Gli italiani in Croazia e le altre popolazioni romanzofone
In Croazia nel
2001 risiedevano circa 20.000 cittadini appartenenti al gruppo etnico italiano (al censimento del 2001 sono stati in 19.636 a dichiararsi di tale nazionalità e 20.521 di madrelingua italiana), che danno vita a 51 Comunità Nazionali Italiane locali e sono organizzati nell'
Unione Italiana con sede a Fiume (Rijeka in croato). Sono insediati principalmente nell'area dell'
Istria, di
Fiume, delle isole del
Quarnaro e della
Dalmazia. Solo in parte dell'Istria (
regione istriana, che però non include la parte nord-orientale peninsulare), a Fiume e nell'arcipelago dei Lussini sono riconosciuti da alcuni statuti comunali come
popolazione autoctona, mentre nel resto del Quarnaro e in Dalmazia non viene riconosciuto loro nessuno status particolare. In tale gruppo etnico italiano sono inserite sia le popolazioni autoctone
venetofone (Istria nord-occidentale e Dalmazia) che quelle
istriotofone della costa istriana sud-occidentale. Nel corso del
XIX secolo un numero considerevole di artigiani italiani si trasferirono a vivere a
Zagabria e in
Slavonia dove tuttora abitano molti loro discendenti. Sempre in
Istria (
Val d'Arsa e
Seiane) è presente la piccola comunità etnica degli
istrorumeni o cicci, popolazione originaria della
Romania la cui lingua, di ceppo latino ed affine al
romeno, risulta quasi estinta in favore del croato. Altro gruppo etnico originariamente di lingua romanza è quello dei morlacchi, popolazione affine a quella istroromena rappresentata oggi solo da alcune sparute comunità, e la cui lingua è praticamente estinta.
Secondo il linguista
Matteo Bartoli l'
italiano era l'idioma parlato come prima lingua da circa il 33% della popolazione dalmata all'inizio delle
guerre napoleoniche. Secondo il censimento austriaco del
1865 raggiungeva il 12,5% del totale nella regione.
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