotto controllo, e ciò ha indotto lo Stato a emettere una nuova moneta, per proseguire le riforme economiche e cancellare i vecchi squilibri. Il 1º gennaio 2005 è stata introdotta la nuova lira turca, pari a un milione della vecchia valuta.] Grazie alle continue riforme economiche, l'inflazione è calata nel 2005 all'8,2% e la disoccupazione al 10,3%.
Il commercio estero si svolge in gran parte con l'Unione europea (59% delle esportazioni e 52% delle importazioni nel 2005), ma anche con Stati Uniti, Russia, Giappone e con la Cina. La Turchia si avvale di un'unione doganale con l'UE, firmata nel 1995, che ha aumentato la sua produzione industriale e attirato numerosi investimenti europei.
Nel 2005 le esportazioni sono ammontate a 73,5 miliardi di dollari, le importazioni a 116,8 miliardi, con aumenti del 16,3% e del 19,7% rispetto al 2004. Nel 2006 le esportazioni sono ammontate a 85,8 miliardi, con aumento del 16,8% dall'anno precedente, e nel 2007 il Paese ha esportato per 105,9 miliardi. Nel 2008 le esportazioni sono ammontate a 141,8 miliardi di dollari, e le importazioni a 204,8 miliardi di dollari. Le esportazioni verso i paesi dell'UE rappresentano circa il 42% di tutte le esportazioni turche. Le esportazioni turche verso l'Unione europea nel dicembre 2008, pari a circa 3 miliardi di euro, hanno subito un calo di quasi il 40% rispetto allo stesso mese nel 2007. Il tasso di disoccupazione in Turchia è dell'11%. Alla fine di novembre 2008, il tasso di disoccupazione era del 10,9%, rispetto al 9,7% nello stesso periodo nel 2007. Questi dati allarmanti hanno costretto il governo turco a cercare un nuovo accordo di prestito con il Fondo Monetario Internazionale.
Nel 2006 la Turchia è riuscita ad attrarre investimenti dall'estero, per 19,9 miliardi di dollari. Le numerose privatizzazioni, la crescita economica costante e i cambiamenti strutturali nei settori bancario, commerciale e delle comunicazioni, hanno contribuito ad attrarre investimenti sia nazionali sia stranieri.

L'aura - Non é una favola



mercoledì 22 luglio 2026

22 LUGLIO 2026

  EUROPA PARTE 2039 - Stati dell' Europa Parte 1931

TURCHIA HU

Economia A

La Turchia è un membro fondatore dell'OCSE (1961) e del G20 (1999).
Sin dal governo kemalista la Turchia ha goduto di alcuni interventi statali, in modo che anche l'economia si modernizzasse in modo graduale. I vari governi hanno sempre avuto un ruolo di primo piano, nelle partecipazioni in aziende private, negli scambi e negli investimenti all'estero. Negli anni ottanta il Paese ha avviato alcune riforme, grazie al primo ministro Turgut Özal, e si è sempre più orientata all'economia di mercato. Da allora l'economia ha continuato a crescere, anche se ha conosciuto periodi di recessione come negli anni 1994, 1999 (in seguito al terremoto di quell'anno) e 2001.
Dal 1981 al 2003, il reddito nazionale è aumentato in media del 4%. Peraltro la mancanza di altre riforme, le difficoltà del settore pubblico e la diffusa corruzione hanno provocato un aumento dell'inflazione, l'indebolimento del settore bancario e problemi interni alla macroeconomia.
Dopo la crisi del 2001 e dopo le riforme iniziate dall'allora ministro delle finanze Kemal Derviş, l'inflazione è crollata, gli investimenti sono risaliti, e il numero di disoccupati è fortemente calato. La Turchia ha gradualmente aperto il proprio mercato grazie ad alcune riforme, riducendo i controlli statali sugli scambi esteri e controllando meglio le privatizzazioni.
Nel 2005 il reddito nazionale è ulteriormente salito del 7,4%, rendendo la Turchia uno degli Stati a più rapida crescita economica. Il Paese, agricolo in passato, è una media potenza industriale; le attività secondarie sono situate in gran parte sulle coste occidentali, insieme a servizi in rapido sviluppo (comunicazione, commercio, trasporti, banche, turismo). L'agricoltura produce l'11,9% del prodotto interno lordo, mentre l'industria contribuisce al 23,7% e i servizi al 64,5%. Soprattutto il turismo è cresciuto negli ultimi vent'anni, ed è la prima fonte di reddito del Paese. Nel 2005 la Turchia ha ospitato 24.124.501 visitatori, versando 18,2 miliardi di dollari nelle casse nazionali. Anche l'industria è cresciuta, sia grazie a forti investimenti esteri (specie da Stati Uniti e Germania) sia a imprese locali; i settori principali sono quelli automobilistico, tessile, dell'abbigliamento, elettronico e delle costruzioni.
L'aura - Irraggiungibile


