BURKINA FASO
È una repubblica, ex colonia, ottenne l'indipendenza dalla Francia nel 1960 e divenne Repubblica dell'Alto Volta. Il nome attuale, Burkina Faso, fu istituito il 4 agosto 1984 dal presidente rivoluzionario Thomas Sankara, e significa "la terra degli uomini integri" nella lingua more e nella lingua bamanankan parlate rispettivamente dall'etnia mossi e dell'etnia dioula.
I Burkinabé sono suddivisi in due grandi gruppi etnico-culturali: i Voltaici e i Mande, a cui si aggiungono circa 5 000 Europei.
I Voltaici o Gur, che abbiamo già incontrato in Costa d'Avorio, più numerosi, includono il sottogruppo dei Mossi, circa metà della popolazione. I Bobo occupano la regione sud-occidentale di Bobo-Dioulasso mentre le aree aride del Sahel sono abitate da Tuareg, Peul e Hausa.
MOSSI
La leggenda narra che secondo la tradizione, i Mossi hanno origine dal matrimonio tra una principessa Dagomba e un cacciatore Mandé. Yennenga era una principessa guerriera, figlia di un re Dagomba del nord-est del Ghana. Mentre Yennanga esplorava il suo regno in sella ad un cavallo, smarrì la strada e venne salvata da Rialé, un cacciatore solitario Mandé. I due si sposarono e diedero alla luce il primo autentico Mossi, Ouedraogo, riconosciuto come il padre dei Mossi. I Mossi hanno organizzato la loro società seguendo un processo gerarchico in cui famiglia e Stato sono gli elementi chiave.
La posizione più alta nella società Mossi è quella dell’Imperatore, il quale detiene il potere esecutivo. Il compito dell’Imperatore è quello di governare sull’intera popolazione e di proteggere il regno. Oggi vive a Ouagadougou, la storica e attuale capitale del Burkina Faso. Nonostante le dinamiche politiche del paese siano cambiate, il Mogho Naaba (Imperatore) è tutt’ora riconosciuto dalla sua gente e ha un’autorità sostanziale.
Dopo l’imperatore vengono i nobili, o Nakomse. I Nakomse provengono tutti dalla famiglia dell’Imperatore, siano essi fratelli, sorelle, cugini o altro. Tutti i dignitari del regno devono provenire dalla famiglia imperiale. Ai Nakomse vengono spesso assegnati territori del regno che devono controllare nel nome del Mogho Naaba. Come avveniva nel passato, l’Imperatore necessita del supporto dei suoi Nyon-nyonse (o gnon-gnon-sse) per poter esercitare il proprio potere. I Nyon-nyonse sono coloro che vivevano nella regione del Volta prima della nascita dell’impero Mossi.
I Nyon-nyonse sono nativi della regione del Volta si occupano delle questioni religiose e spirituali. Il loro ruolo serve per legittimare l’autorità dell’Imperatore, senza i quali egli vedrebbe il proprio potere sostanzialmente ridotto. Si dice che i Nyon-nyonse possiedano poteri mistici che permettono agli uomini di mettersi in collegamento con gli antenati. Sono inoltre i proprietari della terra che l’Imperatore governa. I Nyon-nyonse sono spesso temuti dalla gente comune e tendono a vivere secondo uno schema circolare chiuso.
Gli artigiani e i cittadini onorari costituiscono la maggioranza della popolazione e sono tutti sudditi dell’imperatore. Questi due gruppi sono generalmente considerati facenti parte di uno solo, ma a volte sono presenti suddivisioni interne, ciascuna delle quali ha le proprie famiglie dominanti. I Mossi definiscono la propria identità in base ai gruppi, quindi, ad ogni livello, la società Mossi è organizzata in modo gerarchico. Nella vita quotidiana, la gerarchia all’interno della famiglia è la più importante, e il concetto di famiglia è spesso direttamente associato con la nozione di gerarchia.
Quattro sono i valori fondanti e caratteristici di questo gruppo etnico:
Rispetto per gli antenati
Si ritiene che gli antenati si siano elevati ad un livello di esistenza superiore dal quale possono influenzare la vita sulla terra. Possono aiutare o punire i loro discendenti in base al loro comportamento. Gli antenati sono inoltre i giudici che hanno il potere di permettere ai loro discendenti l’ingresso nel "pantheon degli antenati". Se un antenato decide di impedire l’entrata, l’anima del rinnegato è condannata a vagare per l’eternità. I Mossi sono quindi indotti da queste credenze ad avere piena fiducia negli antenati e nella loro terra. Questo atteggiamento di fiducia e devozione è qualcosa che va oltre il simbolismo, è un richiamo alla giustizia suprema.
Terra
La terra, essendo un percorso attraverso il quale un individuo può avere accesso al pantheon, è strettamente legata agli antenati. Anche oggi, questa credenza ha fatto sì che la terra sia uno dei valori più importanti nel pensiero Mossi tanto da aver acquisito una dimensione spirituale. La vita dei Mossi dipende dalla loro terra ed è essenziale per la costruzione della famiglia.
Famiglia
Anche la famiglia è un elemento essenziale della cultura Mossi, che considera la collettività un tuttuno L’individualismo non esiste nella cultura Mossi tradizionale: le azioni e i comportamenti di un individuo sono sempre da ricondurre a quelli della sua famiglia. Bisogna sempre chiedere ad una persona più anziana prima di fare qualsiasi cosa; la famiglia è quindi l’unità minima della cultura Mossi. L’eredità è patrilineare, passa cioè da padre a figlio. Tuttavia, quando un uomo non ha figli, le donne possono acquisire l’eredità dei loro mariti e anche dei loro padri.
Gerarchia
La gerarchia è un concetto fondamentale per i Mossi e pervade la loro cultura. L’organizzazione della famiglia rispecchia quella del regno, il sovrano come il marito e padre; la regina come la moglie e la sua gente, i bambini. Zie e zii hanno anch’essi un ruolo fondamentale nell’educazione e nella crescita dei bambini.
Feste ed eventi tradizionali e culturali
Cerimonie e celebrazioni, ognuna con le sue particolarità, scandiscono la vita dei Mossi. Attraverso feste ed eventi la comunità esprime gioia o sofferenza, o semplicemente adempie agli obblighi morali nei confronti degli antenati.
La corte del Mogho Naaba
La cerimonia di corte del venerdì è incentrata sull’esperienza di oppressione causata dall’apparire del colonialismo. I primi contatti con i colonizzatori costrinsero il re dei Mossi a viaggiare fino al regno Dagomba per aiutare a combattere i nuovi arrivati. In seguito le continue minacce dei colonizzatori costrinse l’imperatore a lasciare una seconda volta la corte per andare in cerca di aiuto. Tuttavia, prima di partire, l’imperatore capì che non si trattava di una vera minaccia e che il suo regno era salvo. Per celebrare questo evento, ancora oggi, ogni venerdì, alla corte dell’imperatore, la vicenda viene ricordata e messa in scena.
Maschere
Le maschere occupano una posizione importante nella cultura Mossi e sono spesso considerate sacre. Fino a poco tempo fa, era proibito fare fotografie o filmati delle maschere, specialmente di quelle cerimoniali.
Ogni famiglia di Nyon-nyonse ha la sua maschera caratteristica che deve essere protetta e preservata. Si ritiene che le maschere abbiano poteri mistici e rappresentino il legame con gli antenati.
Demis Roussos - Rebecca
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