E' una strana giornata che passa fra ricordi e bilanci. Penso a tante cose mentre realizzo il Presepe. Lo faccio praticamente da quando sono nata. All'inizio con mio padre. Ci mettevamo con pazienza a creare quelle scenette dei personaggi di biscuit, quella ceramica antica che si usava una volta. Erano le prime statuine che i miei nonni gli avevano comperato. Negli anni erano aumentate di numero, di foggia e di taglia. Ancora adesso tutti gli anni compero un pezzetto da aggiungere. Come tradizione o come ricordo. In realtà è da tanto tempo che lui non c'è più. Questo anno sto mettendo particolare cura nel prepararlo. Non so perché e nemmeno me lo domando, in fondo non c'è una risposta a tutto...
Ho terminato di costruire il paesaggio fiabesco in cui si "muovono" (si fa per dire, dato che sono statiche) le statuine e passo all'albero di Natale. Quest'anno lo voglio rosso e dorato, ma senza paglia luccicante che poi resta nascosta negli angoli e salta fuori nei momenti meno opportuni, tipo quando c'è qualcuno. L'albero lo collego a mia madre. lei non ha mai Preparato il presepe solo l'albero. (E da qui si capisce che i miei non stavano insieme).
Devo dire che a me il Natale in tour dai parenti è sempre piaciuto. Un po' da una parte e un po' dall'altra. Questi sono i ricordi legati a questo periodo, mentre i bilanci mi fanno realizzare che da più di dieci anni non trascorrevo un periodo così tradizionale. Ero sempre in giro.
Un anno strano, insolito e tremendo che non rimpiangerò....


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