domenica 20 settembre 2026

20 SETTEMBRE 2026

EUROPA PARTE 2091- Stati dell' Europa Parte 1983

UCRAINA AI

Popolazione v

Gruppi Etnici - Magiari 2

«Nell'anno 889 la ferocissima gente degli Ungari, crudele più delle belve più crudeli, sconosciuta nei tempi passati, tanto da non venire neppure nominata, diede l'addio alla sua terra e si mise in marcia alla ricerca di nuove sedi dove stabilirsi.
Dapprima si procurò il sostentamento con la caccia e la pesca, ma poi prese a fare continue incursioni e scorrerie. In queste incursioni ha sterminato migliaia di persone con le frecce, scoccate dagli archi con tanta abilità che è difficilissimo schivarle. Non vivono come uomini, ma come bestie. A quel che si dice, mangiano carni crude, bevono sangue, fanno a pezzi e poi mangiano il cuore dei prigionieri, non conoscono pietà.»

Dopo che le popolazioni ungare si spostarono in tre zone successive, prima da Jugra (la mitica terra d'origine degli Ungari, a ridosso degli Urali centrali) alla Magna Hungaria, da qui alla Levédia e poi ad Etelköz (dove furono condotte da Álmos), il condottiero dei Magiari Árpád (figlio di Álmos), secondo la tradizione, guidò gli Ungari da Etelköz al bacino dei Carpazi e più precisamente nella pianura del Danubio medio e nella Pannonia, nell'896. Gli Ungari erano una popolazione etnicamente affine ad altre originarie delle steppe dell'Asia centrale quali Unni, Bulgari e Avari. Occuparono la Pannonia, lasciata libera dopo la distruzione degli Avari sotto il regno di Carlo Magno all'inizio del IX secolo. Alla fine del IX secolo e nel X secolo razziarono in molte zone l'Impero carolingio (vedasi la Cronologia delle incursioni ungare): dapprima i margini, come in Moravia nell'894 ed in Italia settentrionale e centrale (899), dove sconfissero l'esercito del regno d'Italia nella battaglia della Brenta, arrivando fino ad assediare la capitale del regno: Pavia, poi nella Lorena e in Borgogna. Queste razzie, sebbene non fossero di grossa portata in termini di movimento di popolazioni se non in determinate zone dell'impero, erano caratterizzate da forza (abilità della cavalleria magiara) e sete di depredare i molti tesori dell'Impero mal difesi. Molti ricchi monasteri in Europa, come anche interi villaggi, vennero saccheggiati e/o scomparvero, arrivando così a far vacillare l'impero, anche perché più o meno contemporaneamente ci furono le invasioni dei Normanni e le continue incursioni dei Saraceni.
Nel 907, il regno slavo della Grande Moravia, potentato dell'Europa centro-orientale ai confini dell'Impero carolingio, fu sconfitto e subì il definitivo collasso a causa delle nuove popolazioni, che andarono a occupare definitivamente il bacino carpatico, ma l'espansione magiara a occidente fu bloccata definitivamente dalla battaglia di Lechfeld (10 agosto 955). Nel 1001, grazie al papa Silvestro II e all'incoronazione a Re di Ungheria di Stefano I d'Ungheria (che divenne poi Santo Stefano, patrono d'Ungheria), nato come Vajk, figlio di Geza, principe e guida dei magiari, i magiari si convertirono al Cristianesimo e il nuovo Regno d'Ungheria divenne parte integrante dell'Europa.
Sin dalle proprie origini nell'XI secolo, il multietnico Regno d'Ungheria occupò la Pannonia e l'intera zona dei Carpazi. Nel XVIII secolo le minoranze etniche, quindi non magiare, nel Regno d'Ungheria arrivarono a costituire, nel complesso, fino al 62% dell'intera popolazione.[senza fonte] Dopo la prima guerra mondiale il regno fu diviso dal Trattato del Trianon e all'Ungheria restò meno di un terzo del proprio territorio.

