EUROPA PARTE 312 - Stati dell' Europa Parte 217
BULGARIA ORisorse
Risorse
La Bulgaria dispone di scarse risorse minerarie; oltre al carbone, negli anni cinquanta sono stati scoperti giacimenti di gas naturale e di petrolio. Tra i metalli estratti vi sono il ferro, lo zinco, il rame e il piombo. La produzione e l'esportazione di energia elettrica sono un'importante risorsa economica. La centrale nucleare di Kozloduj ha una capacità complessiva di 3.760 MWe; la centrale, a causa dell'obsolescenza dei suoi impianti (quattro reattori su sei sono spenti), è stata in parte disattivata. Per compensare il calo di produzione è in costruzione a Belene un secondo impianto nucleare con una capacità di 2.000 MW; è inoltre in progetto l'ampliamento della centrale termica di Marica Iztok.
Il calo delle esportazioni in seguito al crollo dell'Unione Sovietica e del COMECON, ai quali l'economia bulgara era strettamente legata, ha messo in luce l'obsolescenza degli impianti, inadatti per competere sul mercato internazionale; il conseguente crollo della produzione industriale ha portato con sé grossi problemi sociali.
Negli anni novanta è iniziata un ambizioso programma di riconversione industriale con incentivi alle piccole e medie imprese, per la riconversione e valorizzazione di settori tradizionali come quello tessile, in cui la Bulgaria vanta tradizioni antiche. I primi segni di ripresa, ovvero la prima crescita del PIL dal 1988 è stata nel 1994 (+1,4%) e nel 1995 (+2,5%); per contro negli stessi anni l'inflazione è passata dal 122% del 1994 al 32,9% del 1996.
I maggiori complessi industriali si trovano nel bacino di Sofia (industria meccanica), mentre la cantieristica navale è localizzata a Varna, sul mar Nero. La Bulgaria esporta prodotti dell'industria chimica, settore sul quale il crollo dell'URSS ha inciso in modo minore.
Nella città di Burgas si trova un grosso impianto di raffinazione del petrolio controllato dal colosso russo LUKoil.
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