KAMBA
I Kamba sono un gruppo etno-linguistico di ceppo Bantu dell'Africa orientale, diffuso prevalentemente nelle regioni semi-aride della Provincia Orientale del Kenya e in parte in Tanzania. La lingua dei Kamba è il kikamba. In kikamba, i Kamba si chiamano Akamba. Il nome stesso "Kenya" deriva dalla parola kikamba kiinyaa, "terra degli struzzi".
La popolazione Kamba, pur dispersa su un territorio molto vasto, circa 45.000 km², mantiene una forte coesione interna attraverso una struttura sociale basata su un sistema di classi d'età, un sistema clanico ed un sistema territoriale.
Il ciclo della vita kamba è suddiviso in classi d'età che non dipendono strettamente dall'età anagrafica ma dai riti di passaggio che sanciscono lo status sociale di ogni individuo. Le classi d'età costituiscono dei gruppi corporativi che comprendono tutti i membri della società iniziati nello stesso periodo. Gli individui raggruppati in base a criteri d'età possono appartenere anche a gruppi di discendenza e gruppi territoriali differenti. L'appartenenza ad una classe d’età implica specifici rapporti sociali, culturali e di solidarietà verso i membri della propria classe e anche verso gli individui esterni.
Prima di nascere, e nei giorni successivi al parto, un kamba è chiamato kiimu, ovvero spirito ancestrale. Il distacco dal mondo degli spiriti avviene pochi giorni dopo la nascita attraverso una cerimonia, durante la quale il padre del neonato, scegliendo e pronunciando per la prima volta il nome del figlio, sancisce l'entrata del bambino nel mondo umano e sociale. L'attribuzione del nome è un aspetto importante della cultura kamba. Nomi comuni per i bambini sono Musumbi, "re", e Muthoki o Nthoki, "il lungamente atteso". Altri nomi vengono assegnati in base alle circostanze della nascita; per esempio, le bambine nate di notte vengono spesso chiamate Nduku, e i bambini nati di notte Mutuku. I bambini nati nei giorni di pioggia sono spesso chiamati Mumbua, le femmine, o Wambua, i maschi. In altri casi, il nome viene scelto in onore di un antenato, vivo o defunto. Il nuovo membro della comunità è denominato prima kaana, bambino da svezzare, e successivamente kinisi, incirconciso. Il bambino diventerà un uomo attraverso tre cerimonie d’iniziazione incentrate sul rituale della circoncisione. Queste cerimonie sono accompagnate da prove di coraggio e di destrezza che condurranno gli iniziati a condividere conoscenze segrete a cui prima non avevano accesso. Il bambino diventerà prima kamwana, circonciso, poi mwanake, guerriero, con l’obbligo di occuparsi della manutenzione e della sicurezza del villaggio, ed infine nthele, uomo sposato con figli.
Le due classi d’età successive e maggiori sono rappresentate dagli atumia ma nzama, uomini del consiglio degli anziani, e dagli atumia ma ithembo, custodi dei luoghi sacri. I primi si occupano dell’amministrazione della giustizia, della sistemazione delle contese per omicidio o per debito; ovvero debiti contratti con il mancato pagamento o la mancata restituzione della ricchezza della sposa: un quantitativo, fissato dal consiglio degli anziani, di bovini e capre pagate dalla famiglia del marito per legalizzare le transazioni matrimoniali e acquisire i diritti sulla fertilità e sulla prole della donna. Gli atumia ma nzama esercitano una legge basata sulla compensazione e non sulla punizione. Le riunioni del consiglio degli anziani hanno luogo sotto l’albero centrale del villaggio, luogo di discussione e di condivisione delle idee ma anche di aggregazione sociale, di trasmissione intergenerazionale delle conoscenze tradizionali e di ricreazione e svago. I custodi dei luoghi sacri esercitano, invece, le funzioni sacerdotali e si occupano delle cerimonie sacrificali. Le classi d’età superiori sono legate allo svolgimento delle funzioni sociali più importanti, ovvero funzioni politiche, amministrative e religiose. Sono soprattutto gli anziani a ricoprire questi ruoli preminenti e prestigiosi nella comunità kamba. Il sistema sociale kamba è, infatti, una gerontocrazia incentrata sull’estremo rispetto e sulla totale obbedienza agli anziani.
I Kamba sono suddivisi in 25 clan totemici patrilineari, mbai, ulteriormente divisi in muvia, ovvero famiglie estese congiunte che comprendono tre o quattro generazioni. I principali clan kamba sono quelli degli Ulu, dei Kikumbuliu o Kibwezi, dei Kitui e dei Musoni. I membri di un clan condividono un totem comune, un animale sacro, rispettato come un membro del clan, protetto dall’assoluto divieto di uccisione e da un tabu alimentare. Nelle aree rurali è idea comune che i membri dello stesso clan condividano il temperamento e le peculiarità caratteriali del totem, ma i Kamba che risiedono nelle zone urbane ignorano oggigiorno persino il nome del proprio totem.