lunedì 20 luglio 2026

20 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2038 - Stati dell' Europa Parte 1930

TURCHIA HT

Politica C

Forze politiche

Il sistema elettorale turco prevede una soglia di sbarramento nazionale del 7% per l'accesso al parlamento, introdotta nel 2022. I partiti possono superarla anche attraverso alleanze elettorali.
Nelle elezioni parlamentari del 14 maggio 2023, svoltesi contestualmente alle presidenziali, l'Alleanza Popolare (Cumhur İttifakı), guidata dall'AKP e comprendente il MHP, ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla TBMM. Le principali forze rappresentate sono: Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Adalet ve Kalkınma Partisi, AKP), conservatore e islamico moderato;
Partito Popolare Repubblicano (Cumhuriyet Halk Partisi, CHP), kemalista, socialdemocratico e laico;
Partito del Movimento Nazionalista (Millyetçi Hareket Partisi, MHP), nazionalista di destra;
Partito DEM (ex HDP), filo-curdo e di sinistra, presente in parlamento nonostante procedimenti giudiziari e restrizioni politiche;
İYİ Parti, nazional-liberale e kemalista.
Il presidente Recep Tayyip Erdoğan è stato rieletto al secondo turno delle presidenziali del 28 maggio 2023.

Difesa

Le Forze armate turche (Türk Silahlı Kuvvetleri) comprendono Esercito, Marina e Aeronautica. La Gendarmeria e la Guardia Costiera dipendono dal Ministero dell'Interno in tempo di pace e passano sotto comando militare in tempo di guerra.
Per consistenza numerica, le forze armate turche rappresentano una delle più grandi strutture militari della NATO, seconde solo a quelle statunitensi.] La Turchia è considerata una delle principali potenze militari regionali del Medio Oriente e del Mediterraneo orientale.
Il servizio militare è obbligatorio per i cittadini maschi, ma negli ultimi anni sono state introdotte forme di servizio ridotto o sostitutivo a pagamento. L'obiezione di coscienza non è formalmente riconosciuta, sebbene il sistema sia stato parzialmente liberalizzato.
La Turchia partecipa al programma di condivisione nucleare della NATO, ospitando bombe nucleari statunitensi B61 presso la base aerea di Incirlik (provincia di Adana), sotto controllo operativo degli Stati Uniti.
Dopo l'acquisto dei sistemi missilistici russi S-400, la Turchia è stata esclusa dal programma F-35 nel 2019, evento che ha segnato una svolta nelle relazioni militari con gli Stati Uniti. In risposta, Ankara ha accelerato programmi nazionali di difesa, tra cui lo sviluppo del caccia di quinta generazione KAAN, droni armati e sistemi navali avanzati.
La Turchia partecipa a missioni internazionali sotto l'egida di ONU e NATO e mantiene contingenti militari in diversi teatri, tra cui Siria settentrionale, Iraq, Libia, Azerbaigian e Cipro del Nord, dove stazionano circa 35-40.000 soldati. Tale presenza è riconosciuta esclusivamente dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord ed è considerata illegale dalla Repubblica di Cipro e dalla comunità internazionale.
Il Capo di Stato Maggiore Generale è nominato dal Presidente della Repubblica. L'autorizzazione a dichiarare guerra e a dispiegare truppe all'estero spetta esclusivamente alla Grande Assemblea Nazionale Turca.
Petula Clark - L nuit n'en finit plus

