domenica 16 marzo 2014

16 MARZO 2014

Ancora in Sudan....

SUDANESI

I Sudanesi sono una popolazione africana, della quale fanno parte molti clan, alcuni di tipo patriarcale e altri matriarcali, alcuni dei quali stanziati in Sudan ma la maggior parte distribuiti su un vasto territorio dell'Africa settentrionale che va dall'Oceano Atlantico al Mar Rosso e delimitato a nord dal deserto del Sahara e a sud dalla selva del Congo. I ceppi di popolazione presente sono: africani; camiti, l'insieme di popolazioni discendenti da Cam, figlio di Noè, che popolano l'Africa e di cui fanno parte i Berberi, gli Etiopi, gli Egizi, i Cananei e tutte le popolazioni nere; semiti, dagli altri figli di Noè sarebbero discesi altre importanti popolazioni, i Semiti da Sem e gli Europei da Jafet.
Gli africani sudanesi sono una popolazione autoctona che cura molto l'agricoltura alla vanga, nella regione boscosa, principalmente manioca, mais, banana e arachide, nella regione stepposa, sorgo. Poco praticata la caccia e la raccolta di prodotti naturali.
I camiti sudanesi sono nomadi dediti all'allevamento del bestiame, come il cammello, il cavallo, l'asino, i bovini e gli ovini.
In alcune regioni si estrae il minerale di ferro e il fabbro africano ha raggiunto notevole grado di conoscenza e sviluppo, tanto che i suoi prodotti, punte di lancia, machete, pugnali, sciabole, pugnali da lancio, oltre che all'impiego pratico a cui sono destinati, arrivano anche sui mercatini europei come prodotti artistico artigianali.
I semiti sudanesi sono dediti al commercio di petrolio e suoi derivati, di prodotti agricoli come cotone, sesamo, arachidi, gomma arabica, zucchero e bestiame; prodotti alimentari, manufatti, attrezzature meccaniche per la raffinazione e il trasporto, medicinali e sostanze chimiche, tessili e grano.
Gli africani sudanesi fino a non poco tempo addietro usavano ancora negli scambi commerciali bilie di agata, di ambra e di terracotta che sono state trovate anche in antichi sepolcri. Monete di ferro ed oro, battute direttamente dal fabbro. Lo stato attualmente (2005) batte valuta in dinaro sudanese.
Gli africani sudanesi vivono in capanne, chiamate in arabo tuqul. I camiti sudanesi vivono in tende. I semiti sudanesi vivono in case in città. Gli agricoltori prediligono piccoli villaggi, talora molto isolati, mentre le popolazioni artigiane e commerciali si riuniscono in centri popolosi.
Nel 1902, è stata costruita una scuola di grado universitario e l'8 novembre, è stata inaugurata da Lord Kitchener, Governatore Generale del Sudan. Inizialmente la scuola aveva un laboratorio di analisi microbiologiche. Nel 1924 fu inserito l'insegnamento di medicina e nel 1926 di legge, nel 1940 ingegneria e scuola d'arte. Nel 1956, dopo l'indipendenza, il College è diventata Università di Karthum. I sudanesi hanno delle origini religiose tribali risalenti ad epoche preistoriche..
Molto gradito da parte degli africani sudanesi l'uso dei monili nei due sessi: bracciali, collane e anelli per i piedi, orecchini, e anelli di ferro, argento, oro, ottone e rame per i ceti benestanti. Mentre i contadini, si accontentano di materie più semplici come braccialetti di pelo di elefante o di pelle, corteccia, penne.
La passione per gli ornamenti corporei degli africani sudanesi, si vede anche nella pratica di alcune popolazioni dell'interno, come i Nuba, di colorare il corpo con cenere bianca o di renderlo più nero e lucente con olio. Altre popolazioni usano cicatrici corporee ornamentali, l'aguzzare i denti, la perforazione delle narici, del setto nasale, delle labbra e l'inserzione di dischi di legno e cavicchi nelle labbra e nelle orecchie.



Nella cultura africana sudanese si trovano strumenti musicali come i tamburi, di legno in forma di clessidra o di tronco, di cono rovesciato o di coccio in forma di otre, tamburi scavati nel tronco d'albero, campane di ferro a due note, violini ad una corda unica, liuti usati dai Kru e dai Mandingo, flauti di Pan, e vari tipi di trombe ricavate dall'avorio o dalle corna di antilope o di legno, xilofoni chiamati marimba che suonano con molta maestria anche in complessini a quattro voci e raganelle.
In una sorta di classificazione si riconoscono 16 gruppi linguistici, con centinaia di sottogruppi.
Una buona parte delle lingue sudanesi ha affinità strette con il Bantù, altre si avvicinano al camitico, e per ipotesi, si considera il nilotico come una forma intermedia fra le due.


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