lunedì 8 dicembre 2014

4 DICEMBRE 2014


YAGHNOBI

Il termine Yagnobi si riferisce sia alla popolazione che alla lingua parlata dalla stessa, la cui esistenza fu scoperta nel XIX secolo.
Il popolo Yagnobi è originario della valle del fiume Yagnob, a circa 100 chilometri dalla città di Dushanbe, nel Tagikistan settentrionale. Il nome "yagnob" sarebbe un adattamento della lingua tagica della frase "ix-i nou", ovvero "valle di ghiaccio". La zona è infatti caratterizzata da alte montagne e profonde vallate, dove il clima è piuttosto rigido e ricopre il paesaggio di neve e ghiaccio per almeno la metà dell'anno. L'area rimane molto impervia ed isolata anche in tempi odierni, le vie di comunicazione sono costituite in prevalenza da mulattiere e sentieri, l'energia elettrica molto carente e generata soltanto da qualche turbina ad energia idrica. I Yagnobi sono da sempre dediti alla pastorizia e all'agricoltura, di religione musulmana sunnita.
Si stima che nel 1960 i parlanti la lingua yagnobi fossero circa 2500, di cui circa 1500 stanziati nella valle di cui sopra e 900 nella valle del fiume Varzob, nell'area del Hissar e nella città di Dushanbe.
Il 1970 fu un anno tristemente significativo per l'intera popolazione, quando le autorità sovietiche decisero di trasferire forzatamente tutti gli abitanti dei villaggi yagnobi dalla terra natìa, per deportarli coattivamente nelle pianure a lavorare nelle piantagioni di cotone. A seguito delle proteste della popolazione, fu loro consentito il ritorno nella valle di origine a partire dal 1978. Si stima che alla data odierna vi vivano stabilmente circa 500 persone. Permane l'assenza di valide vie di comunicazione, di adeguati collegamenti elettrici e idrici e assistenza sanitaria. La mortalità infantile è molto alta.


Angelo Branduardi - Alla Fiera dell'est

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