EUROPA PARTE 2025 - Stati dell' Europa Parte 1917
TURCHIA HD
Popolazione Gr - Gruppi etnici
Popolazioni turche 172
Tutti i martedì alle 9.15 RNC FM 107.4 - 107.3 Streaming www.rncweb.it Si parla di persone e di cronaca.. Ma..Soprattutto stiamo sul pezzo..
EUROPA PARTE 2025 - Stati dell' Europa Parte 1917
TURCHIA HD
Popolazione Gr - Gruppi etnici
Popolazioni turche 172
EUROPA PARTE 2024 - Stati dell' Europa Parte 1916
TURCHIA HC
Popolazione Gq - Gruppi etnici
Popolazioni turche 171
Tuttavia, la maggior parte degli storici è d'accordo con Hasluck, con Vakalopoulos e con altri storici moderni che ritengono che i vallahadi siano davvero di origine greca. Come prova questi studiosi citano l'assenza di significativi elementi slavi, valacchi o albanese nel loro dialetto e i cognomi che portano, le tradizioni cristiane che osservano rispecchiano caratteristiche greche anziché slave, albanesi o valacche, così come i toponimi per montagne e fiumi sono in schiacciante maggioranza di origine greca.
Gli studiosi che accettano le prove di un'origine etnica greca dei vallahadi evidenziano anche che i convertiti all'Islam di epoca ottomana che avevano una parziale origine albanese furono rapidamente incorporati nella comunità musulmana albanese, come accadde nella Macedonia occidentale e nel vicino Epiro con i ciamurioti albanesi, mentre i discendenti dei convertiti all'Islam di lingua bulgara si identificavano con altri gruppi, come i pomacchi, i torbesci e i poturi.
Hasluk e altri viaggiatori in Macedonia sud-occidentale prima dello scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia del 1923 spesso notavano le differenze religiose e culturali fra i musulmani di origine greca e quelli di origine turca, rilevando come l'aspetto dei vallahadi, lo stile di vita, l'atteggiamento verso le donne e persino l'arredamento fossero più "europei", "aperti" e "invitanti", rispetto a quelli dei turchi di origine anatolica, che erano considerati più "asiatici", "ritrosi" e "scontrosi", aggettivi che riflettono chiaramente gusti e giudizi degli europei dell'epoca.
Secondo le statistiche del geografo bulgaro Vasil Kănčov nella Macedonia sud-occidentale vi erano 14 373 musulmani greci alla fine del XIX secolo. Secondo le statistiche greche del 1904, tuttavia, vi erano almeno 16 070 vallahadi nei qaḍāʾ di Anaselitsa e Grevena. La disparità e inaffidabilità di tali statistiche è in parte dovuta al fatto che la maggior parte dei musulmani greci della Macedonia erano semplicemente definiti "turchi", giacché l'identità nazionale greca era considerata inseparabile dall'appartenenza alla Chiesa ortodossa greca e di conseguenza convertirsi all'Islam significava "diventare turchi" e quindi rinunciare all'identità greca. Il fatto che i vallahadi avessero mantenuto lingua e identità greche li distingueva dagli altri musulmani greci, quasi che questa fosse un'anomalia che li rendeva interessanti agli occhi dei viaggiatori, degli accademici e degli ufficiali stranieri.
EUROPA PARTE 2023 - Stati dell' Europa Parte 1915
TURCHIA HB
Popolazione Gp - Gruppi etnici
Popolazioni turche 170
I vallahadi erano discendenti di cristiani ortodossi di lingua greca della Macedonia sud-occidentale, che probabilmente si convertirono all'Islam gradualmente e in epoche differenti fra il XVI e il XIX secolo. Gli stessi vallahadi attribuivano la loro conversione all'iniziativa di due sergenti ( çavuş) greci dei giannizzeri nella seconda metà del XVII secolo reclutati dalla stessa Macedonia sud-occidentale e rimandati nella terra d'origine dal sultano per fare proseliti fra i cristiani.
