STATO DI EMERGENZA IN DUE STATI, ATTESA PER I COLLOQUI
Il presidente Salva Kiir Mayardit ha proclamato lo stato di emergenza nello stato orientale di Jonglei e quello settentrionale di Unity, dove in queste settimane si sono concentrati gli scontri tra l’esercito regolare e i ribelli al seguito dell’ex vicepresidente Riek Machar. La decisione giunge a poche ore dall’attesa apertura ad Addis Abeba, di colloqui tra le due parti in lotta dallo scorso 15 dicembre, mediati dall’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad).
ATTENTATO A SUD DI BEIRUT, COLPITO QUARTIERE SCIITA
Almeno cinque vittime e una sessantina di feriti: è il bilancio ancora provvisorio diffuso dal ministero della Sanità e dall’Agenzia nazionale di informazione (Ani) dopo l’attentato che alle 16.15 (ora locale) ha colpito il quartiere residenziale di Haret Hreik, alla periferia sud di Beirut. Secondo la ricostruzione ufficiale un veicolo fuori strada è deflagrato in una strada molto frequentata, al Aarid, in una zona densamente popolata, a soli 200 metri dalla sede del Consiglio politico del movimento sciita libanese Hezbollah. L’autobomba è esplosa a due passi della vecchia sede dell’emittente televisiva di Hezbollah, al Manar, sventrando alcuni edifici e bruciando alcune macchine. La tv del movimento sciita ha invitato la popolazione ad allontanarsi dalla zona temendo un secondo attentato.
BANGUI: NUOVE VIOLENZE, TENSIONI TRA GLI SFOLLATI
Altre centinaia di civili hanno raggiunto il campo sfollati situato nei pressi dell’aeroporto di Bangui per mettersi al riparo da nuovi attacchi e rappresaglie tra esponenti dell’ex coalizione ribelle Seleka e miliziani Anti-Balaka. Le ultime violenze, che si sono verificate ieri nella quinta circoscrizione della capitale, hanno causato una vittima e una quindicina di feriti, di cui tre bambini. In base ad alcuni testimoni locali, uomini della Seleka (a maggioranza musulmana) in abiti civili avrebbero lanciato ordigni contro abitazioni di cristiani, suscitando l’ira di giovani che hanno replicato all’aggressione appiccando il fuoco a decine di case di musulmani. In un’ora 16 persone sono state ricoverate nella struttura allestita da Medici senza frontiere (Msf) dove sono stati curati i civili feriti da arma da fuoco e da schegge di munizioni. Martedì nello stesso presidio medico improvvisato un neonato di sei mesi è deceduto dopo essere stato raggiunto da un proiettile.
Nick Cave - Shoot me down
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