Da poco abbiamo parlato della Tanzania, della sua storia, dell'attuale situazione socio-politica e delle sue contraddizioni.... Non delle sue etnie...
La distribuzione della popolazione è molto eterogenea, con densità variabili da 1 persona per chilometro quadrato nelle regioni aride, a 51 per chilometro quadrato sugli altopiani umidi, fino ai 134 per chilometro quadrato dell'isola di Zanzibar. Quasi l'80 per cento della popolazione è rurale. Dar es Salaam è la più grande città ed è la capitale commerciale; Dodoma, che si trova nel centro della Tanzania è sede del Parlamento e (almeno ufficialmente) la capitale amministrativa.
La popolazione è costituita da più di 120 differenti etnie, di cui i Sukuma, i Nyamwezi, gli Hehe-Bena, i Gogo, gli Haya, i Makonde, i Chagga e i Nyakyusa composti da almeno 1 milione di persone. Altri gruppi minoritari comprendono Pare, Shambaa (o Shambala) e Ngoni. La maggior parte dei Tanzaniani, tra cui ad esempio i grandi gruppi etnici dei Sukuma e dei Nyamwezi, sono popoli bantu (almeno dal punto di vista linguistico). Tra i popoli nilotici si includono i nomadi Maasai.
La popolazione comprende anche Arabi, Indiani, Pakistani, e piccole comunità europee e cinesi.
SUKUMA
La regione d'origine dei Sukuma, chiamata Usukuma, è l'area a sudest del Lago Vittoria, nella parte della Tanzania più settentrionale e più vicina all'equatore.
I Sukuma appartengono a un gruppo di etnie fortemente correlate, che include anche Kimbu, Konongo, Nyamwesi e Sumbwa. Questi gruppi si riferiscono a sé stessi genericamente come "Nyamwesi" ("Wanyamwesi"); i nomi specifici hanno lo scopo di distinguere i vari gruppi. "Sukuma", in particolare, significa "del nord". A loro volta, i Sukuma sono suddivisi in due sottogruppi noti come Kinakio, nella parte settentrionale di Usukuma, e Kisomao, a sud.
La lingua sukuma o nsukuma è una lingua bantu, classificata dai linguisti nel gruppo sukuma-nyamwesi; la maggior parte dei Sukuma parla anche swahili.
La religione tradizionale sukuma sopravvive soprattutto nelle campagne, anche se in molti casi è stata soppiantata dall'islam, penetrato nella regione al tempo dei commerci con Zanzibar, o dal Cristianesimo, portato dai missionari europei e dal governo coloniale. Come altre culture africane, i Sukuma onorano tanto un dio supremo, creatore dell'universo, che gli spiriti dei propri antenati illustri. Presso i Sukuma è usuale che vengano rivolte preghiere direttamente al dio creatore, che in altre religioni africane viene considerato troppo lontano dagli uomini per interessarsi della loro sorte. Il dio dei Sukuma viene identificato con diversi nomi, Lyuba, Liwelelo, Lubangwe o Seba, molti dei quali alludono a un paragone fra dio e il sole. La preghiera è un rito che viene svolto collettivamente dalla famiglia, nell'ambiente domestico.
Il culto degli antenati ha una ritualità distinta; ci sono preghiere specifiche e si fanno particolari offerte, per esempio dilwanga, una birra di miglio, che simboleggia la preservazione della tecnica distillatoria degli antenati, e sterco di vacca, che simboleggia la ricchezza della famiglia che possiede molti capi di bestiame.
Gli intermediari fra gli uomini e i poteri magici e soprannaturali di dio e degli antenati sono una casta di guaritori noti come nfumu; questi vengono consultati, per esempio, quando un bambino è malato. I rimedi dei nfumu riguardano in genere specifiche offerte da rivolgersi agli antenati, o l'uso di determinati amuleti. Uno degli amuleti più importanti è il lupingu, una collana di perline con un pendaglio centrale realizzato da un guscio di conchiglia.
In seguito alle profonde modifiche avvenute nella società tanzaniana in tempi recenti, e in particolare all'abbandono del socialismo agricolo dell'ujamaa, molti Sukuma si sono trasferiti in città, mescolandosi con altri gruppi etnici, linguistici e culturali. Di conseguenza, la cultura tradizionale sukuma viene oggi percepita come un'eredità in pericolo e che va difesa.
Nella cultura sukuma la musica e soprattutto la danza svolgono un ruolo fondamentale. In tutte le comunità, il periodo da giugno ad agosto, mesi in cui il lavoro nei campi si ferma, è dedicato alle gare di danza; queste sono tanto più sfarzose quanto più abbondante è stato il raccolto. I festival di danza più importanti si tengono nelle festività di Saba-Saba, il 7 luglio, e Nane-Nane, 8 agosto.
In queste competizioni sono particolarmente apprezzati i gruppi di danzatori che sanno combinare il rispetto con la tradizione e l'innovazione. I danzatori partecipano alle competizioni in gruppi; il leader in genere si prepara all'evento chiedendo al suonfumu amuleti e medicine propiziatorie, come la samba.
Enigma - Mea Culpa
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