Il corpo sacerdotale, diretto da un sommo sacerdote, detto Villac Umu, rivestì sempre, nell'impero incaico una funzione importante, in alcuni casi anche in aperta contrapposizione al potere regale. Non tutti i sacerdoti godevano peraltro dello stesso prestigio. Esisteva una stretta gerarchia tra gli officianti del culto legata alle varie divinità a cui erano preposti. I principali corpi sacerdotali erano quelli di Inti, il dio Sole e quelli del dio Viracocha, ma anche quelli devoti a "Illapa", il dio del tuono e del fulmine e alla huaca di Huanacauri godevano di una considerazione elevata.
Tutti costoro erano destinatari dei proventi delle terre attribuite agli dei e coltivate dalle varie comunità. Solitamente la vastità degli appezzamenti era inferiore a quelli dell'Inca o del popolo, ma erano tuttavia sufficienti per garantire al corpo sacerdotale una condizione di relativa agiatezza.
Seguivano poi una serie di officianti minori divisi per varie caratteristiche. Tra costoro possiamo annoverare i celebranti dei sacrifici e gli indovini, divisi tra quelli che pronosticavano l'avvenire consultando le viscere delle vittime e quelli che esercitavano le loro pratiche divinatorie interrogando le huaca o interpretando altre manifestazioni naturali. Nell'ultimo stadio si collocavano i praticanti di magia naturale che compivano vari sortilegi assai diffusi tra il popolo minuto.
Nessun commento:
Posta un commento