domenica 9 febbraio 2014

9 FEBBRAIO 2014

Ancora in Mauritania....

BAMBARA

I Bambara come i Malinke e i Marka, con cui hanno ancora moltissimi tratti in comune, discendono dall'antico Impero del Mali. Alcuni storici ritengono che si debba a loro l'introduzione dell'agricoltura nell'Africa subsahariana. Dopo il crollo dell'Impero del Mali, nella regione si formarono diversi regni, fra cui quello di Segou (1660-1881) e quello di Kaarta (1670-1851). In Regno Bambara si sviluppò a partire dal XVII secolo e raggiunse l'apice della propria potenza e ricchezza fra gli anni 1760 e 1780, durante il regno del sovrano N'golo Diarra. L'arrivo dei francesi pose fine al regno alla fine del XIX secolo.
Il termine "Bambara", o "Banaba", in origine era l'immagine stereotipata dell'altro, cattivo-brutto, in contrapposizione agli arabi, buoni-belli. I commercianti Jula, di lingua mandingo, chiamavano "banama", Bambara, la massa contadina che non gli era sottomessa, il termine "Bambara" era l'emblema dell'ignoranza totale. Non tutti gli infedeli all'Islam erano definito "Bambara", non essere musulmano era un sistema di classificazione sociale, diventerà classificazione "etnica" dopo il colonialismo.
I Bambara sono principalmente agricoltori; in particolare coltivano il miglio e si dedicano all'allevamento.

I bambara sono noti per la loro abilità nella lavorazione di ferro, legno, cuoio, ceramica e tessuti. Particolarmente caratteristico della loro produzione artigianale è il chiwara o tjiwara, un copricapo-maschera tradizionale di legno intagliato, in forma di antilope, che viene indossato nelle cerimonie religiose. Tutte le maschere bambara sono realizzate in un particolare stile chiamato segou, caratterizzato tra l'altro da volti piatti, nasi a forma di freccia, e segni triangolari che rappresentano cicatrici decorative. Altra caratteristica dei bambara è la realizzazione di maschere di animali con l'aggiunta di elementi naturali, come le corna.
La società tradizionale bambara è suddivisa in sei caste iniziatiche maschili, chiamate dyow, al singolare dyo, per esempio i komo e i koré.


Celin Dion - My Heart will go on

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