venerdì 9 settembre 2016

9 SETTEMBRE 2016

Honduras...


STORIA PARTE VIII

Presidenza Lobo (2009-14)

Il Fronte nazionale contro il golpe, organizzazione che rivuole l'insediamento di Zelaya, è fortemente perseguitato da squadroni della morte muniti di mezzi blindati e di armi d'assalto semiautomatiche. Allo stesso modo sono repressi tutti coloro che sono schierati con il Fronte, studenti, sindacalisti, docenti, attivisti dei diritti umani contro il latifondismo, giornalisti, organizzazioni per i diritti gay.
A tutt'oggi non si conosce l'entità dei crimini contro l'umanità in Honduras, ma organizzazioni internazionali stanno prendendo in seria considerazione questo regime che fin dal primo giorno ha lasciato vittime per le strade honduregne.
Su pressione degli Stati Uniti il presidente uscente è rientrato nell'ottobre 2009 nel Paese. Un accordo tra le due parti, siglato dal segretario di stato Usa Hillary Clinton, stabilisce l'accettazione del risultato delle elezioni del novembre 2009.
Le elezioni presidenziali si sono tenute sotto la sorveglianza dei militari con un alto grado di astensione da parte della popolazione honduregna (per protesta verso il mancato rispetto da parte della fazione di Micheletti dell'accordo siglato con la resistenza e patrocinato dagli Stati Uniti). Le elezioni sono state vinte da Porfirio Lobo Sosa, che ha sostituito nel gennaio 2010 Micheletti; alcuni osservatori internazionali hanno giudicato lo svolgimento delle elezioni regolare.
L'opposizione considerava Porfirio Lobo autoritario.
Il governo di Lobo non è stato riconosciuto dagli Stati dell'Alleanza Bolivariana per le Americhe, dell'Unasur, dell'OEA e da molti altri paesi.



Manà - Te solte la Rienda

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