domenica 21 dicembre 2014

21 DICEMBRE 2014

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Dal giorno della lezione erano passate alcune settimane. Mancava poco a Natale, ragione per cui avevo parcheggiato e preso il bus per arrivare in centro. Avevo appuntamento con Mirella. per scambiarci gli auguri di Natale.
Mi preoccupava un po' quell'incontro. Mi faceva piacere vederla, questo si, ma temevo le sue critiche spietate. Si. perchè lei non è una che si accontenta di dirti la sua opinione. E' una che va a fondo, deve scavare finché non decide che può bastare e allora molla la presa.
Il fatto è che non sempre si ha voglia di indugiare sui propri guai, o peggio, sulla loro origine.
Un gran baccano mi distolse dai miei pensieri.
Sul bus, pieno di gente, due uomini iniziano una scaramuccia che nel giro di pochi secondi sta per sfociare in tragedia. Due pazzi. Tutto è iniziato perché uno dei due, il più giovane, si è acceso una sigaretta e l’altro lo ha rimproverato apostrofandolo con epiteti volgari. Una donna commenta: “Ma si vede subito che è fuori di testa, non era il caso di dirglielo in quel modo”. La discussione degenera e il più giovane, appena sceso dal mezzo di trasporto, risale e con violenza attacca l’altro, che si alza dal suo sedile, gli si avvicina minaccioso e lo scaraventa giù dal bus, questi si riprende e tenta nuovamente di salire per scagliarsi contro l’uomo che gli assesta un poderoso calcio in faccia, nuovamente a terra l’uomo si sfila la cintura e tenta di colpire l’altro. I due continuano incuranti degli altri passeggeri, terrorizzati dalla scena, appiattiti contro le pareti del bus. Nessuno dice niente, finché qualcuno grida all'autista: “Chiuda le porte e vada via. Questi due si ammazzano”. Io sono lì davanti e la scena si svolge a pochi centimetri dai miei occhi, non sono spaventata, sono quasi ipnotizzata.
E resto a guardare mentre la vita scivola via.
Faccio mente locale e mi rendo conto che in una grande città la vita scivola via, come in qualunque altra città e forse la gente vive con maggior frustrazione il bisogno di sentirsi protagonista. Già, la gente passa e va persa dentro un senso di solitudine che si percepisce al tatto.
Torno a pensare alle parole di Mirella. Ha ragione sul fatto che sono cambiata, e tanto. Sono diventata.... Non lo so come sono diventata... So solo che non sono come sono.....

Continua....


Miguel Bose - Bajo el Signo de Cain

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