L'esplorazione dei vuoti sotterranei è sicuramente una delle più antiche attività umane, dato che nella preistoria la protezione che offrivano le caverne era molto ricercata e per abitarle, innanzi tutto, bisognava conoscerle.
La prima segnalazione storica dell'attività di speleologi è dell'853 a.C., quando il re Assiro Salmanassar III visitò delle caverne alle sorgenti anatoliche del fiume Tigri. Dovettero piacergli molto perché ne fece realizzare un bassorilievo commemorativo in bronzo (ora al British Museum) col quale decorò le porte del suo palazzo. A questo remoto avvenimento sono seguiti millenni di visite e di fantasticherie sul tema grotta, ma è solo con l'avvento dei primi naturalisti moderni, nel Seicento, che iniziano ad apparire delle descrizioni accurate. In Europa è in particolare il libro Mundus Subterraneus di Athanasius Kircher, il primo a mostrare un interesse complessivo a quanto avviene nel sottosuolo.
L'esplorazione sistematica delle grotte inizia però solo alla metà dell'Ottocento, quando appaiono esploratori che pongono le basi di quella che ora chiamiamo speleologia, cioè la ricerca e descrizione sistematica del mondo sotterraneo. I primi studi vengono effettuati proprio sul Carso, fra Trieste e Lubiana, ad opera di speleologi italiani, austriaci e sloveni. È infatti del 1854 il libro Die Grotte von Adelsberg, Lueg, Planina und Laas pubblicato dall'ingegnere governativo viennese Adolf Schmidl. Altre esplorazioni avvennero nella Francia meridionale (in particolare da parte di Édouard-Alfred Martel, considerato il padre della speleologia moderna e fondatore nel 1895 della Société de Spéléologie) e negli Stati Uniti.
Alla fine dell'Ottocento iniziano a formarsi gruppi speleologici, alcuni dei quali tuttora esistenti, costituiti quasi esclusivamente da volontari e la speleologia si evolve soprattutto in Europa fino al 1990 con la fondazione della più recente organizzazione associativa speleologica, a carattere europeo, chiamata Fédération Spéléologique Européenne (FES).
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martedì 30 giugno 2026
TERZA PAGINA: ANDAR PER GROTTE
lunedì 29 giugno 2026
29 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2020 - Stati dell' Europa Parte 1912
TURCHIA GK
Popolazione Gm - Gruppi etnici
Popolazioni turche 167
Yörük
Gli Yörük sono un gruppo etnico di origine turca. In turco la parola significa coloro che camminano.È un popolo storicamente nomade, discendente dei turchi Oghuz. Furono i primi turchi a colonizzare l'Europa e servirono come mercenari nell'esercito dell'Impero bizantino. Oggi sono un gruppo etnico separato stanziato prevalentemente nei Balcani (Epiro e Tracia a sud, monti Šar a nord e monti Rodopi e Dobrudja) e in alcune zone dell'Anatolia centrale. Sono anche conosciuti come produttori di tappeti particolari, i dosemealtı.
domenica 28 giugno 2026
28 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2019 - Stati dell' Europa Parte 1911
TURCHIA GJ
Popolazione Gl - Gruppi etnici
Popolazioni turche 166
SULTANATO DI ILISU b
sabato 27 giugno 2026
27 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2018 - Stati dell' Europa Parte 1910
TURCHIA GY
Popolazione Gi - Gruppi etnici
Popolazioni turche 165
SULTANATO DI ILISU a
Il Sultanato di Elisu, noto anche come Elisou o Ilisu, è stato uno dei Khanati del Caucaso nel XVIII e XIX secolo.
Situato principalmente sul versante meridionale delle montagne del Caucaso in quello che è l'attuale Azerbaigian nord-occidentale, si estendeva dal nord della cresta montuosa fino alla valle del fiume Alazani. A sud-est nelle pianure si trovava il Khanato di Shirvan e a nord-ovest lungo le montagne si trovavano le comunità Djaro-Belokani. Djaro-Belokan ed Elisu erano strettamente collegati. Il nord montuoso era abitato dagli tsakuri e la parte bassa dell'Azerbaigian era abitata dagli ingiloy (georgiani musulmani). La classe superiore era tsakhur e azera. Nell'uso locale un sultano era al di sotto di un khan e al di sopra di un bey. Il sultanato era in parte ereditario e in parte eletto da un <i>jamaat</i> o da un'assemblea di notabili. Fu spesso confermato dallo scià persiano. In alcuni casi fu imposto da chiunque avesse un grande esercito nelle vicinanze. Per alcuni motivi il sultano era quasi sempre un membro della comunità Djaro-Belokani.
venerdì 26 giugno 2026
26 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2017 - Stati dell' Europa Parte 1909
TURCHIA GX
Popolazione Gh - Gruppi etnici
Popolazioni turche 164
SEFARDITI m
Con l'espulsione in massa dei sefarditi dalla penisola iberica, sorse il problema dell'accoglienza da parte dei fratelli correligionari e del confronto tra le varie realtà ebraiche.
