sabato 29 novembre 2014

3 NOVEMBRE 2014

Oggi giochiamo... E' un bel pomeriggio di sole e un nutrito gruppo di ragazzini fra i dieci e i dodici anni passa al compound. Arrivano tutti i giorni, si fermano un po', cerchiamo di chiacchierare, più con i gesti che con le parole, e poi se ne vanno di solito. Oggi, no... Si fermano più a lungo.
Sono i ragazzi della foresta, quelli che non vanno nemmeno a scuola perché le loro famiglie sono troppo povere... Sono almeno otto. Mi viene un'idea. Perché non fare un gioco insieme? Così tanto per fare amicizia. In fondo, sono io nel loro territorio e devo cercare di avvicinarmi. Si. Ho trovato. Giochiamo alla settimana. Ve lo ricordate quel gioco che si faceva una volta (prima dell'avvento dei cellulari a manetta)? Disegni per terra delle caselle in sequenza (fino a sette, che rappresenta la domenica), poi inizi a tirare un sasso senza sfiorare il perimetro della casella, saltelli su un piede avanti e indietro cercando di recuperare il sasso senza appoggiare il piede sollevato a terra. Il primo che finisce vince.



Cerco di spiegarlo ai ragazzi, ma loro (come sempre) parlano solo Zande. Ok, non mi viene in mente niente se non disegnare la "settimana" e iniziare a giocare. Una volta mostrato come si fa loro partono e sono bravissimi. Vorrebbero che giocassi con loro, ma preferisco fare da arbitro (non ce la potrei fare)... Andiamo avanti per qualche ora, Finchè tutti finiscono e ci sono i tre vincitori. Non pensavo si fossero divertiti così tanto, ma nei due giorni a seguire sono tornati per rifare il gioco. Ridisegnando loro stessi la settimana, che le piogge avevano nel frattempo cancellato e scambiando qualche parola, tipo "Rimo Ro Ngada?" (Come ti chiami?), oppure "Gara Rowai" (Quanti anni hai?), e naturalmente, il saluto fra noi è "Ciao"...

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