BASTER
I Basters sono un gruppo etnico, diffuso principalmente in Namibia, che ebbe origine dalle unioni tra i coloni boeri e vari popoli africani. Dal punto di vista culturale, i basters sono affini ad altri due gruppi di origine mista dell'Africa del sud: i coloured e i griqua.
Il loro nome deriva dal termine olandese per "bastardo": benché a volte sia considerato dispregiativo, esso viene utilizzato con grande orgoglio dai basters medesimi.
Il gruppo dei basters si sviluppò nelle terre della Colonia del Capo a seguito dei contatti tra i coloni boeri e le popolazioni indigene, soprattutto donne di etnia nama. Col passare del tempo, l'espansione degli insediamenti bianchi spinse i basters a stanziarsi sempre più a nord, alla ricerca di terre coltivabili. Nel 1868, in particolare, i basters decisero di attraversare il fiume Orange alla volta della Namibia centrale.
Nella nuova terra essi fondarono la "Libera Repubblica di Rehoboth", le cui istituzioni principali erano costituite da un capitano, kaptein, direttamente eletto dal popolo, e da un piccolo parlamento, Volkraad, formato da tre rappresentanti, anch'essi ad elezione diretta.
Al tempo della colonizzazione tedesca della Namibia, i basters decisero di accettare di buon grado il dominio tedesco, almeno sino allo scoppio della prima guerra mondiale, quando scelsero di appoggiare le truppe di occupazione sudafricane. Da allora, essi fecero diversi tentativi, per lo più fallimentari, di ottenere delle forme di ampia autonomia.
Attualmente i basters (circa 20.000-40.000 individui, vale a dire il 3% della popolazione della Namibia) si concentrano nelle aree attorno a Rehoboth, dove molti di essi si occupano ancora di allevamento e agricoltura.
I basters parlano l'afrikaans e, dal punto di vista culturale, si considerano più bianchi che neri. Praticanti il calvinismo, i basters sono molto religiosi, il loro motto è "Groei in Geloof", vale a dire "crescita nella fede", e vanno fieri del fatto di essere considerati "più olandesi degli stessi olandesi".
Esiste una certa preoccupazione, all'interno della comunità stessa, circa la sopravvivenza dell'identità basters: alcuni, infatti, temono che essa sia minacciata sia dalla dimensione relativamente esigua del gruppo, sia dai rapporti con le altre etnie, resi difficili dal fatto che i basters appoggiarono la colonizzazione tedesca.
TSWANA
Gli Tswana, o Motswana, plurale Batswana, sono un gruppo etnico dell'Africa meridionale. Appartengono al gruppo dei popoli bantu, e parlano la lingua tswana o setswana. Sono diffusi soprattutto in Sudafrica e Botswana; si stima che la popolazione totale di Tswana in Africa si aggiri intorno ai 4,5 milioni.
Nel XIX secolo, il nome Batswana veniva frequentemente trascritto come Bechuana. Da questa variante deriva "Bechuanaland", il nome attribuito dagli europei alla terra abitata dai Batswana. Da una trascrizione più corretta prende il nome l'odierno Botswana.
La maggior parte degli Tswana vive in Sudafrica; il setswana è una delle undici lingue nazionali del paese. Durante l'apartheid, gli Tswana sudafricani erano tenuti a vivere nel bantustan del Bophuthatswana.
In Botswana, gli Tswana rappresentano la maggior parte della popolazione; per questo motivo, il termine "Batswana" viene anche usato per riferirsi all'insieme dei cittadini di questa nazione, sebbene fra i botswaniani ci siano anche minoranze di etnia Khoisan e di altri gruppi etnici. Minoranze tswana si trovano anche in Namibia e Zimbabwe.
Gli Tswana sono suddivisi in numerosi clan, che corrispondono ad altrettante linee dinastiche. I principali fra questi sono i Barolong, i Bakwêna, i Bangwaketse, i Bamangwato, i Batawana, i Batlôkwa e i Bakgatla. Ogni clan ha un proprio capo, sottoposto all'autorità del capo supremo, o re degli Tswana, Kgôsikgolo.
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