domenica 19 luglio 2026

19 LUGLIO 2026

EUROPA PARTE 2037 - Stati dell' Europa Parte 1929

TURCHIA HS

Politica B

Con riferimento al periodo tra le due guerre mondiali, una parte della storiografia distingue tra modernizzazione e occidentalizzazione delle riforme kemaliste. Tra queste figurano il passaggio dall'alfabeto arabo a quello latino, l'abolizione del califfato e l'adozione di un'amministrazione fortemente centralizzata, modellata in larga parte su quella francese, sebbene la centralizzazione fosse già una caratteristica strutturale dell'Impero ottomano.

Negli anni Venti e Trenta del XX secolo, Mustafa Kemal Atatürk promosse un profondo processo di laicizzazione dello Stato, volto a limitare l'influenza della religione islamica sulle istituzioni. Furono aboliti i tribunali religiosi, sciolti gli ordini sufi e vietati simboli religiosi negli spazi pubblici statali. Contestualmente venne istituito il Direttorato degli Affari Religiosi (Diyanet İşleri Başkanlığı), incaricato di amministrare e controllare ufficialmente la vita religiosa, organismo tuttora esistente e oggi dotato di un apparato molto esteso. Questo modello ha dato origine a una forma di Islam istituzionale spesso definita "ufficiale" o "statale", più che semplicemente moderata.
A seguito della Guerra greco-turca (1919-1922), la Convenzione di Losanna del 1923 sancì uno scambio forzato di popolazioni tra Grecia e Turchia: i greci ortodossi dell'Anatolia furono trasferiti in Grecia e i musulmani della Grecia in Turchia, con l'eccezione delle comunità greche di Istanbul e musulmane della Tracia occidentale. La prima donna a ricoprire la carica di Primo ministro della Turchia fu Tansu Çiller, in carica dal 1993 al 1996. 

Petula Clark - I couldn't live without your love

sabato 18 luglio 2026

18 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2036 - Stati dell' Europa Parte 1928

TURCHIA HR

Politica A





La Turchia è una repubblica presidenziale a partire referendum costituzionale del 2017, entrato pienamente in vigore con le elezioni del 2018. Fu uno dei primi Paesi a introdurre il suffragio universale, concedendo il diritto di voto alle donne già nel 1934, sebbene fino al 1946 il sistema politico fosse caratterizzato da un partito unico (Partito Popolare Repubblicano).
Il potere legislativo è esercitato in forma unicamerale dalla Grande Assemblea Nazionale Turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi, TBMM), istituita nel 1920 e disciplinata dall'attuale Costituzione del 1982, più volte emendata. Dal 2018 l'assemblea è composta da 600 deputati, eletti a suffragio universale per un mandato quinquennale mediante un sistema proporzionale con soglia di sbarramento nazionale, storicamente fissata al 10% e ridotta al 7% nel 2022.
Con il passaggio al sistema presidenziale, il Presidente della Repubblica (Cumhurbaşkanı), eletto direttamente per cinque anni, è divenuto capo dello Stato e del governo, concentrando ampie prerogative esecutive. Il presidente nomina e revoca ministri e alti funzionari, può sciogliere il parlamento, esercita il diritto di veto legislativo ed emana decreti presidenziali nelle materie non riservate alla legge parlamentare. La carica di Primo ministro è stata abolita nel 2018.
Negli ultimi decenni l'assetto politico-istituzionale della Turchia è stato interessato da numerose riforme, inizialmente in parte collegate al processo di adesione all'Unione europea. Tuttavia, a partire dalla metà degli anni 2010, i negoziati di adesione sono di fatto congelati, anche a causa delle crescenti divergenze in materia di stato di diritto, indipendenza della magistratura e libertà civili.