Joseph Roth, con la sferzante ironia che gli è propria, asserisce che, seppure può esser capitato che un sefardita abbia sposato un'aschenazita, mai e poi mai si vedrà un sefardita a fianco di un ebreo dell'Europa orientale. Questo a significare quanto le differenze tra questi gruppi siano alquanto marcate.
Così non fu invece nei riguardi dei mizrahì vicino-orientali, assai prossimi sotto il profilo culturale. Per tale motivo sefarditi e mizrachi sono stati a lungo confusi. Ancora adesso, la parola sefardí indica anche gli ebrei dei paesi del Vicino Oriente, in particolare Yemen, Iraq e Iran.
In Grecia gli ospiti furono i romanioti, di più antiche tradizioni. Ma l'orgoglio sefardita portò gran parte dei primi a fondersi con i sopravvenuti, che, da parte loro, svilupparono la lingua greco-ebraica detta ievanico.
giovedì 25 giugno 2026
25 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2016 - Stati dell' Europa Parte 1908
TURCHIA GZ
Popolazione Gg - Gruppi etnici
Popolazioni turche 163
SEFARDITI l
Nel mondo sefardita di oggi, in particolare in Israele, esistono molti libri di preghiere popolari contenenti questo rito Baghdadi, attualmente conosciuto come Minhag Edot ha-ha-Mizraḥ (l'usanza delle Congregazioni orientali). Altre autorità, soprattutto anziani rabbini provenienti dal Nord Africa, li rifiutano in favore di un testo sefardita orientale più conservatore come si trova nelle edizioni livornesi del XIX secolo, e i riti yemeniti Shami e siriani appartengono a questo gruppo. Altri ancora, seguendo i dettami del già Rabbino Capo Ovadia Yosef, preferiscono una forma libera da alcune delle aggiunte cabalistiche e più vicina a quella che sarebbe stato preferita da Rabbi Joseph Caro, e cercano di stabilirla come il rito standard "sefardita israeliano" per l'utilizzo da parte di tutte le comunità.La liturgia degli ebrei spagnoli e portoghesi differisce da tutti questi (più di quanto differiscano i gruppi orientali tra di loro), in quanto rappresenta una forma più antica del testo, ha molte meno aggiunte cabalistiche e riflette l'influenza degli ebrei italiani. Le differenze tra tutti questi gruppi, tuttavia, esistono a livello di formulazione dettagliata: ad esempio, l'inserimento o l'omissione di alcuni passaggi aggiuntivi - strutturalmente, tutti i riti sefarditi sono molto simili.
mercoledì 24 giugno 2026
24 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2015 - Stati dell' Europa Parte 1907
TURCHIA GV
Popolazione Gf - Gruppi etnici
Popolazioni turche 162
SEFARDITI i
Dagli anni 1840 in poi una serie di libri di preghiere fu pubblicata a Livorno, tra cui Tefillat ha-Ḥodesh, Bet Obed e Zechor le-Abraham. Questi includevano le note sulla prassi e le integrazioni cabalistiche alle preghiere, ma non le meditazioni di Shalom Sharabi, poiché i libri erano stati progettati per uso congregazionale pubblico. Diventarono rapidamente di serie in quasi tutte le comunità sefardite ed orientali, con eventuali variazioni locali conservate solo per tradizione orale. Nel tardo XIX secolo e all'inizio del XX, ulteriori libri di preghiera sefarditi furono pubblicati a Vienna in gran numero, rivolti soprattutto alle comunità giudeo-spagnole dei Balcani, Grecia e Turchia, e quindi avevano rubriche in ladino, ma avevano anche una più ampia distribuzione.Un'importante influenza sulla preghiera e tradizione sefardite fu il rabbino del tardo XIX secolo noto come il Ben Ish Chai di Baghdad, la cui opera di quel nome conteneva sia le sentenze halakhiche che le osservazioni sulle tradizioni cabalistiche basate sulla corrispondenza con Eliyahu Mani della Sinagoga Beit El. Tali sentenze e osservazioni formano la base del rito Baghdadi: sia il testo delle preghiere che gli accompagnamenti differiscono in alcuni aspetti da quelli delle edizioni livornesi. Le regolamentazioni Ben Ish Chai sono state accettati in diverse altre comunità sefardite e orientali, come quella di Gerba.
