mercoledì 7 settembre 2016

4 settembre 2016

Ancora America Latina. Sempre Honduras...

STORIA PARTE III

Il colpo di stato del 1974

Alla crisi seguì un colpo di stato guidato dal colonnello Juan Alberto Melgar Castro. Tre anni dopo quest'ultimo fu deposto e al suo posto salì al potere un triumvirato militare dal quale emerse la figura del colonnello Policarpo Paz García.
Con il trionfo della Rivoluzione Sandinista in Nicaragua, il Centroamerica iniziò a vivere un periodo di instabilità politica e sociale dettato dall'interferenza U.S.A. nella regione e da una forte paura della possibile estensione di suddetta rivoluzione. Questo provocò la pressione da parte del governo di Washington nei confronti dell'allora dittatore Paz Garcia affinché permettesse elezioni libere.

Il ritorno alla democrazia
Nel 1980 si tennero le elezioni legislative e un anno dopo risultò costituzionalmente eletto Roberto Suazo Córdova. Il nuovo presidente diede vita alla costituzione del 1982, ma la repressione di stampo dittatoriale non terminò con queste aperture democratiche. Presto iniziò una grande fase di terrore con la ricerca e l'eliminazione di molti elementi del Partido Renovación Patriótica, PRP (del vecchio Partito Comunista dell'Honduras) e della sinistra honduregna (oggi tutti raccolti nel Partito di Unificazione Democratica e in Libertà e Rifondazione), segnando così l'inizio di una nuova era politica. Il gruppo Facusse propose che il Paese si convertisse in uno Stato libero amico degli Stati Uniti.
Durante il governo di Suazo Córdova gli Stati Uniti, attraverso la loro base di Palmerola, usarono il territorio honduregno come base dei controrivoluzionari nicaraguensi con il fine di deporre il governo comunista di Daniel Ortega in Nicaragua.
Nel 1986 questa politica continuò anche con il governo del liberale Josè Azcona del Hoyo. Il governo statunitense prestò all'Honduras aiuti finanziari senza precedenti pur di ottenere l'utilizzo del suo territorio per combattere il governo di Ortega. Con Azcona del Hoyo fu scelta la via della "formula B" quando Azcona non ottenne la maggioranza dei voti. Tuttavia a quel tempo i candidati 5 nazionalisti e 4 liberali stavano correndo per la presidenza; "la formula B" ha richiesto l'insieme dei voti di tutti i candidati dallo stesso partito per essere raggiunta. In questo modo Azcona ottenne la presidenza.


Manà - Bendita tu Luz

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