C'è assonanza nel mondo dello spettacolo, il settore è in ginocchio. Attori e musicisti concordano sul fatto che le norme imposte dal lockdown hanno pesantemente bastonato le loro categorie.
Franco Abba, direttore artistico del Piccolo Teatro di Torino, attore e regista, racconta ai nostri microfoni quanto oggi la sua attività professionale sia stata limitata dalle nuove regole per evitare la diffusione della pandemia. Il teatro può ospitare 20 persone a dispetto dei 60 posti disponibili, le lezioni di recitazione si sono fermate, perché alcune discipline possono essere studiate online, altre inevitabilmente no. Infine, hanno sospeso anche l'affitto dei costumi per ovvie ragioni. La loro attività però continua nei Punti Verdi della città di Torino "Perché gli attori di teatro continuano sempre nonostante tutto, data la passione che muove le loro scelte" dice lo stesso Franco Abba che in questa occasione porta in scena il personaggio di Don Camillo nell'omonimo pezzo teatrale con Mauro Stante nei panni di Peppone, Patrizia Pozzi la Perpetua e Roberto Bertulli.
Chiaramente, la filiera del comparto comprende un numero imprecisato di lavoratori, non tutti contrattualizzati e di conseguenza senza tutele.
Il mondo della Musica invece è fermo. I concerti sono stati rinviati al 2021. Giovanni Zerbi racconta quanto la filiera sia stata colpita. Ne parla in veste di musicista e di giornalista. "Noi suoniamo perlopiù nei ristoranti, ma oggi le regole non prevedono la nostra presenza".
Molte altre le domande relativamente a tutti quei settori che più di altri risentono economicamente della situazione.
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