Petula Clark - Chariot

venerdì 17 luglio 2026

17 LUGLIO 2026

    EUROPA PARTE 2035 - Stati dell' Europa Parte 1927

TURCHIA HQ

Ordinamento dello Stato

Suddivisioni amministrative
La Turchia è divisa amministrativamente in 81 province (Iller plurale, il singolare) a capo di ciascuna delle quali è un governatore (detto vali) nominato dal governo centrale.
Le province sono a loro volta suddivise in distretti (plurale ilçeler, singolare ilçe) per un totale di 923. Il distretto centrale (capoluogo della provincia) è amministrato da un "vicegovernatore" designato, mentre gli altri distretti sono amministrati da un "sottogovernatore" (kaymakam).
Le province della Turchia sono raggruppate in 7 regioni, che sono state originariamente definite in occasione del Primo Congresso di Geografia tenutosi ad Ankara nel 1941. Il principale elemento della suddivisione in 7 regioni sono state le omogeneità di condizioni climatiche del territorio corrispondente (temperatura, precipitazioni, ecc). Queste regioni hanno solo fini statistici e non si riferiscono a una divisione amministrativa.
Ordinamento scolastico
Università
Tra le università della Turchia ricordiamo in particolare l'Università di Istanbul, la più antica università della Turchia, fondata dal sultano Maometto II, e la cui data di fondazione si può far risalire al 30 maggio 1453.

Petula Clark - My Love

giovedì 16 luglio 2026

16 LUGLIO 2026

   EUROPA PARTE 2034 - Stati dell' Europa Parte 1926

TURCHIA HP

Ordinamento dello Stato

Costituzione

Sorta dalle ceneri dell'Impero ottomano nel 1923, la Turchia è nata, inizialmente, come Repubblica parlamentare rivoluzionaria monopartitica. In seguito, è divenuta dal 1946, una Repubblica parlamentare multipartitica e, in seguito ad un’ulteriore riforma istituzionale conclusasi con il referendum costituzionale del 2017, è divenuta una Repubblica presidenziale. Le sue istituzioni sono tuttavia fortemente condizionate dalle forze armate, il cui ruolo politico è stato fissato nella Costituzione da Atatürk e ribadito nell'ultima Costituzione della Turchia, del 7 novembre 1982, emendata nel 1995.
La Banca centrale della Repubblica di Turchia (Türkiye Cumhuriyet Merkez Bankası - TCMB) non è indipendente dal potere politico, e il governatore è nominato dal presidente della repubblica.

Poteri dello Stato

A seguito alla riforma costituzionale del 2017, il presidente è eletto a suffragio popolare diretto e non più mediante elezione indiretta da parte del Parlamento, mentre il mandato resta pari a cinque anni.
Il potere legislativo compete alla Grande Assemblea Nazionale Turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi), un Parlamento unicamerale composto da 600 membri (precedentemente 550) eletti a suffragio universale ogni quattro anni. Il diritto di voto è esteso a tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età.
L'ordinamento giudiziario prevede una Corte costituzionale, i cui membri sono nominati dal presidente, e una Corte d'appello, eletta dal Consiglio supremo dei giudici e procuratori. La pena di morte è stata completamente abolita nel 2004.

