domenica 18 ottobre 2026

18 OTTOBRE 2026

 EUROPA PARTE 2115  Stati dell' Europa Parte 2007

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Italiani di Odessa 1

Gli italiani di Odessa sono stati una minoranza etnica un tempo residente a Odessa, città dell'Ucraina meridionale, sul mar Nero.
Gli italiani di Odessa sono menzionati per la prima volta su documenti del Duecento, quando sul territorio della futura Odessa, città dell'Ucraina meridionale sul mar Nero, fu ubicato l'ancoraggio delle navi commerciali genovesi chiamato "Ginestra", chiamato così forse per la pianta di ginestra, molto diffusa nelle steppe del mar Nero.
La nuova affluenza degli italiani nel Sud dell'Ucraina crebbe particolarmente con la fondazione di Odessa nel 1794. Tutto questo fu facilitato del fatto che alla guida dell'appena fondata capitale del bacino del Mar Nero c'era un napoletano di origine spagnola (Giuseppe De Ribas), in carica fino al 1797.
Nel 1797 si contavano a Odessa circa 800 italiani, pari al 10% della popolazione totale: si trattava per lo più di commercianti e marinai napoletani, genovesi e livornesi, a cui poi si aggiunsero artisti e tecnici, artigiani, farmacisti e insegnanti.
Dal 1798 a Odessa erano presenti i consoli di Napoli, della Sardegna e della Corsica. Successivamente il consolato di Sardegna fu trasformato in consolato italiano.
Agli inizi dell'Ottocento la comunità italiana cominciò ad avere un ruolo importante nella vita pubblica e commerciale della città. La lingua italiana iniziò a diffondersi e con il passare del tempo entrò nella sfera delle comunicazioni degli uomini d'affari: signor, ecco, conti, cambiali, assegni, contratti, corrispondenza commerciale, contabilità – tutto era scritto in italiano. Inoltre, il bisogno di conoscere le lingue straniere – tra cui l'italiano – portò all'insegnamento di russo, greco e italiano nella prima scuola di Odessa fondata nel 1800.
All'inizio del XIX secolo la colonia italiana era composta in primo luogo da commercianti, marinai e militari in servizio nell'Armata russa. Principalmente erano napoletani, genovesi e livornesi. Seguirono rappresentanti dell'arte, artigiani, farmacisti e insegnanti di varie materie.


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