giovedì 21 gennaio 2021

21 GENNAIO 2021

 EUROPA PARTE 430- Stati dell' Europa Parte 334

ESTONIA H

Popolazione b

Estoni


Nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale gli estoni etnici autoctoni erano circa il 92% della popolazione totale.
Dal dopoguerra, a causa dell'intensa opera di "russificazione", cioè il processo di forzata assimilazione delle popolazioni diverse nella cultura russa, e di "deportazione" dell'etnia estone, compiuta dai sovietici nei periodi dell'occupazione (1940-1941 e 1944-1991), la proporzione della popolazione totale di estoni etnici era scesa al 61,8%, mentre il secondo gruppo etnico era il russo con il 35% della popolazione.

Minoranza slava

Negli anni dell'occupazione sovietica (1940-1941 e 1944-1991) fu praticata un'intensa politica di "russificazione", con l'obbligo di imparare la storia e la lingua russa, il cui uso venne imposto dai sovietici nelle scuole e nei documenti ufficiali. Dopo la guerra a molti estoni fu vietato di ritornare nelle proprie case, occupate dai russi. Molti estoni furono deportati e la loro cultura faticò a sopravvivere.
Insieme alla costruzione di impianti industriali furono costruite aree residenziali e città nelle quali si stabilirono un gran numero di immigrati russi; nacquero tensioni fra le due etnie e vi fu la diffusione di criminalità e mafie tra le bande di etnia russa del paese.
La politica nei confronti della minoranza di origine slava è contestata: i residenti di etnia russa privi di cittadinanza estone non hanno diritto di voto alle elezioni politiche, ma solo alle amministrative. La concessione della cittadinanza estone è vincolata al superamento di un esame linguistico, ritenuto dai russi troppo difficoltoso. Per questa problematica fu interpellata anche l'Unione europea, su richiesta di organizzazioni che sostenevano la tutela dei diritti civili delle minoranze; in seguito alle pressioni delle organizzazioni internazionali l'esame fu reso più semplice. Tuttavia il problema è lontano dall'essere risolto.
Molti slavi di prima generazione o di generazioni successive non sono in grado o non vogliono sostenere la prova di lingua estone. Nonostante ciò essi continuano a risiedere nel paese richiedendo permessi di soggiorno e mantenendo la cittadinanza russa, oppure sono apolidi e in possesso del cosiddetto passaporto grigio (välismaalase pass); condizioni queste che permettono loro l'agio di tornare nella nativa Russia o in altri paesi ex sovietici senza richiedere visti imposti dalle autorità russe. Per le generazioni più giovani il mantenimento della cittadinanza russa rende possibile evitare il dovere di prestare servizio militare in Estonia. Tutte le nuove generazioni che vogliono ottenere la cittadinanza estone sono tenute ad imparare la lingua estone, dal 1991 unica lingua ufficiale.
Nell'aprile 2007 la decisione, presa dal governo estone, di trasferire la statua al soldato dell'Armata rossa, dal centro di Tallinn a un sacrario periferico accese violenti scontri tra minoranza russofona e nazionalisti estoni, presto estesisi alle città con presenza di minoranze russofone. La statua, considerata dai primi un omaggio ai morti per la liberazione dal nazifascismo e dai secondi un simbolo delle sofferenze estoni durante l'occupazione sovietica, è stata comunque spostata.
Attualmente le minoranze etniche provenienti dalle altre ex repubbliche dell'Unione Sovietica, in particolare russi, ucraini e bielorussi vivono soprattutto nel nord-est del Paese (contea di Ida-Virumaa) e nella capitale Tallinn. Il 2% della popolazione ha radici ucraine, mentre l'1% e bielorusso.


Robert Plant - In the Mood

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