MALI – La presenza militare francese nel paese sarà ridotta il mese prossimo da 2500 a 1600 soldati: lo hanno annunciato il presidente François Holande, sottolineando che “l’essenziale della missione è stato compiuto”. Proprio un anno fa veniva lanciata senza alcun preavviso l’operazione Serval per aiutare Bamako a riprendere il controllo delle regioni settentrionali (Azawad) occupate da gruppi armati tuareg e da jihadisti dal gennaio 2012. Sul piano della sicurezza la situazione è ancora instabile, soprattutto nel capoluogo di Kidal (nord-est).
NIGERIA – Almeno tre vittime e 12 feriti: è il bilancio dell’attacco alla moschea centrale di Kwankwaso, villaggio dello Stato di Kano (nord), attribuito dalle autorità a non meglio identificati uomini armati. Per osservatori e stampa locale la responsabilità dell’assalto è da attribuire a Boko Haram. Si tratta del villaggio nativo del governatore di Kano, Rabiu Musa, il cui padre era presente al momento dell’attacco dal quale è uscito illeso. Poche settimane fa Kwankwaso, con altri quattro governatori, ha lasciato il Partito democratico popolare (Pdp, al potere) per passare al Congresso dei progressisti (Apc, opposizione) assieme a 37 deputati.
SENEGAL – Un finanziamento di 45 milioni di euro, sul periodo 2014-2016, è stato concesso a Dakar nell’ambito della cooperazione bilaterale con Roma: lo ha annunciato il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino nel corso di una visita ufficiale in Senegal tesa a rilanciare i rapporti con il paese dell’Africa occidentale. I fondi sbloccati saranno destinati ai settori dell’agricoltura, dello sviluppo rurale, alla protezione sociale e al sostegno all’imprenditoria locale. Dopo il picco di 93 milioni di euro, raggiunto nel 2012, lo scorso anno gli investimenti diretti italiani in Senegal sono crollati a soli nove milioni.
MADAGASCAR – Mentre procede con l’esame dei vari ricorsi presentati dai due contendenti sul risultato del ballottaggio delle presidenziali dello scorso 20 dicembre, la Corte elettorale speciale (Ces) ha respinto le richieste di squalifica introdotte sia da Hery Rajaonarimampianina che da Jean-Louis Robinson. Il secondo accusa il primo di aver goduto del sostegno aperto del presidente di transizione Andry Rajoelina. La Ces ha argomentato che per lo stesso motivo dovrebbe anche squalificare Robinson, delfino dell’ex capo di stato in esilio Marc Ravalomanana. Secondo alcuni osservatori la decisione della Ces è “più politica che giuridica”. In base ai risultati provvisori l’elezione è stata vinta da Rajaonarimampianina con il 53,30% dei consensi. La Corte elettorale deve proclamare i risultati definitivi entro 15 giorni.
CENTRAFRICA – Si chiama Alleanza delle forze democratiche per la transizione (Afdt) la nuova coalizione creata da forze di opposizione durante gli anni della presidenza di François Bozizé, destituito con un colpo di stato militare lo scorso marzo. L’Afdt raggruppa sette formazioni, tra cui due dei pesi massimi della politica centrafricana: il Movimento di liberazione del popolo centrafricano (Mplc) e il Raggruppamento democratico centrafricano (Rdc). L’obiettivo dichiarato è quello di monitorare il buon andamento della transizione politica in corso a Bangui e il rispetto della scadenza prevista per febbraio 2015.
Lucio Battisti - Il mio Canto libero
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