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Arrivò in aeroporto.
Sistemò i bagagli, e all'imbarco ebbe un attimo di
panico: non trovava i documenti. Iniziò a ripercorre tutto ciò che aveva fatto durante i preparativi... Aprì il bagaglio a mano e li trovò.
Finalmente, si imbarcò e andò a sedersi. Di nuovo, il tempo sembrava scorrere con troppa lentezza,
chiese l’ora al suo vicino almeno cinque volte,
prima che l’aereo decollasse. Dopo un paio di ore, Elena toccò il suolo tedesco. All'ansia si era aggiunta
l’emozione. Ora si sentiva spaurita ed inadeguata.
Raggiunse l’elegante albergo, anche un pochino fuori della sua portata, ma era quello in cui avrebbe soggiornato Luca. La sua camera dava su Alexander Platz, Rimase a guardare giù in strada come una scolaretta, affascinata da tutto ciò che vedeva. Non era il primo viaggio all'estero che faceva, ma sicuramente il più importante. Si sistemò nella stanza. Si cambiò per il pranzo che avrebbe fatto in compagnia di una collega tedesca. Scese nella sala da pranzo; seduti ai loro tavoli vi erano nomi illustri, ma era troppo occupata a cercare Luca per accorgersene. Lo scorse quasi infondo alla sala, al tavolo di fianco a quello della collega tedesca. “Dio è semplicemente strepitoso!” pensò lei, con la mente straripante di pensieri... Per tutta la durata del pranzo Luca aveva tenuto gli occhi in direzione del loro tavolo. Dopo il caffè, si avvicinò accennando ad una foto spedita da Beatrice a sua zia. Elena confermò che Beatrice era sua zia e la foto doveva essere la sua. La collega lo invitò a sedersi. Superate le presentazioni e le frasi di circostanza, la conversazione si spostò sul congresso. I due parlarono ininterrottamente, quasi si fossero dimenticati della sua presenza, poi, decisero di andare insieme presso un certo ente locale. E lei? Laconicamente rispose: “Bene. Allora vi lascio ai vostri progetti. Arrivederci Luca”. Si allontanò con una strana sensazione di vuoto, come se all'improvviso, nella sua mente si fosse liquefatto ogni pensiero e fosse defluito chissà dove. Le sembrava di non aver più nulla. Perché?
Raggiunse l’elegante albergo, anche un pochino fuori della sua portata, ma era quello in cui avrebbe soggiornato Luca. La sua camera dava su Alexander Platz, Rimase a guardare giù in strada come una scolaretta, affascinata da tutto ciò che vedeva. Non era il primo viaggio all'estero che faceva, ma sicuramente il più importante. Si sistemò nella stanza. Si cambiò per il pranzo che avrebbe fatto in compagnia di una collega tedesca. Scese nella sala da pranzo; seduti ai loro tavoli vi erano nomi illustri, ma era troppo occupata a cercare Luca per accorgersene. Lo scorse quasi infondo alla sala, al tavolo di fianco a quello della collega tedesca. “Dio è semplicemente strepitoso!” pensò lei, con la mente straripante di pensieri... Per tutta la durata del pranzo Luca aveva tenuto gli occhi in direzione del loro tavolo. Dopo il caffè, si avvicinò accennando ad una foto spedita da Beatrice a sua zia. Elena confermò che Beatrice era sua zia e la foto doveva essere la sua. La collega lo invitò a sedersi. Superate le presentazioni e le frasi di circostanza, la conversazione si spostò sul congresso. I due parlarono ininterrottamente, quasi si fossero dimenticati della sua presenza, poi, decisero di andare insieme presso un certo ente locale. E lei? Laconicamente rispose: “Bene. Allora vi lascio ai vostri progetti. Arrivederci Luca”. Si allontanò con una strana sensazione di vuoto, come se all'improvviso, nella sua mente si fosse liquefatto ogni pensiero e fosse defluito chissà dove. Le sembrava di non aver più nulla. Perché?
Un dolore cupo e sordo
le si stava insinuando nello stomaco; non riusciva a capirne la ragione.
Più tardi, la collega tedesca la informò che avrebbero cenato con Luca da Maxime; stavano stringendo amicizia e si sentivano molto affini, così volevano aumentare le occasioni per trascorrere del tempo insieme, e avere modo di parlare di un progetto di lavoro che interessava entrambe. Tutto si stava complicando. La cena trascorse per lei nella noia più assoluta. Tornarono in albergo verso mezzanotte e Luca le invitò a bere qualcosa.
Elena li seguì, ormai soggiogata dalle circostanze. Si versarono un drink e la conversazione riprese su temi personali. Luca non si era mai sposato e nemmeno ci pensava, stava bene così..
Più tardi, la collega tedesca la informò che avrebbero cenato con Luca da Maxime; stavano stringendo amicizia e si sentivano molto affini, così volevano aumentare le occasioni per trascorrere del tempo insieme, e avere modo di parlare di un progetto di lavoro che interessava entrambe. Tutto si stava complicando. La cena trascorse per lei nella noia più assoluta. Tornarono in albergo verso mezzanotte e Luca le invitò a bere qualcosa.
Elena li seguì, ormai soggiogata dalle circostanze. Si versarono un drink e la conversazione riprese su temi personali. Luca non si era mai sposato e nemmeno ci pensava, stava bene così..
“Cioè?” disse lei quasi senza voce, “Tutte e nessuna! Se fossi uno che
idealizza le persone, direi che la donna ideale per me potrebbe essere Gitte. Gliene ho parlato questo pomeriggio
.... E' intelligente, sensibile, generosa. Purtroppo, non è quella che amo... Contraddittorio vero? Non sempre si ha fortuna... Quella che amo non è il mio ideale, con lei odio e amore si alternano...”.
Ad Elena una cosa fu chiara: il principe azzurro è quello che fa sorridere una donna anche quando tutto va storto e che la fiaba gliela fa vivere tutti i giorni, in una piccola stanza con un caffè bollente accompagnato da un bacio ancora più caldo...
Un pensiero folgorò la sua mente. Ripensò ad un ragazzo che le aveva offerto il suo cuore. Ripensò a lui ed alla tenerezza di cui era capace...
Si rese conto, non in un lampo come succede nei film, di aver sprecato un amore che avrebbe valso la pena davvero.... Comprese tante cose, soprattutto che non sarebbe più stato possibile niente. Per come erano andate le cose, per come lei aveva agito, per come lui aveva reagito...
Sapeva di avere una sola scusante, la buonafede. Era stata superficiale, ma mai cattiva.
Ripensò al motivo per cui era andata a Berlino ed a ciò che si aspettava di trovare.
Ciò che aveva trovato era qualcosa di inaspettato....
Aveva cercato l'amore per tutta la vita e quando lo aveva trovato non lo aveva riconosciuto....
"Hai capito ora?" le chiese lui con dolcezza.
Ciò che aveva trovato era qualcosa di inaspettato....
Aveva cercato l'amore per tutta la vita e quando lo aveva trovato non lo aveva riconosciuto....
"Hai capito ora?" le chiese lui con dolcezza.
Le Cirque du Soleil - Alegria
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