Petula Clark - Kiss me goodbye

mercoledì 15 luglio 2026

15 LUGLIO 2026

  EUROPA PARTE 2033 - Stati dell' Europa Parte 1925

TURCHIA HO

Media e Libertà d'espressione

I mezzi di comunicazione di massa con sede in Turchia includono un'ampia varietà di periodici nazionali ed esteri che esprimono opinioni disparate e i quotidiani nazionali sono estremamente competitivi. Tuttavia, la proprietà dei media è concentrata nelle mani di pochi grandi gruppi di media privati che fanno generalmente parte di più vasti conglomerati controllati da individui facoltosi, il che limita le opinioni che vengono presentate. Inoltre, le aziende sono disposte a utilizzare la loro influenza per sostenere i più ampi interessi commerciali dei loro proprietari, anche cercando di mantenere relazioni amichevoli con il governo. I media esercitano una forte influenza sull'opinione pubblica. Anche la censura in Turchia è un problema, e negli anni 2000 la Turchia ha visto molti giornalisti arrestati e gli scrittori processati. L'Indice della libertà di stampa di Reporter senza frontiere è passato da circa 100 nel 2005 a circa 150 nel 2013.
In risposta al fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016, oltre 150 organizzazioni dei media, tra cui giornali, canali televisivi e radiofonici, agenzie di stampa, riviste e case editrici, sono state chiuse dal governo della Turchia e 160 giornalisti sono stati incarcerati.
In circolazione, i quotidiani più popolari sono Hürriyet, Sabah, Posta, Sözcü e Habertürk. I media trasmessi hanno una penetrazione molto elevata in quanto le antenne satellitari e i sistemi via cavo sono ampiamente disponibili. Il "Consiglio supremo della radio e della televisione" (RTÜK) è l'organo governativo che supervisiona i mezzi di trasmissione. Nel 2003 un totale di 257 stazioni televisive e 1.100 stazioni radio sono state autorizzate a operare, mentre altre hanno funzionato senza licenze. Di quelli autorizzati, 16 stazioni televisive e 36 stazioni radio hanno raggiunto il pubblico nazionale. Nel 2003 erano in servizio circa 22,9 milioni di televisori e 11,3 milioni di radio. A parte il turco, la rete televisiva statale offre alcuni programmi in arabo, circasso, curdo e zaza.
Secondo uno studio del 2018, i consumatori turchi sono penultimi in Europa in quanto ad alfabetizzazione nell'ambito dei mezzi di comunicazione, e quindi particolarmente soggetti alla diffusione di notizie false. Una combinazione di bassi livelli di istruzione, bassi punteggi di lettura, bassa libertà dei media e bassa fiducia sociale ha contribuito al basso punteggio, che vede la Turchia posizionarsi al penultimo posto, superata solamente dalla Macedonia del Nord. Le teorie del complotto sono un fenomeno prevalente nei media turchi. Secondo il Digital News Report 2018 del Reuters Institute, la Turchia, con una certa distanza, è il paese con la più alta concentrazione di notizie truccate nel mondo.
Petula Clark - Downtown


lunedì 13 luglio 2026

13 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2032 - Stati dell' Europa Parte 1924

TURCHIA HN

Religioni

La Turchia è uno stato laico, senza una religione di Stato; la Costituzione turca prevede la libertà di religione e di coscienza. L'Islam è la religione prevalente in Turchia, professata da oltre il 99% della popolazione se si includono anche i musulmani non praticanti. Società di ricerca suggeriscono che la percentuale reale di musulmani è di circa il 97% o 98% dell'intera popolazione residente.
Ci sono circa 120 000 persone di diverse confessioni cristiane, tra cui circa 80 000 di ortodossi (soprattutto greco-ortodossi), 35 000 cattolici, e un numero più piccolo di protestanti. La Chiesa Ortodossa ha avuto sede a Costantinopoli (Istanbul) a partire dal IV secolo. I cristiani rappresentano meno dello 0,2% della popolazione turca, secondo il CIA World Factbook.]
Ci sono circa 26 000 ebrei, la maggior parte dei quali sono sefarditi.
Se non ci sono cifre esatte sui vari gruppi di musulmani, secondo un sondaggio del 2006, l'82% venivano identificati come sunniti di scuola giuridica hanafita, il 9,1% sunniti sciafeiti e il 5,8% era alevita. Secondo un sondaggio di consulenza svolto in tutta la Turchia nel 2007: il 52,8% degli abitanti si definisce "una persona religiosa che si sforza di adempiere agli obblighi religiosi"; il 34,3% si definisce "un credente che non adempie agli obblighi religiosi"; il 9,7% definisce se stesso come "una persona completamente devota che adempie tutti gli obblighi religiosi"; il 2,3% si definisce come "qualcuno che non crede negli obblighi religiosi" e lo 0,9% dichiara di essere "una persona senza convinzione religiosa" (ateo).