lunedì 22 giugno 2026
22 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2014 - Stati dell' Europa Parte 1906
TURCHIA GU
Popolazione Ge - Gruppi etnici
Popolazioni turche 161
SEFARDITI h
Ulteriori abbellimenti cabalistici furono registrati nelle opere rabbiniche posteriori, come la Ḥemdat Yamim del XVIII secolo (anonima, ma a volte attribuita a Nathan di Gaza). La versione più elaborata di queste è contenuta nel Siddur pubblicato dal cabalista yemenita del XVIII secolo Shalom Sharabi per l'uso della Sinagoga Beit El a Gerusalemme: questo contiene solo poche righe di testo in ogni pagina, mentre il resto è pieno di meditazioni intricate sulle combinazioni di lettere nelle preghiere. Altri studiosi ebbero a commentare la liturgia sia da un punto di vita halakhico che da quello cabalistico, tra i quali Chaim Joseph David Azulai e Hayim Palaggi.
L'influenza del rito lurianico-sefardita si estese anche ai paesi al di fuori della sfera di influenza ottomana, come l'Iran, dove non c'erano esuli spagnoli. (Il rito iraniano precedente si basava sul Siddur di Saadya Gaon) Le principali eccezioni a questa tendenza furono:Gli ebrei yemeniti, dove un gruppo conservatore chiamato "Baladi", manteneva la propria tradizione ancestrale fondata sulle opere di Maimonide (e quindi non si considerano affatto sefarditi)
Gli ebrei spagnoli e portoghesi dei paesi occidentali, che adottarono un certo numero di usi cabalistici frammentari nel XVII secolo, ma in seguito li abbandonarono, perché si ritenne che la Cabala luriana avesse contribuito al disastro dell'eretico Sabbatai Zevi.
Ci furono anche gruppi cabalistici del mondo ashkenazita che adottarono il rituale lurianico-sefardita, con la teoria della 13ª porta di cui sopra. Questo spiega il "Nusach sefardita" e il "Nusach Ari" in uso tra i chassidim, che si basa sul testo lurianico-sefardita con alcune variazioni ashkenazite.
domenica 21 giugno 2026
21 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2013 - Stati dell' Europa Parte 1905
TURCHIA GT
Popolazione Gd - Gruppi etnici
Popolazioni turche 160
SEFARDITI g
Dopo l'espulsione dalla Spagna, i sefarditi si portarono la propria liturgia appresso nelle varie nazioni del mondo arabo e ottomano dove emigrarono, assumendo presto posizioni di guida come rabbini e capi comunitari. Formarono le loro comunità, spesso mantenendo le differenze basate sui loro luoghi di origine nella penisola iberica. A Salonicco, per esempio, ci furono più di venti sinagoghe, ciascuna con il rito di una località diversa in Spagna o in Portogallo (come anche una romaniota e una aschenazita).
In un processo che durò dal XVI al XIX secolo, le comunità ebraiche native di molti paesi arabi e ottomani adattarono le loro liturgie preesistenti, molte delle quali avevano già una somiglianza con quella sefardita, a seguire il rito spagnolo in quanti più aspetti possibile. Alcune delle ragioni sono:Gli esuli spagnoli erano considerati un'élite e sostituirono molti dei principali rabbini nei paesi in cui si stabilirono, in modo che il rito spagnolo tendeva a essere favorito rispetto a qualsiasi rito nativo precedente;
L'invenzione della stampa fece sì che i Siddurim venissero stampati in massa, di solito in Italia, in modo che le congregazioni che volevano dei libri in generale, dovevano optare per un testo standard "sefardita" o "aschkenazita": questo portava alla obsolescenza di molti riti storici locali, come il rito provenzale;
Lo Shulchan Aruch di Yosef Caro presuppone un "rito castigliano" in ogni punto, cosicché quella versione del rito spagnolo ebbe il privilegio di essere "secondo l'opinione di Maran";[14]
L'Hakham Bashi di Costantinopoli era il capo istituzionale degli ebrei dell'Impero ottomano, che incoraggiava ulteriormente l'uniformità. I nordafricani in particolare erano influenzati dai modelli greci e turchi della pratica e dal comportamento ebraici: per questa ragione molti di loro tuttora pregano secondo il rito noto come "minhag Ḥida" (la tradizione di Chaim Joseph David Azulai).
