STORIA PARTE VII
Presidenza Manuel Zelaya Rosales (2006-09)
Il liberale Manuel Zelaya Rosales vince le elezioni il 27 novembre 2005, sconfiggendo lo sfidante nazionalista Porfirio Lobo Sosa, e il 27 gennaio subentra a Ricardo Maduro.Il 28 giugno 2009, quattro mesi prima della scadenza, è deposto con un provvedimento della Corte Costituzionale e deportato in Costa Rica dai militari. I poteri presidenziali sono conferiti provvisoriamente dal Congresso al presidente del Congresso stesso, Roberto Micheletti, mentre nella capitale Tegucigalpa sorgono le proteste dei sostenitori di Zelaya. I disordini sono repressi sanguinosamente da alcuni reparti delle forze dell'ordine favorevoli alla dittatura (vi furono due morti e centinaia di feriti), imponendo il coprifuoco.
Zelaya aveva cercato di avviare un iter per la modifica della costituzione, motivandolo come un ribilanciamento tra i poteri dello Stato. I sostenitori del golpe affermavano invece che la modifica era pensata per garantirsi la rielezione oltre il secondo mandato (in maniera simile a quanto fatto da un altro leader sudamericano, Hugo Chávez): la rielezione è invece impedita dalla Costituzione dell'Honduras, che espressamente impedisce di modificare gli articoli che regolano il numero dei mandati presidenziali, specialmente nei 180 giorni precedenti alle elezioni. Il 24 ottobre 1985, lo stesso Roberto Micheletti aveva tentato senza successo di istituire un'Assemblea Nazionale Costituente per modificare gli articoli 373, 374 e 375 della Costituzione e per permettere al presidente di allora, Roberto Suazo Córdova, di estendere il suo mandato.
Nonostante il colpo di stato ed il successivo allontanamento del presidente eletto Manuel Zelaya, l'Unione europea, che dapprima condannò le vicende honduregne, ha riconosciuto il nuovo governo. Come concordato con Micheletti, gli Stati Uniti hanno deciso di rimuovere l'embargo nei confronti del paese, riprendendo le normali attività diplomatiche e considerando il golpe un semplice incidente di percorso (ad un caro prezzo umano).
Il presidente Zelaya ritornò in Honduras nel settembre del 2009, rifugiandosi nell'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa.
Con un colpo di stato si instaura un governo de facto con a capo Roberto Micheletti. Circa quattro mesi dopo, il 4 Il 28 ottobre 2009, a seguito di pressioni internazionali il governo de facto espresse parere favorevole al ritorno di Manuel Zelaya Rosales come presidente a guida del paese, ciononostante si giunse a convocare nuove elezioni.
Manà - Manda una Senal
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