I clan sono esogamici, caratterizzati quindi dalla proibizione di intrattenere relazioni sessuali e matrimoniali tra i membri del gruppo; vige persino il divieto di danzare insieme, dato che la danza è considerata un preliminare al rapporto sessuale. Oltre ai tabu alimentari e sessuali, i membri dello stesso clan condividono anche obblighi di aiuto e protezione reciproca in guerra e nelle dispute con altri clan, soprattutto nelle contese provocate da un omicidio. In questi casi il clan che ha subito la perdita ha l’obbligo di vendicare l’omicidio istituendo una vendetta di sangue, la pratica comune però consiste nell’affidarsi alla mediazione del consiglio degli anziani, che si occupa della composizione delle dispute attraverso i rituali di purificazione e il pagamento della ricchezza di sangue, ovvero cedendo un numero variabile di capi di bestiame alla famiglia che ha subito la perdita.
L’unità territoriale minore kamba è il musyi, fattoria, che è la residenza della famiglia congiunta, in cui vige il potere assoluto del capofamiglia che è responsabile del sostentamento e della protezione dei propri familiari. Ogni musyi possiede dei diritti di coltivazione, ngiundu, e di pascolo, kimese, su un determinato territorio, questi diritti e terreni sono ereditati dalle mogli dell'uomo e possono essere venduti o affittati ad altri kamba.
I misyi si aggregano, basandosi sul principio della prossimità territoriale, in unità superiori, gli utui, che possono essere composti anche da famiglie di clan differenti. Il vivalo è l’unità territoriale maggiore e raggruppa gli utui confinanti in un’unica unità politica, mantenendo la coesione interna con alleanze matrimoniali e con l’obbligo di riunirsi durante le guerre intraprese contro sezioni territoriali avversarie.
Prima della diffusione del cristianesimo per opera dei Seventh Day Adventists e della African Inland Mission, i Kamba possedevano un culto ben sviluppato ed incentrato su un essere extraumano, superiore, amorfo e non personificato, ngai,mulungu o mumbi, e sugli spiriti ancestrali, aimu.
Questi ultimi con il nome di kiu, ombra, o ngoo, vita, rappresentavano gli spiriti che accompagnavano durante tutto l’arco della vita i Kamba e che, quando li abbandonavano, procuravano loro il decesso diventando spiriti della morte. Gli aimu, inoltre, ricoprivano il ruolo di spirito-marito; ogni donna kamba possedeva, oltre ad un marito in carne ed ossa, anche un marito spirituale, che era responsabile della sua fertilità e del concepimento. Le offerte di cibo, kithanguna, erano un elemento essenziale del sistema magico-religioso kamba. Essi allestivano cerimonie sacrificali per placare gli spiriti dopo un periodo di malattia o di sfortuna intensa o per ingraziarsi gli aimu ed ottenere dei favori in cambio di offerte sacrificali. Si offrivano bovini, ad esempio, durante le cerimonie di purificazione, per placare l’ira dello spirito di un defunto morto in seguito ad un omicidio, oppure si offrivano caprini allo spirito-marito per rendere gravida una donna.
Queste cerimonie sacrificali erano organizzate dagli atumia ma ithembo ma erano praticate dal mundu mue, indovino-sacerdote, il quale, attraverso le tecniche di divinazione, decideva quali riti praticare e quali formule rituali utilizzare a seconda del torto da riparare o del favore da ottenere.
Ancora oggi, i Kamba conservano l’abitudine di deporre piccole quantità di cibo in un angolo della casa da offrire allo spirito protettore e ricorrono all’uso di pozioni preparate dal mundu mue locale anche per curare malattie gravi come il cancro o per riuscire a trovare un lavoro o un compagno.
KALENJIN
In realtà, i Kalenjin non formano un vero e proprio gruppo omogeneo. Questi piccoli gruppi etnici sono stati accorpati al tempo della colonia considerando la continuità geografica delle terre da loro abitate e una certa omogeinità di lingua nilotica e storia. I gruppi che formano i kalenjin sono: Elgeyo, Endorois, Kipsigis,
Marakwet, Nandi, Sabaot, Terik, Tugen.
Nel passato, a questa lista, venivano aggiunti i pokot, che però rifiutano di essere considerati kalenjin. Il governo del Kenya ha spesso accorpato i pokot per soli scopi politici.
Vari gruppi politici sostengono l'idea dei Kalenjin come membri di uno stesso popolo e parlanti tutti un dialetto del gruppo Nandi. Questa campagna viene portata avanti, ufficialmente, per dare una voce più forte ai vari sottogruppi. In realtà, la mira politica è quella di creare una zona libera da altre etnie e di permettere a vari potentati economici di avere libertà nello sfruttamento economico delle risorse dei distretti abitati dai kalenjin. Le recenti pulizie etniche della regione ne sono un esempio.
La società kalenjin è variegata, presentando tipologie molto diverse tra loro. Questo sta però cambiando. Il passaggio sempre più marcato da un'economia pastorale a quella agricola, l'omogeneizzazione di varie strutture sociali, dall’iniziazione al matrimonio, e la più forte partecipazione alla vita della nazione, uso dell'inglese e dello swahili, stanno facendo scomparire i tratti di più forte differenziazione tra i vari gruppi kalenjin. Un altro fattore unificatore è la religione. Nel passato, tutti i kalenjin erano monoteisti e pregavano il dio Assis. Assis era il creatore. Il nome assis vuol dire anche sole, e molti hanno creduto che i kalenjin adorassero l’astro solare. Il sole va invece visto come il simbolo della potenza di Dio, così come altri popoli hanno da sempre identificato Dio, persona, con i cieli, luogo dove abiterebbe. Oggi i kalenjin sono in maggior parte cristiani e questa nuova identità crea un nuovo legame tra i diversi gruppi.
Procol Harum - Conquistador
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