MASAI
I masai parlano il "maa", da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di popoli nilotici quali i Pokot, i Dinka ed i Nuer. I Masai sono il popolo nilotico che, in Africa, vive più a meridione.
Oggi sono divisi in dodici clan (Keekonyokie, Damat, Purko, Wuasinkishu, Siria, Laitayiok, Loitai, Kisonko, Matapato, Dalalekutuk, Loodokolani e Kaputiei), anche se esistono clan minori o sottoclan.
I Masai sono tradizionalmente pastori, e la loro cultura gravita attorno alla cura del bestiame.
I Masai hanno una struttura patriarcale, e gli anziani hanno potere decisivo quasi assoluto per quanto riguarda gli affari comunitari. Il consiglio degli anziani è anche chiamato a dare giudizi legali qualora due o più contendenti non siano d’accordo su come applicare le leggi orali. Non esiste la punizione capitale, ma pene severe possono essere comminate ad assassini e a coloro che gravemente mancano di rispetto agli anziani. Nei casi più semplici, una richiesta di scuse, un pagamento di una multa in bestiame, sono sufficienti a porre fine ad un caso giuridico.
Nel caso di assassinio, se si provano la colpevolezza e la mancanza di attenuanti, il colpevole dovrà pagare una multa e può essere condannato a non passare sulle terre del clan della vittima. In caso contrario, chiunque della famiglia della vittima potrebbe ucciderlo senza essere considerato colpevole. Tale punizione può essere troppo difficile da sopportare e spingere il reo a lasciare la sua zona di residenza. In questo caso, sarà sempre trattato da straniero dovunque andrà a stabilirsi, con una notevole caduta sul piano sociale e perdita di autorevolezza nel consiglio degli anziani.
Gli anziani decidono quando iniziare un nuovo gruppo di iniziazione, che dà vita ad un nuovo gruppo di età. Essi sceglieranno chi sarà ammesso alla prima e alla seconda chiamata. A loro è affidato il compito di decidere i vari ruoli degli iniziati. Alcuni di questi, ad esempio l’oloibon, il sacerdote, dureranno tutta la vita. Tutti i passaggi di età – iniziato, moran, guerriero, giovane anziano, anziano – verranno scanditi da una preparazione segreta, da rituali specifici, che spesso richiedono la costruzione di un recinto particolare, manyatta, diverso dalla normale casa, enkang.Altri rituali riguardano la nascita e la morte. Le donne hanno anch’esse un sistema di iniziazione parallelo a quello maschile fino al matrimonio. Dopo il matrimonio, la donna partecipa ai rituali di passaggio del marito. Rituali particolari vengono decisi per la richiesta della pioggia e nel caso di infertilità femminile.
I Masai sono monoteisti e credono in Enkai, dio che si rivela con colori diversi a seconda dell’umore. Dio è nero, narok, quando è bonario, rosso, nanyokie, quando è irritato. La vera natura di dio è difficile da capire, ma si sa che dio è soprattutto parnumin, il Dio di tanti colori, e cioè una realtà complessa. Dio ama gli esseri umani e li aiuta in caso di bisogno. In questo, dio è aiutato da una serie di esseri spirituali, alcuni dei quali sono da lui mandati a seguire le vicende umane.
La persona incaricata dal sacro è l’Oloibon. Questi conosce i rituali ed è in grado di funzionare da medium verso Dio, ma anche di portare il messaggio di Dio alla gente. L’Oloibon ha una funzione sacrale. Il suo ruolo sociale dipende dall’influenza personale e non dal suo essere dedicato al sacro.
Spesso le donne hanno un ruolo sacrale. In molte famiglie, la donna è la prima ad alzarsi e benedirà il recinto della casa ai quattro lati geografici con acqua posta in una zucchetta e sparsa con un rametto di oseki, un albero sacro. La maggioranza dei Masai è oggi cristiana, o vicina al cristianesimo.
Mentre nel passato le abitazioni erano fatte per resistere poco tempo, negli ultimi due secoli i Masai hanno dato vita ad una casa, enkang, abbastanza standardizzata. L’enkang tradizionale prevede un recinto spinoso all'esterno per proteggersi dagli animali selvatici, e un recinto spinoso all’interno per accogliere il bestiame alla sera. Nel secondo recinto vi sarà anche un reparto separato per vitelli e agnelli.
La prima casa sulla destra dell’entrata principale sarà la casa del capo famiglia, la seguente quella della prima moglie. La prima casa sulla sinistra sarà quella della seconda moglie, se presente. A seguire sono le casette per i bambini e le bambine. I figli vivono con la madre fino a circa 5 anni di età, dopo dormono da soli. L’uomo dorme da solo e visiterà la moglie quando necessario.
Le singole case sono fatte con sterco mescolato a fango e posto su di una struttura di rami flessibili. La forma è ovale con l’entrata bassa verso il punto di minor larghezza. All’interno la casa è divisa in tre sezioni. Al centro un focolare dove cucinare, ad un capo il letto dell’occupante, dall’altro lato il letto per i bambini o un piccolo ripostiglio. L’altezza massima della casa è di circa 1,5 metri.
Tale tipo di costruzione sta ormai sparendo, lasciando il posto a costruzioni stabili in pietra o in laminati metallici.
John Newman - Love me again
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