L'influenza della Cabala lurianica
sabato 20 giugno 2026
20 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2012 - Stati dell' Europa Parte 1904
TURCHIA GS
Popolazione Gc - Gruppi etnici
Popolazioni turche 159
SEFARDITI f
I primi tentativi di standardizzare la liturgia che sono stati conservati comprendono, in ordine cronologico, quelli di Rav Amram Gaon, Saadya Gaon, Shelomoh Ben Natan di Sigilmassa (in Marocco) e Maimonide. Tutti questi si basavano sulle sentenze legali dei Geonim, ma mostrano un'evoluzione riconoscibile verso il testo sefardita corrente. La liturgia in uso nella Spagna visigota sembra essere appartenuta a una famiglia europea di influenza palestinese, insieme con il rito italiano e quello provenzale e, risalendo più indietro, i riti francese antico e aschenazita, ma poiché non sopravvivono materiali liturgici di epoca visigota, non lo si sa con certezza. Da riferimenti a trattati successivi, come il Sefer ha-Manhig del rabbino Abraham ben Nathan ha-Yarḥi (1204 ca.), pare che anche a quel tempo il rito spagnolo conservasse alcune peculiarità europee che da allora sono state eliminate al fine di conformarsi alle regolamentazioni dei Geonim e dei testi ufficiali basati su di essi (viceversa le versioni superstiti di quei testi, in particolare quello di Amram Gaon, sembrano essere stati modificati per riflettere alcuni usi locali spagnoli e altri). L'attuale liturgia sefardita dovrebbe pertanto essere considerata come il prodotto di una convergenza progressiva tra il rito locale originale e il ramo nordafricano della famiglia arabo-babilonese, come prevalente in tempi geonici in Egitto e in Marocco. Dopo la "Reconquista", la liturgia specificamente spagnola fu commentata da David Abudirham (1340 ca.), che si preoccupava di assicurare la conformità delle sentenze della Halakhah (Legge ebraica). Nonostante questa convergenza, vi erano distinzioni tra le liturgie delle diverse parti della penisola iberica: per esempio i riti di Lisbona e quelli catalani erano un po' diversi dal rito castigliano, che costituiva la base della successiva tradizione sefardita. Il rito catalano era di carattere intermedio tra il rito castigliano e quello di provenzale: lo studioso anglo-rumeno Moses Gaster (1856–1939) classificò i riti di Oran e di Tunisi in questo gruppo.
venerdì 19 giugno 2026
19 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2011 - Stati dell' Europa Parte 1903
TURCHIA GR
Popolazione Gb - Gruppi etnici
Popolazioni turche 158
SEFARDITI e
Il termine Nusakh Sepharad non si riferisce alla liturgia che si recita di solito tra i sefarditi, ma a una liturgia europea alternativa che è utilizzata da molti chassidim. Tradizionalmente, i sefarditi utilizzano la Nusakh Eidot Hamizrach per pregare (liturgia delle congregazioni "d'Oriente") anch'essa conosciuta col nome, per maggior confusione, Nusakh Sefardi.
Agli inizi, si stabilì una distinzione tra il rituale babilonese e quello usato in Palestina, poiché questi erano i due centri principali di autorità religiosa: non esiste un testo completo del rito palestinese, sebbene alcuni frammenti siano stati rinvenuti nella Geniza del Cairo.
Alcuni studiosi affermano che gli ebrei aschenaziti siano gli eredi delle tradizioni religiose delle grandi accademie talmudiche babilonesi e che gli ebrei sefarditi siano i discendenti di coloro che originariamente seguirono le tradizioni giudee e galilee. Altri, come il rabbino tedesco Leopold Zunz (Yom Tov Lipmann Tzuntz) (1794–1886), sostengono l'esatto opposto. Per considerare la questione in maniera imparziale, si deve enfatizzare che le liturgie ebraiche osservate oggi nel mondo sono sostanzialmente "babilonesi", con un esiguo numero di tradizioni palestinesi sopravvissute al processo di standardizzazione: nell'elenco di differenze conservate dai tempi dei Geonim, la maggior parte delle tradizioni identificate come palestinesi sono ora obsolete. Entro il XII secolo, quale risultato degli sforzi dei leader babilonesi come il Gaon Yehudai e Pirqoi ben Baboi, le comunità della Palestina e quelle della Diaspora ebraica (vedi per es. quella di Qayrawan) che storicamente seguivano gli usi palestinesi, avevano adottato le regolamentazioni babilonesi in quasi tutti i rispetti e l'autorità babilonesi veniva riconosciuta da tutti gli ebrei del mondo arabo.
