giovedì 6 agosto 2020

7 AGOSTO 2020

EUROPA PARTE 302 - Stati dell' Europa Parte 207
BULGARIA C
Storia b

Il 9 settembre 1944 il regime monarchico, ormai allo sbando, venne abbattuto dalle forze filo-sovietiche riunite nel Fronte della patria. Questo fatto fu diretta conseguenza della dichiarazione di guerra del 5 settembre 1944 da parte dell'Unione Sovietica, le cui truppe si erano prima attestate ai confini, per poi invadere nei giorni successivi il suo territorio.
A ottobre del ‘44 il generale Vörös, capo di Stato maggiore generale ungherese, si recó in visita in Germania, presso il quartier generale di Hitler a Mauerwald, nella Prussia Orientale per rassicurare i tedeschi della sua lealtà. In quella occasione, Guderian, capo di stato maggiore generale dell’esercito tedesco, regaló al collega bulgaro una Mercedes. Qualche giorno dopo, il 15 ottobre 1944, lo stesso Vörös usò la sua nuova macchina di lusso per recarsi dai sovietici che occupavano già la maggior parte del paese.
L'esercito bulgaro combatté assieme ai sovietici per la liberazione della Jugoslavia, dell'Ungheria e dell'Austria. La Bulgaria cadde infine nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica e divenne una repubblica popolare nel 1946 (Repubblica Popolare di Bulgaria (RPB), in bulgaro: Народна република България, Narodna Republika Bălgarija); tra il 1946 e il 1948 gli spazi democratici si restrinsero sempre più e il Partito Comunista Bulgaro (PCB) acquistò un ruolo egemone, prima sotto Georgi Dimitrov (1946-1949), poi sotto lo stalinista Vălko Červenkov (1950-1954) e infine sotto Todor Živkov (1954-1989).
Il regime comunista cadde il 10 novembre 1989, ovvero un giorno dopo la caduta del Muro del Berlino. "Sotto la forma di «una transizione controllata», il regime Živkov arrivava alla sua fine. La nuova direzione del PCB decideva, da un lato, la continuità organizzativa e, dall’altro, un cambiamento ideologico riflesso anche nel nuovo appellativo di Partito socialista bulgaro (Psb). La rottura non era tuttavia netta. Significativamente, il compito di rivitalizzazione ideologica veniva accordato ad Alessandro Livov, responsabile dall’ideologia del PCB fino alla sua caduta in disgrazia nel 1983. In parallelo, il 15 gennaio 1990, l’Assemblea nazionale aboliva l’articolo della costituzione che stipulava il monopolio del potere del Pcb". Nel giugno 1990 si tennero le elezioni multipartitiche e nel luglio 1991 fu adottata la nuova costituzione. Le due principali formazioni politiche, che negli anni novanta si sono alternate al potere, furono il Partito Socialista Bulgaro (Psb) della sinistra e l'Unione delle Forze Democratiche (Ufd) della destra; successivamente il Movimento Nazionale per la Stabilità e il Progresso. La Bulgaria entrò ufficialmente nella Nato il 29 marzo 2004 e nell'Unione europea il 1º gennaio 2007.
Le elezioni presidenziali dell'ottobre 2006 confermarono nella carica di presidente Georgi Părvanov che vinse con il 75,9% dei voti, battendo al ballottaggio il nazionalista Volen Siderov (24,5%). La partecipazione al voto è stata del 41,21%. Nel luglio 2009 si tennero le elezioni parlamentari, che elessero come primo ministro Bojko Borisov.

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