Tuttavia, gli storici ritengono più probabile che i vallahadi passassero all'Islam durante le fasi di oppressione ottomana sui proprietari terrieri della Macedonia occidentale in seguito a una serie di fatti storici che influenzarono le politiche ottomane verso i capi della comunità greca della regione. I fatti storici comprendono la guerra russo-turca del 1768–1774, e soprattutto le ripercussioni sulla Rivolta Orlov nel Peloponneso, il periodo di dominazione albanese in Macedonia detto "albanocrazia" e le politiche di Alì Pascià di Giannina, che amministrò le zone della Macedonia occidentale e della Tessaglia, nonché la maggior parte dell'Epiro a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo.
Il primo a descrivere i vallahadi fu François Pouqueville, che visitò la regione nella prima metà del XIX secolo. Non li menziona come "vallahadi" e anzi li confonde con i turchi della valle del Vardar. Comunque, questi "turchi" possono essere identificati a partire dai nomi dei villaggi menzionati da Pouqueville. Una fonte credibile della metà del XIX secolo è il greco B. Nikolaides che visitò la zona, intervistò i vallahadi e registrò le tradizioni orali sulle loro origini, costumi eccetera. Il suo lavoro fu pubblicato in francese nel 1859. Furono descritti anche dal viaggiatore greco B. D. Zotos Molossos nel 1887.
La cultura dei vallahadi non differiva molto da quella dei macedoni cristiani, con cui avevano in comune lo stesso dialetto, i cognomi e anche la parentela. De Jong ha dimostrato che i vallahadi riferendosi a sé stessi come turchi, intendono "turco" come un sinonimo di "musulmano". Tuttavia, lo stesso De Jong mette in dubbio che sia di pura origine greca, ipotizzando che siano di origine mista: greca, valacca, slava e albanese, ma che parlassero greco perché era la lingua principale usata dalla maggioranza della popolazione cristiana nella Macedonia sud-occidentale ed era anche la lingua il cui uso ufficiale era promosso da Alì Pascià.
EUROPA PARTE 2022 - Stati dell' Europa Parte 1914
TURCHIA HA
Popolazione Go - Gruppi etnici
Popolazioni turche 169
EUROPA PARTE 2021 - Stati dell' Europa Parte 1913
TURCHIA GW
Popolazione Gn - Gruppi etnici
Popolazioni turche 168
L'esplorazione dei vuoti sotterranei è sicuramente una delle più antiche attività umane, dato che nella preistoria la protezione che offrivano le caverne era molto ricercata e per abitarle, innanzi tutto, bisognava conoscerle.
La prima segnalazione storica dell'attività di speleologi è dell'853 a.C., quando il re Assiro Salmanassar III visitò delle caverne alle sorgenti anatoliche del fiume Tigri. Dovettero piacergli molto perché ne fece realizzare un bassorilievo commemorativo in bronzo (ora al British Museum) col quale decorò le porte del suo palazzo. A questo remoto avvenimento sono seguiti millenni di visite e di fantasticherie sul tema grotta, ma è solo con l'avvento dei primi naturalisti moderni, nel Seicento, che iniziano ad apparire delle descrizioni accurate. In Europa è in particolare il libro Mundus Subterraneus di Athanasius Kircher, il primo a mostrare un interesse complessivo a quanto avviene nel sottosuolo.
L'esplorazione sistematica delle grotte inizia però solo alla metà dell'Ottocento, quando appaiono esploratori che pongono le basi di quella che ora chiamiamo speleologia, cioè la ricerca e descrizione sistematica del mondo sotterraneo. I primi studi vengono effettuati proprio sul Carso, fra Trieste e Lubiana, ad opera di speleologi italiani, austriaci e sloveni. È infatti del 1854 il libro Die Grotte von Adelsberg, Lueg, Planina und Laas pubblicato dall'ingegnere governativo viennese Adolf Schmidl. Altre esplorazioni avvennero nella Francia meridionale (in particolare da parte di Édouard-Alfred Martel, considerato il padre della speleologia moderna e fondatore nel 1895 della Société de Spéléologie) e negli Stati Uniti.
Alla fine dell'Ottocento iniziano a formarsi gruppi speleologici, alcuni dei quali tuttora esistenti, costituiti quasi esclusivamente da volontari e la speleologia si evolve soprattutto in Europa fino al 1990 con la fondazione della più recente organizzazione associativa speleologica, a carattere europeo, chiamata Fédération Spéléologique Européenne (FES).