giovedì 18 giugno 2026
18 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2010 - Stati dell' Europa Parte 1902
TURCHIA GQ
Popolazione Ga - Gruppi etnici
Popolazioni turche 157
SEFARDITI d
Il giudeo-portoghese veniva usato dai sefarditi, specialmente tra gli ebrei spagnoli e portoghesi dell'Europa occidentale. Creoli basati sul portoghese parlati tra gli schiavi e dai loro padroni sefarditi influenzarono lo sviluppo del papiamento e delle lingue creole del Suriname.
Altre lingue romanze con forme ebraiche, storicamente parlate dai sefarditi, includono il giudeo-aragonese e giudeo-catalano (o catalánico). La comunità di Gibilterra ha avuto la forte influenza del dialetto gibilterrino llanito che ha contribuito molte parole a questo patois anglo-spagnolo.
Altre lingue associate agli ebrei sefarditi sono per lo più estinte, già parlate da alcune comunità sefardite in Italia. Il giudeo-arabo (e i suoi dialetti) è stata una lingua vernacolare molto usata dai sefarditi che si stabilirono nei regni nordafricani e nelle parti di lingua araba dell'Impero ottomano. Anche la lingua basso-tedesca (Bassa Sassonia), precedentemente utilizzata come lingua vernacolare dai sefarditi intorno Amburgo e Altona nel nord della Germania, non è più in uso come vernacolo ebraico.
In tutta la Diaspora ebraica, i sefarditi sono stati una popolazione poliglotta, spesso imparando o scambiando parole con la lingua della popolazione ospitante, più comunemente l'arabo, il greco, il turco, l'olandese o l'italiano e si integrarono facilmente nelle società che li ospitava. Negli ultimi secoli, e più particolarmente nel XIX secolo e XX secolo, due lingue sono diventate dominanti nella diaspora sefardita: il francese, introdotto dalla Alliance Israélite Universelle, e l'ebraico da parte dello Stato di Israele.
mercoledì 17 giugno 2026
17 GIUGNO 2026
EUROPA PARTE 2009 - Stati dell' Europa Parte 1901
TURCHIA GP
Popolazione Fw - Gruppi etnici
Popolazioni turche 156
SEFARDITI c
D'altra parte anche il dialetto sefardita nordafricano era, fino agli inizi del XX secolo, altamente conservatore; le sue abbondanti parole colloquiali prese in prestito dall'arabo conservavano la maggior parte dei fonemi arabi come componenti funzionali di un nuovo, arricchito sistema fonologico ispano-semita. Durante l'occupazione coloniale spagnola del Marocco settentrionale (1912-1956), lo Ḥakitía era sottoposto a una pervasiva, massiccia influenza dello spagnolo moderno tipico e la maggior parte degli ebrei marocchini ormai parlano una forma colloquiale andalusa di spagnolo, con solo un occasionale uso del vecchio linguaggio come segno di solidarietà di gruppo, un po' come gli ebrei americani che oggigiorno utilizzano un occasionale yiddishismo nel linguaggio colloquiale. Fatta eccezione per alcuni individui più giovani, che continuano a praticare Ḥakitía come una questione di orgoglio culturale, questo dialetto, probabilmente il più arabizzato delle lingue romanze a parte il mozarabico, ha sostanzialmente cessato di esistere. Per contro, al giudeo-spagnolo orientale è andata un po' meglio, soprattutto in Israele, dove i giornali, le trasmissioni radiofoniche, la scuola elementare e i programmi universitari si sforzano di mantenere viva la lingua. Tuttavia le vecchie varianti regionali (cioè, ad esempio quella parlate in Bosnia, Macedonia del Nord, Bulgaria, Romania, Grecia, Turchia e Italia) sono già estinte o a rischio di estinzione. Solo il tempo giudicherà se la koiné giudeo-spagnola, che si sta adesso evolvendo in Israele – simile a quello che si sviluppò tra gli immigrati sefarditi negli Stati Uniti all'inizio del XX secolo – prevarrà e sopravviverà nella prossima generazione.