Brian Ferry - More than this


sabato 19 settembre 2026

19 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2090- Stati dell' Europa Parte 1982

UCRAINA AH

Popolazione u

Gruppi Etnici - Magiari

I magiari o ungari sono un gruppo etnico e linguistico di origine ugrica: in questo senso il termine può essere sinonimo di ungheresi; quest'ultimo termine è usato per periodi storici successivi alla creazione dello stato ungherese e quindi anche per l'attuale popolazione europea.
Ungari e magiari sono termini usati principalmente in contesto storico (soprattutto per le epoche precedenti al X secolo d.C.), dai linguisti e per indicare l'etnia ungherese indipendentemente dalla cittadinanza. "Magyar" è semplicemente la parola ungherese che significa "ungherese".
In origine i Magiari erano solo una (la principale) delle sette tribù ungare che conquistarono l'attuale Ungheria nell'896 e da cui discendono gli attuali ungheresi; da qui il nome si è esteso a tutto il popolo.

Brian Ferri - Jealous Guy


venerdì 18 settembre 2026

18 SETTEMBRE 2026

   EUROPA PARTE 2089- Stati dell' Europa Parte 1981

UCRAINA AG

Popolazione t

Gruppi Etnici - I Goti di Crimea

I Goti di Crimea furono quelle tribù gotiche che non migrarono, rimanendo ad abitare le terre attorno al Mar Nero, specialmente la penisola di Crimea.

Durante il periodo delle invasioni barbariche la Crimea subì prima l'invasione dei Goti nel 250, che si insediarono nella regione a nord delle montagne, lasciando sussistere a sud il Regno del Bosforo.
Secondo Herwig Wolfram, da quanto dice Giordane, gli Ostrogoti avevano un regno potente a nord del Mar Nero nel IV secolo, che gli Unni sconfissero durante il regno di Ermanarico (o Ermanrico; "re dei nobili") nella loro migrazione dalle steppe russe. Dopo la sconfitta gli Ostrogoti divennero vassalli degli Unni fino alla morte di Attila, quando si ribellarono riguadagnando l'indipendenza. Come gli Unni, i Goti di Crimea non riuscirono più a raggiungere la gloria passata.
Secondo Peter Heather e Michael Kulikowski gli Ostrogoti non esistettero fino al V secolo, quando nacquero dalla fusione di gruppi Goti e non-Goti. Altri gruppi di Goti potrebbero essere stati presenti in Crimea.
A cavallo tra il V ed il VI secolo i Goti di Crimea dovettero affrontare le orde di Unni che avevano ripreso la migrazione verso est, dopo aver perso il controllo del loro impero in Europa. Nel V secolo Teodorico il Grande tentò di reclutare i Goti di Crimea per la propria campagna in Italia, ma in pochi mostrarono interesse nell'operazione.
All'inizio erano cristiani ariani come molti altri popoli gotici, per poi integrarsi nella chiesa romana trinitaria attorno al 500. Seguendo la divisione della Chiesa, questi popoli rimasero leali a Costantinopoli come parte della Chiesa cristiana ortodossa. Nell'VIII secolo Giovanni di Gotia, vescovo ortodosso, guidò una rivolta poi fallita contro il dominio dei Cazari.
Molti Goti di Crimea parlavano greco, e molti cittadini bizantini non-Goti erano insediati nella regione che il governo di Costantinopoli chiamava "Gothia". Un principato gotico costruito attorno alla fortezza di Doros (odierna Mangup), il principato di Teodoro, continuò ad esistere attraverso numerosi vassallaggi nei confronti di bizantini, Cazari, Kipchaki, Mongoli, Genovesi ed altri imperi fino al 1475, quando venne infine incorporato nel Khanato di Crimea e nell'Impero ottomano.
Gli stessi Goti di Crimea vennero assorbiti dai Greci nell'VIII secolo. Molte iscrizioni risalenti all'inizio del IX secolo ritrovate nella zona usano il termine "Goto" solo come nome proprio, non come etnonimo. Durante il Medioevo si diffusero in Europa leggende sull'esistenza di uno stato goto in Crimea. Nel XVI secolo Ogier Ghiselin de Busbecq disse di aver avuto una conversazione con due Goti di Costantinopoli. Tra le sue opere figura un dizionario gotico-latino con alcune parole simili all'antica lingua gotica. Non esistono altre fonti riguardo all'esistenza dei Goti di Crimea o circa la sopravvivenza della loro lingua. Apparentemente, il nome medievale germanico femminile Krimhilda è di origine gotica, essendo letteralmente traducibile in "Hilda di Crimea".

