Nei primi decenni del
XIX secolo, la colonizzazione europea ebbe inizio nel
Rio Grande do Sul, fattore che portò i gruppi etnici degli Xokleng e dei
Kaingang a migrare verso lo stato di
Santa Catarina e provocò ulteriori fratture e conflitti tra i vari gruppi che si contendevano un territorio sempre più piccolo. Fino alla prima metà del XIX secolo, esistevano due gruppi di Xokleng, i Waikòmang e i Kañre. Questi ultimi furono soggiogati dai Waikòmang e infine inglobati nella loro stessa etnia; ciò ne decretò l'estinzione anche perché la maggior parte degli uomini Kañre fu uccisa. Dopo di allora cominciarono ulteriori nuovi conflitti all'interno dello stesso gruppo dei Waikòmang che portarono alla divisione del gruppo in tre sottogruppi:
i Ngrokòthi-tõ-prèy, a ovest di Santa Catarina, al confine con il
Paraná, nella zona del comune di
Porto União
i Laklanõ, stanziati nelle zone centrali del fiume
Hercílio (o fiume Itajaí do Norte), vicino
Ibirama
Un'altra fazione Xokleng fu individuata a sud, tra i comuni di
São Joaquim,
Orleães e
Anitápolis, ma è stata poi classificata e inglobata nel sottogruppo Angying. In questo periodo mercenari pagati dalla popolazione bianca locale, i bugreiros, si resero responsabili di un vero e proprio sterminio tramite attacchi a sorpresa e l'uccisione di centinaia di Xokleng. I conflitti furono intensi e questi, uniti alle malattie infettive e mortali che si propagavano tra i gruppi etnici locali sempre più, portarono allo sterminio quasi totale degli Xokleng. L'unico sottogruppo sopravvissuto, i Laklanõ, è stato collocato nel
1914 nel territorio indigeno in cui vivono ancora oggi. Il processo di pace iniziato nel corso del XX secolo portò alla realizzazione di colonie nella valle del fiume
Itajaí. Gli Xokleng hanno poi corso un nuovo pericolo di estinzione nei primi
anni ottanta quando è stata costruita una
diga all'interno del loro territorio.
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