venerdì 27 dicembre 2013

27 DICEMBRE 2013

Succedeva nel 1956....
Nasceva la Société Nationale des Chemins de Fer Tunisiens, nota anche con l'acronimo SNCFT, attualmente il gestore delle ferrovie nazionali della Tunisia.
La società è nata con decreto del 27 dicembre 1956 per esercitare, inizialmente, solo la rete nazionale della Tunisia settentrionale. La rete sud, comprendenti le linee di Sfax e quelle per le miniere di fosfati, era gestita dalla Compagnie des phosphates et des chemins de fer de Sfax-Gafsa in base ad una concessione stipulata il 22 maggio 1897 e scaduta il 31 dicembre 1966. Dal 1º gennaio 1967, pertanto, il Governo riprende possesso anche delle linee afferenti alla Tunisia meridionale conservando il diverso scartamento ferroviario.

In Viaggio

Il treno sbuffa con il suo ansare lento. Procede quasi a fatica, inerpicandosi sui binari che sembrano volersi staccare dal suolo... La meta è ancora lontana, il caldo soffocante, nonostante i finestrini siano completamente abbassati. Pochi i passeggeri. Un'anziana donna con una cesta coperta da un panno a sgargianti quadrettoni è seduta immobile, come fosse una statua, fin dalla partenza di molte ore prima.
Due ragazzi sonnecchiano scomposti sui sedili sgangherati.
Un uomo, che tiene in bocca una pipa spenta, guarda fuori dal finestrino con aria desolata.
Una coppia, né giovane né vecchia, siede pochi sedili più in là, da quando sono saliti non si sono scambiati né una parola nè un'occhiata. Ciascuno di loro è perso nei suoi pensieri. Nessun altro è entrato nello scompartimento, nonostante il treno abbia già fatto almeno quattro fermate. La noia e il caldo regnano sovrani. Il paesaggio, anche quello è monotono nella  sua monotonia, una distesa piatta ed assolata, dove dal terreno riarso ogni tanto sbuca un arbusto rinsecchito. Chissà da quanto tempo non piove.
Ecco, lì il tempo perde completamente il suo senso. Non ha dimensione...
A pensarci bene, il senso del tempo si perde uscendo dai confini europei. Perché altrove l'uomo è padrone del suo tempo e non schiavo di esso.
Un'altra fermata delude l'aspettativa di qualche nuovo passeggero nello scompartimento, qualcuno con cui scambiare due parole. Il tentativo di chiacchierare con i presenti è già fallito miseramente in un paio di occasioni. Nessuno di loro parla una lingua comprensibile. Leggere? No. Ascoltare musica in cuffia? No.
Perché perdersi il bello di quel nulla?....


Carlos Santana - Europa

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