Brian Ferry - Let's stick together


giovedì 17 settembre 2026

17 SETTEMBRE 2026

   EUROPA PARTE 2088- Stati dell' Europa Parte 1980

UCRAINA AF

Popolazione s

Gruppi Etnici - Caraiti 4

Le comunità della Lituania

    Nel 1397 il granduca di Lituania, Vitoldo, era a capo di uno Stato esteso dal Mar Baltico al Mar Nero. In cerca di soldati fidati per rafforzare il proprio esercito, li trovò tra i caraiti e portò con sé quattrocento famiglie a Trakai, presso Vilnius, dove sorgeva una delle principali fortezze del Granducato. La comunità, persa con il tempo la propria funzione militare, si stabilì definitivamente nella nuova patria, dando vita a Trakai a un'originale architettura; le loro case di legno, a un piano, presentano ancora oggi tutte rigorosamente tre finestre sulla facciata: «Una per Dio, una per la famiglia, una per il granduca Vitoldo». A tre finestre è anche la kenessa di Trakai, tempio del loro culto caraita.
    Nel corso dei secoli la comunità subì, oltre a vere e proprie persecuzioni, una forte tendenza all'assimilazione da parte della maggioranza cristiana che li circondava, fino a quando, nel corso dell'Ottocento, non riuscirono a ottenere dall'Impero zarista il riconoscimento della loro specificità (1863). Tale atto – che suggellò la loro aspirazione a essere considerati non ebrei, secondo un criterio religioso, ma turchi, secondo un criterio etnico-linguistico – non fu tuttavia sufficiente a evitare loro le discriminazioni zariste, specie durante il periodo di intensa slavizzazione condotto tra XIX e XX secolo.
    Il riconoscimento della non ebraicità etnica dei caraiti li mise però al riparo dalla Shoah. Quando, durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi occuparono la Lituania, fecero anche propria la catalogazione russa che considerava i caraiti turchi, e non ebrei. La piccola comunità di Trakai poté così, al di là di isolati episodi di collaborazionismo, soccorrere la grande maggioranza giudaica lituana, nascondendo ebrei, facendoli passare per caraiti, aiutandoli nella fuga. Qualche centinaio di caraiti furono arruolati dalla Wehrmacht e nell'ausiliaria Legione tatara.
    Al momento dell'occupazione sovietica della Lituania, nel 1944, le autorità comuniste censirono 6357 caraiti rimasti. In epoca post-bellica alla piccola comunità fu risparmiata la deportazione di massa che colpì altre minoranze etniche dell'URSS, ma non il processo, in gran parte anche spontaneo, di assimilazione. Lo studio condotto dal Dipartimento statistico lituano nel 1997 ha registrato 257 caraiti.
    Altre comunitàAltre piccole comunità di caraiti si trovano in Israele e negli Stati Uniti.

Brian Ferry - Don't stop the dance


mercoledì 16 settembre 2026

16 SETTEMBRE 2026

  EUROPA PARTE 2087- Stati dell' Europa Parte 1979

UCRAINA AE

Popolazione r

Gruppi Etnici - Caraiti 3

Le comunità della Crimea

In Crimea, secondo l'ultimo censimento del 2014, abitano 535 caraimi, funzionano cinque associazioni volontarie e tre chiese caraimi (kenasse) a Simferopoli, Eupatoria e Feodossia, dove abita la maggior parte della comunità caraima della Crimea.