Dua Lipa - Don't start now

domenica 12 luglio 2026

12 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2031 - Stati dell' Europa Parte 1923

TURCHIA HM

Lingue

La lingua ufficiale della Turchia è il turco, una lingua asiatica parlata dall'85% della popolazione e usato perlopiù nella forma standard stabilita negli anni 1930 del XX secolo nel corso della riforma linguistica della lingua turca. Esistono rare forme dialettali da questa derivate; più rare, ma presenti e variamente comprese, le varianti dialettali dell'ottomano.
Attualmente la Turchia non riconosce e non tutela le numerose minoranze etno-linguistiche entro i propri confini.
Le lingue storicamente parlate nella attuale Turchia, derivanti dall'origine dei popoli assoggettati all'Impero ottomano e oggigiorno, a causa dell'assimilazione, sempre più seconde lingue o a rischio scomparsa per le svariate minoranze presenti, sono: l'abcaso, l'albanese, l'arabo, l'armeno, l'aramaico, l'azero, il bosniaco, il bulgaro, il circasso, il georgiano, il greco, il greco-pontico, il giudeo-spagnolo (ladino), il laz, il slavo-macedone, il polacco e lo zazaki.
Discorso diverso per il curdo, parlato da circa 20 milioni di persone, concentrati quasi in tutto il sud-est del paese, lungo il confine con la Siria, che rimane per molti la prima lingua, e per alcuni, specie anziani, l'unica lingua parlata.
La grande maggioranza dei greci e degli armeni vivono a Istanbul. Nella città ci sono da 50.000 a 70.000 Armeni, mentre nella città sul Bosforo la lingua greca è parlata da circa 3.000 locutori. Il greco pontico è parlato da circa 4.000 persone (per lo più anziani) nell'area di Trebisonda nel Ponto (Pontus), abbreviazione di Pontus Euxinus (Ponto Eusino) che indica il Mar Nero in latino. Una varietà moderna dell'aramaico è parlata in alcuni villaggi della Turchia centrale e meridionale; un dialetto arabo è diffuso a sud-ovest del Lago di Van. Del gruppo delle lingue caucasiche del sud, il georgiano è ampiamente usate nel nord-est della Turchia come il circasso in alcuni villaggi geograficamente dispersi. Inoltre nel sud-est il kirmanci e lo zazaki sono parlati come dialetti del curdo sebbene siano due dialetti significativamente differenti e spesso considerate due lingue diverse. In aggiunta sono parlati da piccoli gruppi altre lingue del ceppo turco. Una piccola minoranza ebrea di Istanbul discende direttamente dagli ebrei fuggiti dalla Spagna nel 1492 che trovarono rifugio nella zona e parla così il ladino o giudeo-spagnolo.
Dall'inizio degli anni 2010 l'arrivo nel paese di diversi milioni di profughi dalla Siria e da altri paesi del Medio oriente e dell'Asia Centrale ha alterato la composizione linguistica della Turchia.

Dua Lipa - Be the one


sabato 11 luglio 2026

11 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2030 - Stati dell' Europa Parte 1922

TURCHIA HL

Popolazione Gz - Gruppi etnici

Popolazioni turche 177

ZAZA d

Nazionalismo zaza

Il nazionalismo Zaza è un'ideologia che sostiene la conservazione del popolo Zaza tra turchi e curdi in Turchia. Il nazionalista turco Hasan Reşit Tankut propose nel 1961 di creare un corridoio tra coloro che parlavano lo zazaki e quelli che parlavano il Kurmanji per accelerare la turchizzazione. In alcuni casi nella diaspora, gli Zaza si sono rivolti a questa ideologia a causa delle differenze più visibili tra loro e i parlanti Kurmanji. Il nazionalismo Zaza è stato ulteriormente rafforzato quando la Turchia ha abbandonato le sue politiche di assimilazione che hanno fatto sì che alcuni Zaza iniziassero a considerarsi un gruppo etnico separato. Nella diaspora, alcuni Zaza si sono rivolti al nazionalismo Zaza nel clima politico europeo più libero. Su questo, Ebubekir Pamukchu, il fondatore del movimento nazionale Zaza ha dichiarato: "Da quel momento sono diventato Zaza". I nazionalisti Zaza temono l'influenza turca e curda e mirano a proteggere la cultura e la lingua di zazaki invece di cercare qualsiasi tipo di autonomia all'interno della Turchia.
Secondo il ricercatore Ahmet Kasımoğlu, il nazionalismo Zaza sarebbe un tentativo turco e armeno di dividere i curdi.
Dua Lipa - Love again

