Già, aveva giusto sette giorni per trovare un espediente per allontanare la zia da casa, far si che si trattenesse il tempo necessario per poter frugare nel cofanetto. D’altronde non aveva altro modo per ottenere informazioni di Luca! E si sa, il fine giustifica i mezzi. Passarono i giorni, ma il modo non lo trovò. Passarono i mesi e l’interesse per Luca era sempre lì, sempre uguale, ma senza sbocco. Fantasticava, passava ore a sognare ad occhi aperti la sua storia d’amore con lui, ogni tanto le capitava di pensare: “E se poi, lui non fosse così?”.
Luca era il figlio di un carissimo amico della zia, con cui, per una serie di circostanze, si sentivano di rado, anzi per la verità, notizie di lui le aveva da sua sorella Liliana.
Lei stava facendo tutto da sola, lui non le aveva fatto proprio niente; solo la fervida immaginazione di Elena poteva dar vita ad una storia d’amore così stravagante, e lei, quel che è peggio, se ne rendeva conto, ma non riusciva a rassegnarsi e rinunciare a quell'amore quasi impossibile.
Gli anni dell’università smorzarono un po’ questo strano sentimento che Elena provava. Razionalmente, si diceva che doveva smetterla. In effetti, per qualche tempo, con grande sforzo di volontà, riusciva ad evitare qualunque pensiero che la portasse verso Luca, ma poi ci ricascava. Infine, si convinse che doveva impegnarsi sul serio in qualcosa, qualunque cosa, così l’avrebbe smessa, una volta per tutte, di vivere la vita nei suoi sogni ad occhi aperti, anche se si trattava della più bella storia d’amore di cui si fosse mai sentito parlare. Oltretutto, la loro storia diventava mille storie, perché lei ne inventava sempre di nuove!
Ogni giovedì continuava ad andare dalla zia, con il cuore in gola, per l’ansia di scoprire novità di Luca; con la zia avevano iniziato a parlare di quelle persone, e così un po’ per volta Elena aveva scoperto che il padre di Luca era stato il grande amore di sua zia, e che si erano lasciati perché la famiglia di lui pretendeva una moglie di maggior prestigio; a lei, non era rimasto altro che mettersi in disparte e aspettare qualche breve notizia di lui, una volta all'anno. E così, oltre al resto Luca era anche ricco. Mannaggia, il principe azzurro, più fantastico che ci potesse essere! Questa era, forse, una ragione in più per lasciar perdere quell'idea pazzesca di una storia d’amore; anzi, fu la molla scatenante...
La zia Beatrice, una bella domenica di maggio, ignara dell’amore vissuto da Elena per Luca, raccontò che il ragazzo, ormai un uomo, aveva realizzato un progetto in Giappone che aveva riscosso grande successo nel suo settore professionale. Ad Elena bastò sentirlo nominare per ritrovarsi la mente ossessionata da lui, e ricominciò a sognare ad occhi aperti.
A quel punto, la cosa migliore era verificare di persona come stavano le cose, se era tutto frutto della sua fantasia, o se le coincidenze che le era sembrato di vedere erano segnali veri che Luca le mandava, in modo un po’ crittografato. Ci pensò su per un po’ e quest’idea le sembrò la più sensata. In ogni caso, come terapia d’urto le sarebbe servita. Trovò un buon motivo per dover andare a Berlino in occasione di un congresso in cui Luca sarebbe stato uno dei relatori. Cinque giorni a Berlino, che avrebbero deciso le sorti della sua vita.....
Continua ....
Chris Isaac - Wicked Game
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