Le comunità dell'Ucraina

Piccole comunità (poche decine di persone) caraite si trovano in una ristretta area dell'Ucraina occidentale, tra le città di Luc'k (in caraimo "Luck"), in Volinia, e di Halyč (caraimo "Gálič"), nell'oblast' di Ivano-Frankivs'k, a sud di Leopoli (caraimo "Ilov"). Il censimento ucraino del 2001 indicava solo 96 parlanti madrelingua di lingua caraima.

Brian Ferry - Slave to love


lunedì 14 settembre 2026

14 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2086- Stati dell' Europa Parte 1978

UCRAINA AD

Popolazione q

Gruppi Etnici - Caraiti 2

Molto popolare (per quanto mancante di riscontri effettivi), stando anche al periodo di origine del gruppo etnico in questione, risulta l'ipotesi che si rifà alla teoria cazara sulle origini degli ebrei orientali, proposta da Arthur Koestler nel suo celebre La tredicesima tribù. Nel saggio viene avanzata l'ipotesi per cui i Caraiti sarebbero discendenti dei Cazari, vista la grande diffusione del Caraismo presso questo popolo. Koestler riporta una parte di un rapporto epistolare del X secolo tra Hasday Ibn Shaprut e l'allora Kahan cazaro Joseph ben Aaron, in cui il primo pone al secondo delle domande circa la loro fede. Il sovrano risponde, oltre al fatto che non sono discendenti di nessuna delle tribù di Israele, che considerano come riferimento solo la Tanakh, caratteristica saliente del caraismo. Considerando, inoltre, che la Crimea, luogo di diffusione per eccellenza dei Caraiti, è stata sotto il controllo cazaro diverse volte durante l'egemonia dell'impero e considerando che la diaspora cazara, dopo la caduta del Kahanato, ha interessato gran parte dell'Europa orientale, come le odierne Ucraina (Crimea compresa), Russia e Lituania, la solidità dell'ipotesi appare rafforzata. D'altra parte, ci sono argomenti che sembrano contraddire tale ipotesi: l'impero Cazaro si disgregò attorno all'XI secolo, mentre la presenza caraita nell'Europa dell'Est è documentata dal XIV secolo; inoltre la lingua caraim appartiene al ceppo kipchaki, mentre la lingua cazara a quello bulgaro, del quale la sola lingua rimasta, in Russia, è ciuvascio. Vista la varietà di elementi che sembrano confermare una ipotesi od un'altra e data, al contempo, la scarsità di conferme in un senso o nell'altro, appare dunque difficile ricostruire l'origine dei Caraiti.
Tradizionalmente agricoltori, i caraiti furono spesso impiegati come militari dalle varie potenze che, nel corso dei secoli, controllarono la loro patria originaria. Questo portò a una loro diaspora in gran parte dell'Europa orientale, che ne determinò in molti casi l'assimilazione alle popolazioni maggioritarie. Attualmente piccoli gruppi sono presenti in Ucraina, Polonia e, soprattutto, in Lituania.

Mike Oldfield - To France




domenica 13 settembre 2026

13 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2085 - Stati dell' Europa Parte 1977

UCRAINA AC

Popolazione p

Gruppi Etnici - Caraiti 1

I caraiti (in ebraico קראילאר‎?, Karaylar, detti anche karaimi, caraimi o karaiti) sono un popolo di ceppo e lingua turchi, affine ai tatari, originario della Crimea e aderente all'ebraismo caraita. Oggi la comunità più rilevante, benché ridotta a poche centinaia di persone, risiede a Trakai, in Lituania.

L'origine dei caraiti, emersi come gruppo a sé stante tra i turchi della sponda nord del Mar Nero in età medievale, è ancora oggetto di dibattito storico. Un'ipotesi ne fa i discendenti di un gruppo di origine ebraica, aderente al caraismo e stanziatosi in Crimea, che avrebbe adottato la lingua turca parlata nell'area, dando così origine alla lingua caraima (di base turca con influenze ebraiche). Altre ipotesi, accettate nel corso della storia dai caraiti stessi e dagli altri popoli con i quali sono venuti in contatto, li considerano invece etnicamente turchi, convertiti al caraismo; alla medesima conclusione sono d'altra parte giunti anche gli studiosi, che li considerano turchi di religione giudaica, e non ebrei di lingua turca.