EUROPA PARTE 2020 - Stati dell' Europa Parte 1912
TURCHIA GK
Popolazione Gm - Gruppi etnici
Popolazioni turche 167
EUROPA PARTE 2019 - Stati dell' Europa Parte 1911
TURCHIA GJ
Popolazione Gl - Gruppi etnici
Popolazioni turche 166
SULTANATO DI ILISU b
EUROPA PARTE 2018 - Stati dell' Europa Parte 1910
TURCHIA GY
Popolazione Gi - Gruppi etnici
Popolazioni turche 165
SULTANATO DI ILISU a
Il Sultanato di Elisu, noto anche come Elisou o Ilisu, è stato uno dei Khanati del Caucaso nel XVIII e XIX secolo.
Situato principalmente sul versante meridionale delle montagne del Caucaso in quello che è l'attuale Azerbaigian nord-occidentale, si estendeva dal nord della cresta montuosa fino alla valle del fiume Alazani. A sud-est nelle pianure si trovava il Khanato di Shirvan e a nord-ovest lungo le montagne si trovavano le comunità Djaro-Belokani. Djaro-Belokan ed Elisu erano strettamente collegati. Il nord montuoso era abitato dagli tsakuri e la parte bassa dell'Azerbaigian era abitata dagli ingiloy (georgiani musulmani). La classe superiore era tsakhur e azera. Nell'uso locale un sultano era al di sotto di un khan e al di sopra di un bey. Il sultanato era in parte ereditario e in parte eletto da un <i>jamaat</i> o da un'assemblea di notabili. Fu spesso confermato dallo scià persiano. In alcuni casi fu imposto da chiunque avesse un grande esercito nelle vicinanze. Per alcuni motivi il sultano era quasi sempre un membro della comunità Djaro-Belokani.
EUROPA PARTE 2017 - Stati dell' Europa Parte 1909
TURCHIA GX
Popolazione Gh - Gruppi etnici
Popolazioni turche 164
SEFARDITI m
EUROPA PARTE 2016 - Stati dell' Europa Parte 1908
TURCHIA GZ
Popolazione Gg - Gruppi etnici
Popolazioni turche 163
SEFARDITI l
Nel mondo sefardita di oggi, in particolare in Israele, esistono molti libri di preghiere popolari contenenti questo rito Baghdadi, attualmente conosciuto come Minhag Edot ha-ha-Mizraḥ (l'usanza delle Congregazioni orientali). Altre autorità, soprattutto anziani rabbini provenienti dal Nord Africa, li rifiutano in favore di un testo sefardita orientale più conservatore come si trova nelle edizioni livornesi del XIX secolo, e i riti yemeniti Shami e siriani appartengono a questo gruppo. Altri ancora, seguendo i dettami del già Rabbino Capo Ovadia Yosef, preferiscono una forma libera da alcune delle aggiunte cabalistiche e più vicina a quella che sarebbe stato preferita da Rabbi Joseph Caro, e cercano di stabilirla come il rito standard "sefardita israeliano" per l'utilizzo da parte di tutte le comunità.EUROPA PARTE 2015 - Stati dell' Europa Parte 1907
TURCHIA GV
Popolazione Gf - Gruppi etnici
Popolazioni turche 162
SEFARDITI i
Dagli anni 1840 in poi una serie di libri di preghiere fu pubblicata a Livorno, tra cui Tefillat ha-Ḥodesh, Bet Obed e Zechor le-Abraham. Questi includevano le note sulla prassi e le integrazioni cabalistiche alle preghiere, ma non le meditazioni di Shalom Sharabi, poiché i libri erano stati progettati per uso congregazionale pubblico. Diventarono rapidamente di serie in quasi tutte le comunità sefardite ed orientali, con eventuali variazioni locali conservate solo per tradizione orale. Nel tardo XIX secolo e all'inizio del XX, ulteriori libri di preghiera sefarditi furono pubblicati a Vienna in gran numero, rivolti soprattutto alle comunità giudeo-spagnole dei Balcani, Grecia e Turchia, e quindi avevano rubriche in ladino, ma avevano anche una più ampia distribuzione.EUROPA PARTE 2014 - Stati dell' Europa Parte 1906
TURCHIA GU
Popolazione Ge - Gruppi etnici
Popolazioni turche 161
SEFARDITI h