I KRU
“E’ una maschera We. Il venditore mi ha spiegato un sacco di cose, ma io ti posso dire solo quello che sono riuscita a capire. La maschera è uno spirito, creato da Dio e donato agli uomini per organizzarsi, proteggersi e divertirsi. E’ una maschera di legno intagliato, che ricorda la testa di una scimmia. Quando rientriamo te la mostro…”
“Tu cosa sai del popolo We?”,
“Poco di più. Sono una popolazione che vive nella regione a cavallo sulla frontiera della Costa d’Avorio con la Liberia. Che sono parte dell’etnia Krou. Circa trecentomila persone. Che dopo il periodo coloniale si sono divisi in Wobé e Gueré. Che la loro organizzazione socio-culturale si basa sul gruppo fondamentale di parentela, dove si raggruppano tutti i discendenti in linea diretta di un antenato comune e conosciuto. Hanno un capo che condivide il suo potere con le maschere che sono un’istituzione tradizionale.”....
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Kru della costa
Stanziati lungo il litorale del Golfo di Guinea e sono considerati dalle altre popolazioni dei bugiardi e prepotenti. Sono da sempre un popolo abile nello sfruttare a proprio vantaggio situazioni che per altri hanno rappresentato mortificazione e sofferenza. All'epoca della colonia, per esempio, seppero porsi come intermediari esclusivi dei portoghesi che battevano le coste del golfo di Guinea alla ricerca di schiavi. Infatti fu attraversando il territorio dei Kru della costa che i colonizzatori poterono accedere facilmente alle ricchezze celate all'interno: avorio, pelli, caucciù e oro. Successivamente, con l'incremento del traffico marittimo, i Kru seppero sfruttare la mancanza di banchine di attracco per le navi, istituendo con le loro piroghe una sorta di navetta per il trasporto di uomini e merci tra la spiaggia e i velieri ormeggiati al largo. Finirono poi per imbarcarsi come equipaggio su quelle stesse navi che trasportavano i loro fratelli di colore verso il Nuovo Mondo, divenendo abili marinai.
Conservano una concezione mitica del mare e di ogni fenomeno a esso collegato. Narrano di orrende creature che hanno nell'acqua dell'oceano il loro habitat: draghi, serpenti, balene e un uomo-pesce la cui visione spaventa a tal punto da provocare naufragi. Al centro delle loro credenze risiede un unico dio, creatore dell'Universo.
Kru della foresta
Inizialmente cacciatori e raccoglitori, si son dedicati attivamente all'agricoltura col sistema itinerante "taglia e brucia". Coltivano intensivamente riso, mais, manioca, banane e ananas, cui si sono aggiunte caffè e cacao. Poiché una simile pratica però comporta il rapido impoverimento del terreno, i Kru della foresta si sono sedentarizzati, sviluppando il commercio dei prodotti agricoli che vengono trasportati sino al mare con il tradizionale mezzo della piroga fluviale, a Tabou, dove vi è il principale mercato.
La caccia ha mantenuto la sua importanza. La ripartizione del bottino dev'essere effettuata nel rispetto dell'ordine gerarchico. La caccia si esegue con le reti, simbolo di unità, di famiglia, oggetti di culto. La rete interviene nelle cerimonie matrimoniali e nelle varie manifestazioni della vita quotidiana: è una specie di talismano che allontana tutte le calamità.
La foresta è al centro mitico dei Kru. Risulta abitata da esseri magici, tra i quali si distinguono soprattutto gli gnomi che vivono in zone inaccessibili.
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