lunedì 15 dicembre 2014

15 DICEMBRE 2014

Terminato un racconto eccone un altro, per le serate davanti al camino che arde... beh si fa per dire non prendetemi alla lettera... Però in questo periodo è una bella immagine....


UN TEMPO LONTANO

“L’anziana signora aveva subito catalogato le persone che gremivano la sala al piano nobile dell’antico palazzo veneziano: un branco di sciacalli che si contendeva avidamente il ricco patrimonio di tappeti, arazzi, mobili, argenti, cristalli, quadri e porcellane appartenuti alla famiglia Rangoni. La vendita all'asta era incominciata tre giorni prima e si sarebbe conclusa quella sera”.
Il suo sguardo correva per la grande sala pieno di tristezza. Si fermò su un quadro. Una grande tela che aveva dipinto moltissimi anni prima un amico di famiglia, divenuto poi un famoso pittore. I suoi grandi occhi azzurri si persero nella scena del quadro e riportarono alla memoria immagini di un tempo schiacciate sotto quintali di dolore. Nella mente dell’anziana le figure ritratte presero vita. Era una giornata di sole di un lontano settembre. Giorno di vendemmia. Grandi ceste con i magnifici grappoli di uva bianca nell'aia e i lavoranti intenti a predisporli nei tini, dove altri li pigiavano e sullo sfondo la grande cascina. Lei ricordava quel giorno, aveva da poco compiuto diciotto anni, era giovane e bella. Aveva un gran voglia di vivere, perché in quei giorni era molto felice. Rivide i volti di suo padre, di sua madre, dei suoi tre fratelli e di tutti quelli che erano intervenuti. Era un giorno particolare, si festeggiava la fine del raccolto. Di un’annata speciale. Suo padre continuava a dire che il vino sarebbe stato nettare. La sua mente focalizzò un volto, in particolare, in quella ridda di emozioni che emergevano. Quello di Francesco, il ragazzo che amava. Era un amore corrisposto ma non dichiarato. Cercavano ogni scusa possibile per sedere vicini e parlare di tante cose. Ma per timidezza non riuscivano mai a dirsi ciò che provavano. Qualcuno nella sala del palazzo veneziano notò sul volto della signora un’espressione che si era fatta più dolce e serena, ma lei non se ne accorse, così intenta com'era nei suoi pensieri. Rivedeva Francesco e si sentiva bene. Lo aveva amato così tanto! Nei suoi ricordi apparve il pittore, mentre un po’ in disparte ritraeva la scena che appariva sul quadro. E quel giorno era stato una pietra miliare nella sua vita. Mentre sistemavano i grappoli d’uva le loro mani si sfiorarono e lei avvertì ancora il brivido che le percorse la schiena. Era il 1938 ed allora bastava poco ad una timida ragazza di campagna per emozionarsi. La gioia era stata leggere negli occhi di lui la stessa emozione. Ma solo più tardi, quando scesero nelle cantine a riporre le ceste e si trovarono completamente soli, lui le prese la mano e l’avvicinò in un abbraccio pieno di calore. E accarezzandola dolcemente la baciò con passione. Lei era confusa ed emozionata, non capiva più niente. Rossa in viso e con il cuore che le scoppiava tornò sull'aia. Non potevano stare a lungo fuori dalla vista dei genitori di lei. Quel preludio d’amore aveva scatenato la sua fantasia. Passò giorni a pensare e ripensare a quando l’avrebbe rivisto. L’occasione arrivò il mese successivo, quando si assaggiava il vino delle vendemmie degli anni precedenti che sarebbe stato messo alla vendita dopo Natale. Francesco sarebbe rimasto alla cascina per tre giorni. Furono giorni d’amore e di passione, che trasformarono la bambina in una donna sempre più innamorata....

Continua....


Lucio Battisti - Due Mondi




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