KISSI
I Kissi non sono uniti né socialmente né politicamente.
L'unità base della società è dunque il villaggio che può comprendere da cinquanta fino a duecento persone che possono appartenere da una a tre stirpi. La società è patrilineare e patrilocale ed è il decano della stirpe (gbeo) a detenere l'autorità. Il clan non possiede nessuna realtà territoriale e le leggi che regolano l'esogamia sono estremamente severe. Per comprendere meglio il senso di “stirpe” presso i Kissi bisogna dire che ognuna si definisce con l'esistenza di un divieto totemico comune a tutti i suoi membri.
I Kissi sono quasi esclusivamente dei coltivatori di riso e dedicano circa dieci mesi dell'anno a questa attività. Riescono a produrre nove qualità principali di riso, inondato, secco, primaticcio, tardivo e ognuna richiede un trattamento differente. In generale seminano all'inizio delle piogge, verso aprile-maggio, e raccolgono tra ottobre e gennaio. Comunque la coltura del riso non è molto avanzata tecnologicamente, non usano né vivaio né trapianto né irrigazione artificiale. Dopo la raccolta, negli stessi campi, vengono seminati manioca, arachide, patata, taro. Infine, i Kissi, utilizzano molte parti della palma da olio e, oltre il riso, coltivano varie qualità di ortaggi in particolare pomodori e gombo. La noce di cola e il caffè vengono destinati al commercio e all'esportazione.
La caccia e la pesca vengono considerate attività secondarie, mentre è molto limitato l'allevamento del bestiame a causa della grande diffusione della malattia del sonno. Comunque le specie allevate sono montoni e capre ma non viene utilizzato il loro latte. La coltivazione del cotone permette la tessitura e i tessuti sono spesso tinti con l'indaco.
I Kissi credono in Hala, un dio del cielo che è onnipresente e dispensatore della pioggia, fonte di vita, a cui non dedicano però alcun rito particolare. Molto importante è il culto degli antenati; l'altare della stirpe si trova sempre nella piazza del villaggio e il decano della stirpe è anche il sacerdote del culto.
Le donne possiedono un luogo a parte dove svolgere i loro rituali e questo luogo è unico, a differenza degli altari che sono numerosi quanto le stirpi stesse, ed è generalmente costituito dalla fonte del villaggio. Vengono praticate anche la magia, la stregoneria e pratiche divinatorie legate all'agricoltura.
L'attività artistica preminente è quella scultorea a sfondo religioso, che produce statuette di pietra ritenute antenati risuscitati e quindi, come tali, oggetto di culto e di adorazione.
Abdul Tee Jay - Ro Manke
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