domenica 23 marzo 2014

23 MARZO 2014


Sempre in Sud Sudan, con altre etnie....

ACHOLI

Gli Acholi sono un popolo appartenente al ceppo etnico dei Nilotici e sono originari dell'area chiamata Bahr el Ghazal. Sono presenti principalmente nella zona di confine tra Uganda e Sudan del Sud e parlano una lingua del gruppo luo, anche se con leggere differenze tra le varie aree.
Il sistema familiare è tipico dei clan con una concezione della famiglia molto allargata.
A capo vi è sempre il Rwot, il capo, sposato con una moglie o più mogli.
La religione cristiana ha influenzato questo costume spingendoli ad avere una sola moglie, anche se continua ad essere presente la poligamia. Vi è anche una poligamia acquisita dovuta all'usanza di accogliere nella famiglia immediata la moglie e i figli dei fratelli deceduti.
La famiglia allargata comprende anche figli dei fratelli ancora in vita, perché per tradizione chi si prende cura dei bambini è considerato padre dei bambini.
La casa tradizionale degli Acholi è una capanna circolare con muratura composta da fango e bamboo. Il tetto è in paglia, a volte sostenuto da un palo al centro della capanna.
L'arredamento è molto spartano e generalmente non c'è il letto, che viene sostituito da una stuoia, l'immancabile brocca dell'acqua, Agulu Pii, arco e frecce, una o più lance e altri oggetti di uso quotidiano.
All'esterno della capanna si trovano generalmente il posto per il fuoco e gli animali, capre, pecore e mucche.

DINKA


I Dinka abitano nelle regioni di Bahr al Ghazal, Kordofan del sud, Jonglei e Alto Nilo.Si calcola che siano 1,5 milioni di persone, il 18% della popolazione totale del Sudan del Sud, di cui rappresentano il maggiore gruppo etnico.
La loro economia si basa soprattutto sulla pastorizia e sull'agricoltura, in particolare la coltivazione del miglio sulle sponde del Nilo e altre varietà di graminacee che però possono essere coltivate solo durante la stagione piovosa.
Gli Jieng sono il ramo della tribù Dinka che abita le sponde del Nilo, detti Nilotici, principalmente provenienti dal Corno d'Africa, parlano una lingua Nilotica e includono i Nuer e i Luo, sono di statura ed altezza notevole.
Non sono guidati da nessuna autorità politica centralizzata ma da una fitta rete di clan, i cui capi sono i cosiddetti "punte di lancia da pesca".
Nella lingua dinka il loro nome significa "persone". Essa viene scritta usando l'alfabeto latino al quale sono aggiunti altri caratteri.
I vasti giacimenti di petrolio Sudanese si trovano nelle regioni meridionali e orientali, le quali fanno parte della grande pianura paludosa, un bacino nel sud Sudan.
La tribù Dinka ha 10 suddivisioni: Atuot, Aliab, Bor, Chiej, Agar, Gok, Rek, Twij, Malual e Ngok; i Malual sono la maggioranza con circa un milione di persone.
Le migrazioni dei Dinka sono determinate dalle inondazioni annuali, nei mesi di maggio e giugno si trasferiscono nei loro "insediamenti permanenti" fatti di fango e tetti in paglia, situati sopra il livello di inondazione, dove coltivano le loro piantagioni di miglio e di grano.
Questi insediamenti, adattati per la stagione delle piogge, di solito sono dotati di granai e stalle. Durante la stagione arida, che inizia nei mesi di dicembre e gennaio, tutti, tranne i malati, le donne, i bambini e gli anziani, si trasferiscono negli insediamenti semi-permanenti del toic per portare al pascolo il gregge.
Le piantagioni di miglio e di grano si trovano nei territori alti e il raccolto viene fatto all'inizio della stagione delle piogge, quando la pioggia è molto abbondante, nei mesi di giugno e agosto. Il bestiame viene portato nel toic nei mesi di settembre e novembre a pascolare nei campi per nutrirsi dei gambi secchi rimasti dalle pianticelle dopo il raccolto del miglio e del grano.
Il 75% dei Dinka sono cristiani ed il restante 25% è animista. Il dio di questo culto è Nialich.
I Dinka hanno un rito per il passaggio all'età adulta: i giovani marchiano la loro fronte con un oggetto affilato e vengono messi a dura prova. Durante la cerimonia del passaggio all'età adulta acquisiscono anche un secondo nome che si ispira al colore delle vacche. I capi tribù, detti "punte di lancia da pesca", eseguono sacrifici bovini al dio Nialich.
Il cristianesimo fu introdotto nella regione all'inizio del XIX secolo dai missionari britannici e anche durante le recenti guerre civili.
Per via dei loro diversi credi religiosi e stili di vita i Dinka hanno dichiarato guerra nel 1983 al Governo Islamico di Khartoum, capeggiati da John Garang De Mabior sotto il partito dell'Esercito di Liberazione del Popolo di Sudan (SPLM). Il conflitto durò 21 anni ed è conosciuto come la Seconda Guerra Civile Sudanese, durante la quale persero la vita molti Dinka. I Dinka dichiararono guerra anche alle tribù dei Nuer.
Il 15 novembre 1991 avvenne il massacro di Bor nel quale furono uccise 500 persone e per via dei frequenti saccheggi ne morirono altre 25.000. Vi furono anche tracce di esecuzioni di massa.
Nel 1991, nella città di Bor, forze armate capeggiate da Riek Machar uccisero deliberatamente 85.000 civili e ne ferirono altrettanti nell'arco di due mesi.
Il massacro fu il risultato di un malriuscito colpo di stato da parte del Vice Presidente del Sudan Meridionale Riek Machar, contro il presidente del partito S.P.L.M. John Garang.


John Lennon - Working Class hero














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