Due distinte regole etiche alimentari che designano i cibi consentiti nell'alimentazione, rispettivamente, dalla cultura musulmana (Halal) e da quella ebraica (Kosher), entrambe sempre più presenti sui mercati internazionali. Entrambi i termini significano “lecito” e si riferiscono a metodi di preparazione del cibo che risalgono alle tradizioni religiose e sociali.
Halal è una parola araba che non è riferita soltanto alle abitudini alimentari, ma comprende anche regole riguardanti l’abbigliamento, il comportamento e la condotta morale. Il mondo culturale musulmano reinterpreta questa legge in base ai luoghi di appartenenza e alle tradizioni e, per questo, non esiste un’unica forma di Halal accettata da tutti, ma si possono identificare più tipi differenti tra loro.
Il Kosher, dalla parola Kasherùt che significa “adeguatezza”, risale invece alla tradizione ebraica e, a differenza della legge Halal, definisce in modo più specifico in base a quali norme un pasto può essere consumato. La natura degli alimenti, la preparazione del cibo e le caratteristiche dell’animale, nel caso in cui ci sia, sono le norme principali da seguire.
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