venerdì 10 luglio 2026

10 LUGLIO 2026

  EUROPA PARTE 2029 - Stati dell' Europa Parte 1921

TURCHIA HI

Popolazione Gv - Gruppi etnici

Popolazioni turche 176

ZAZA c

Lo zazaki è una lingua Zaza-Gorani, parlata nell'est dell'odierna Turchia, con circa 2-3 milioni di parlanti. Sussiste una divisione tra lo zazaki settentrionale e meridionale, in particolare nell'inventario fonologico, ma la lingua zazaki nel suo insieme forma un continuum dialettale, senza standard riconosciuti. Le prime dichiarazioni scritte in lingua zazaki furono compilate dal linguista Peter Lerch nel 1850. Altri due importanti documenti sono gli scritti religiosi di Ehmedê Xasi del 1898, e di Usman Efendiyo Babıc (pubblicati a Damasco nel 1933); entrambe queste opere sono state scritte in caratteri arabi. La TRT Kurdî di proprietà statale va in onda in zazaki.
Durante gli anni '80, la lingua zazaki è diventata popolare tra la diaspora Zaza, ed è stata seguita da pubblicazioni in zazaki in Turchia.

Religione

Una piccola minoranza della popolazione Zaza aderisce a un ramo dell'alevismo e vive prevalentemente intorno a Tunceli. Gli Zaza aderiscono prevalentemente all'Islam sunnita, sia Hanafi che Shafi'i, mentre i seguaci Shafi'i sono per lo più della confraternita Naqshbandiyya. Storicamente, a Gerger esisteva una piccola popolazione cristiana di Zaza.

Dua Lipa - Houdini



giovedì 9 luglio 2026

9 LUGLIO 2026

 EUROPA PARTE 2028 - Stati dell' Europa Parte 1920

TURCHIA HG

Popolazione Gu - Gruppi etnici

Popolazioni turche 175

ZAZA b

Se gli Zaza si considerano in gran parte curdi, alcune ricerche considerano gli Zaza un gruppo etnico separato e sono trattati come tali nei loro lavori accademici. Un rapporto scientifico del 2005 ha concluso che gli zaza condividono lo stesso modello genetico di altri gruppi curdi e non supporta l'ipotesi degli Zaza come originari dell'Iran settentrionale.

Zaza e curdi di lingua kurmanji

I parlanti curdi kurmanji e zazaki hanno vissuto per secoli nelle stesse zone dell'Anatolia. Negli anni '20 e '30, gli zaza svolsero un ruolo chiave nell'ascesa del nazionalismo curdo con le loro ribellioni contro l'Impero ottomano e successivamente la Repubblica di Turchia. Gli zaza parteciparono alla ribellione di Koçgiri nel 1920, e durante la ribellione dello sceicco Said nel 1925, lo sceicco zaza Said e i suoi sostenitori si ribellarono alla Repubblica di nuova costituzione a causa dell'ideologia nazionalista e secolarista turca. Molti zaza in seguito si unirono al partito nazionalista curdo di lingua kurmanji Xoybûn, al Kürdistan Teali Cemiyeti e ad altri movimenti, dove spesso salirono alla ribalta.
Nel 1937 durante la ribellione di Dersim, gli zaza si ribellarono ancora una volta contro i turchi. Questa volta la rivolta fu guidata da Seyid Riza e si concluse con un massacro di migliaia di curdi di lingua kurmanji e di civili Zaza, mentre molti rimasero sfollati interni a causa del conflitto.
Sakine Cansız, una Zaza di Tunceli, fu un membro fondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), e come lei molti Zaza si unirono ai ribelli, incluso il promettente Besê Hozat. Molti politici Zaza si trovavano anche nei partiti fratelli curdi del Partito Democratico del Popolo (HDP) e del Partito delle Regioni Democratiche (DBP), come Selahattin Demirtaş, Aysel Tuğluk, Ayla Akat Ata e Gültan Kışanak.
D'altra parte, alcuni Zaza hanno dichiarato pubblicamente di non considerarsi curdi, incluso Hüseyin Aygün, un politico del CHP di Tunceli.

Dua Lipa - Levitating Featuring DaBaby