giovedì 18 dicembre 2014

18 DICEMBRE 2014

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E il lontano cugino? Era solo uno dei suoi amanti. Di passaggio. Niente di importante....
Ma fu fatale per l’azienda. Che dopo una pessima annata era oberata di impegni e scadenze a cui non riuscirono a far fronte. Così, dall'indebitamento, passò all'amministrazione controllata e poi al fallimento. Avevano tentato il tutto per tutto, ma non erano riusciti a salvare quasi nulla. Dell’antico splendore restavano il palazzo di sua zia, la casa di sua sorella ed un piccolo appartamento in città. Nient’altro. Persa anche la cascina. Perso tutto. I poderi, i vigneti, le cantine. Tutto. Ma lei, Morena, voleva ricomprare a tutti i costi la collezione di bottiglie Francesco. Lo spumante che aveva testimoniato a tutto il mondo il suo grande amore per il ragazzo morto in guerra. Ora era lì per quello e doveva farcela a tutti i costi. Aspettava con ansia che la collezione venisse battuta. Erano passati già diversi pezzi che erano finiti in mani sconosciute. Degli estranei si portavano via pezzi della sua vita. Un lampo le attraversò la mente. Avrebbe ricomperato anche il quadro. Quello delle vigne settembrine. Finalmente, arrivò il momento. Lottò duramente ed alla fine riuscì ad aggiudicarsi la collezione di bottiglie. Aspettò ancora. Finché il banditore iniziò a descrivere con entusiasmanti particolari il quadro che in quel giorno lei aveva scoperto di amare così tanto. Si trovò di fronte la ex collaboratrice di suo figlio a contenderle quel dipinto. Perché? Lottarono come due tigri per averlo. Ma la spuntò Morena. Contenta per la vittoria volle sapere come mai la donna aveva tentato di portarle via il quadro. Glielo domandò. E la risposta la lasciò di sale. “Volevo qualcosa che fosse appartenuto a mio padre...”!
Morena capì che l'odio che animava quella donna era incolmabile. Aveva vissuto per perseguire una vendetta insensata ai danni di chi nemmeno conosceva la sua esistenza e alla fine era riuscita a distruggere la famiglia che riteneva responsabile della sofferenza sua e di sua madre, ma non aveva ottenuto ciò che realmente desiderava.
Per contro, Morena aveva vissuto di un amore grande, che l'aveva nutrita e sostenuta per tutta la vita, senza realmente conoscere l'uomo a cui aveva donato il suo cuore per l'eternità.
Si sentì forte, perché l'amore donato arricchisce. Seppe in quell'istante che avrebbe amato Francesco per sempre, nonostante non fosse l'uomo che lei immaginava, perché l'amore va oltre tutte le debolezze, quando si ha la certezza di non averlo sprecato. Si, lui l'aveva amata... Tanto.


Francesco Renga - Il mio Giorno più bello nel Mondo






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