Mike Oldfield - Man in the Rain


sabato 12 settembre 2026

12 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2084 - Stati dell' Europa Parte 1976

UCRAINA AB

Popolazione o

Gruppi Etnici - Armeni 7

 Distribuzione geografica

È stimato che ci siano quasi 10 milioni di persone che parlano l'armeno. Secondo i dati del "Censo" degli Stati Uniti, ci sono circa 300 000 americani che parlano l'armeno in famiglia. È la ventesima lingua più parlata negli Stati Uniti, avendo poco meno parlanti del creolo haitiano e pochi più del navajo.

Religione

Nel 301 d.C. gli armeni adottarono il cristianesimo come religione di Stato. Nel 451 d.C. dopo il concilio di Calcedonia, costituirono una propria chiesa, tuttora esistente ed indipendente dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa: la Chiesa apostolica armena, che viene inclusa nella famiglia delle Chiese ortodosse orientali. Tuttavia a partire dal XIV secolo la maggior parte degli armeni tornò nella Chiesa cattolica, ma in seguito ai fatti del 1915-22 i cattolici si ridussero drasticamente di numero (oggi sono rimasti circa un decimo tra gli armeni).

Mike Oldfield - The song of distant earth


venerdì 11 settembre 2026

11 SETTEMBRE 2026

  EUROPA PARTE 2083 - Stati dell' Europa Parte 1975

UCRAINA AA

Popolazione n

Gruppi Etnici - Armeni 6

 Distribuzione geografica

Gli armeni sono diffusi in diversi stati in tutto il mondo, dopo aver dato luogo alla diaspora armena. All'interno della comunità armena esiste una classificazione non ufficiale di differenti tipi di armeni. Gli armeni provenienti dall'Iran sono indicati come Parska-Hye, gli armeni provenienti dal Libano sono usualmente indicati come Lipana-Hye mentre gli armeni originari della madre-patria sono annoverati con il termine Hyeastansei ovvero "coloro che vengono dall'Armenia". In generale, gli originati dell'Armenia dell'Iran e della Russia parlano dialetti orientali mentre gli armeni della diaspora parlano dialetti dell'Armenia occidentale. I dialetti sono molto diversi, comunque armeni di differente dialetto possono intendersi senza difficoltà. Esiste anche una comunità armena in Albania.
In diverse comunità espatriate (come in Canada e negli Stati Uniti) molti differenti gruppi di armeni si aggregano superando di fatto le distinzioni dialettali e riunendosi in comunità influenti: un esempio sono gli USA, dove hanno creato una lobby per sostenere alle elezioni il Partito Repubblicano.
Una piccola comunità armena è esistita per più di un millennio in Terra santa, e uno dei quattro quartieri del centro storico di Gerusalemme è il quartiere armeno.

Mike Oldfield - Tubular Bells 1




giovedì 10 settembre 2026

10 SETTEMBRE 2026

  EUROPA PARTE 2082 - Stati dell' Europa Parte 1974

UCRAINA X

Popolazione m

Gruppi Etnici - Armeni 5

Età contemporanea

Negli anni che vanno dal 1820 al 1830, parti dell'Armenia storica sotto il controllo persiano, in particolare la città di Erevan e il lago Sevan, furono incorporate nell'Impero russo. Intorno al 1828 il governo russo iniziò a interessarsi della sorte degli armeni sotto il dominio turco, incoraggiandone l'emigrazione in tali regioni e promuovendo il recupero del complesso religioso di Echmiadzin, santa sede del catholicos di tutti gli armeni. In pochi anni l'autorità del primate della Chiesa armena recuperò il suo prestigio, venendo riconosciuto anche dalle comunità armene stanziate nell'Impero ottomano.
I russi sconfissero il sultano nella guerra del 1877-1878. Tra le condizioni imposte per la pace vi fu quella dell'abolizione della condizione di sudditanza (raya) e del riconoscimento della pienezza dei diritti civili agli armeni. Il sultano Abdul Hamid II firmò il trattato, ma non lo eseguì. Anzi, organizzò delle bande di curdi che devastarono le coltivazioni dei contadini armeni e seminarono il terrore presso la popolazione. Inoltre fece in modo che i profughi turchi che dovettero lasciare i territori a maggioranza cristiana nei Balcani si stanziassero nel territorio abitato dagli armeni, concedendo loro le terre a prezzi di favore.
Tra il 1894 e il 1896 si ebbe un'esplosione di odio religioso in Turchia, conosciuta come massacri hamidiani. Furono i prodromi del genocidio armeno, che si perpetrò tra il 1915 e il 1916, mentre infuriava la prima guerra mondiale. I turchi giustificarono la pulizia etnica degli armeni con la falsa accusa di tramare con la Russia imperiale e di essere nemici interni dell'Impero ottomano. Il numero esatto dei morti non è stato mai stabilito con certezza. Si stima che almeno un milione di armeni sia morto nei "campi di punizione", ma questa stima esclude tutti gli altri armeni morti secondo altre cause. Molti calcolano il numero delle vittime tra gli 800 000 e un milione e mezzo. Il governo turco ha da allora sempre respinto l'accusa di genocidio, semplicemente giustificando la morte di quegli armeni in quanto oppositori dell'Impero ottomano e parlando in modo generico di una migrazione forzata.
Dopo la caduta dell'Impero russo, per un breve periodo, dal 1918 al 1920, l'Armenia è stata uno stato sovrano. Alla fine del 1920, i comunisti giunsero al potere in seguito all'invasione dell'Armenia da parte dell'Armata Rossa e nel 1922 l'Armenia divenne parte dell'Unione Sovietica come Repubblica Socialista Sovietica Federata della Transcaucasia che poi divenne la Repubblica Socialista Sovietica Armena (1936 - 21 settembre 1991). Nel 1991, l'Armenia si dichiarò indipendente dall'URSS e formò la Seconda Repubblica Armena.

Mike Oldfield - Tubular bells II




mercoledì 9 settembre 2026

9 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2081 - Stati dell' Europa Parte 1973

UCRAINA W

Popolazione l

Gruppi Etnici - Armeni 4

Età moderna

Nel 1516 i mamelucchi furono soppiantati dai turchi ottomani, che dominarono il popolo armeno per quattro secoli. Il regime giuridico turco prevedeva il riconoscimento di comunità nazionali (millet) ordinate in base al credo religioso. Esse erano: musulmani (cui spettavano pieni diritti), cristiani ed ebrei (questi ultimi vivevano in una condizione di sudditanza rispetto ai musulmani). La nazione armena (millet-i sadika, "millet fedele") ebbe giurisdizione su tutti i cristiani d'Oriente, fossero essi assiri, copti, siriaci o caldei. I cristiani comunque dovevano sottostare a una serie di divieti che ne limitavano fortemente la libertà e la capacità giuridica ed erano denominati spregiativamente raya ("gregge").

Mike Oldfield fy. Maggie Reilly - Moonlight Shadow




lunedì 7 settembre 2026

7 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2080 - Stati dell' Europa Parte 1972

UCRAINA K

Popolazione i

Gruppi Etnici - Armeni 3

Nel 301 d.C. l'Armenia divenne la prima nazione ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato. Durante la sua successiva decadenza politica, l'Armenia si affidò alla Chiesa per preservare e proteggere la propria identità.
La storia dell'Armenia consiste in periodi di indipendenza interrotti da conquiste da parte di altri popoli, durante i quali l'Armenia continuò ad essere un regno autonomo assoggettato a vari imperi. Il breve lasso di tempo in cui l'Armenia si espanse a scapito di altri popoli è principalmente limitato al periodo imperiale (83 a.C. - 66 d.C.) durante il regno di Tigrane il Grande.
Come praticamente tutte le nazioni del Vicino Oriente e dell'Asia Minore, fra il V e il XIX secolo l'Armenia subì varie dominazioni, dai Persiani ai Bizantini, dagli Arabi ai Mongoli, dai Mamelucchi agli Ottomani.
Molto importanti furono i rapporti con l'Impero bizantino. Numerosi Armeni giunsero nel territorio dell'Impero senza alcuna costrizione, a partire dal VI secolo, soprattutto nelle aree dell'Asia Minore orientale prossime alla madrepatria come la Cappadocia. L'emigrazione durò per molti secoli. A partire dal regno di Maurizio gli Armeni costituirono la spina dorsale dell'esercito bizantino; molti di loro seppero rapidamente avanzare sino a posizioni di rilievo, sino allo stesso trono imperiale, e comunque dominarono l'establishment militare nel corso del periodo medio bizantino.
Nell'885 gli armeni si organizzarono tuttavia come un'entità sovrana sotto la guida di Ashot I della dinastia georgiana dei Bagrationi. Una parte considerevole di aristocratici e di contadini armeni fuggirono di fronte all'occupazione bizantina dell'Armenia bagratide nel 1045, come pure alla successiva invasione della regione da parte dei Turchi selgiuchidi nel 1064, insediandosi in gran parte in Cilicia, una regione anatolica dove gli armeni s'erano già stanziati come minoranza fin dai tempi dei Romani. Nel 1080 essi fondarono un principato armeno indipendente, trasformato poi in Regno di Cilicia, che divenne uno dei focolari del nazionalismo armeno. Gli armeni svilupparono stretti legami sociali, culturali, militari e religiosi con i confinanti Stati crociati, ma infine caddero sotto i colpi degli invasori mamelucchi, che inglobarono il regno nei loro dominii (1375). Tradizionale fu il legame degli armeni con Venezia, dove costituirono una comunità molto attiva con un centro culturale e religioso a San Lazzaro degli Armeni. Con la progressiva islamizzazione dell'Anatolia gli armeni divennero le popolazioni dhimmi soggette alla legge coranica.

Teddy Reno - Amore mio

domenica 6 settembre 2026

6 SETTEMBRE 2026

 EUROPA PARTE 2079 - Stati dell' Europa Parte 1971

UCRAINA J

Popolazione h

Gruppi Etnici - Armeni 2

Uno studio recente (per opera di Gray e Atkinson), che applica i metodi statistici usati nello studio dell'evoluzione genetica all'evoluzione linguistica degli idiomi indoeuropei, implica che il luogo di nascita dell'indoeuropeo possa essere in Asia Minore, e che la lingua armena (parlata da una ben definita comunità) si sia separato da esso (assieme alla lingua greca) intorno al 5300 a.C. e infine dal greco poco tempo dopo (ma questo distacco fu statisticamente meno evidente, dal momento che implicò numerose interazioni tra le due popolazioni che andavano separandosi).
Il primo stato ad essere chiamato Armenia dai popoli confinanti (ma non dagli armeni), come risulta dalle testimonianze di Ecateo milesio e dell'iscrizione di Behistun, fu fondato agli inizi del VI secolo a.C. All'apice della sua potenza, nel periodo dal 95 a.C. al 65 a.C., esso si estendeva dal Caucaso settentrionale a tutta la parte orientale dell'odierna Turchia, dal Libano all'Iran nordoccidentale. In seguito esso divenne per un breve periodo parte dell'Impero romano (114 d.C –118 d.C). Storicamente il nome "armeno" fu usato unanimemente per designare quella particolare popolazione, ma è interessante notare come gli armeni non si definiscano così nella loro lingua, ma si identifichino come Hay (pronuncia: Ai; plurale: Hayer), la cui radice si può ricercare nel popolare nome di persona Haik, nome del leggendario fondatore della nazione armena.

Teddy Reno - Accarezzame