giovedì 1 giugno 2017

1 GIUGNO 2017

INCA PARTE 19

La civiltà Parte 4



L'élite

Gli Inca costituivano una vera e propria casta all'interno dell'impero con caratteristiche di esclusività e di preminenza nei riguardi dei sudditi comuni. I suoi componenti appartenevano alle panaca, le famiglie create da ciascuno dei sovrani che si erano succeduti sul trono, undici all'epoca di Huayna Capac, oppure ad altre cinque schiatte di altrettanto nobili natali, pure esse denominate panaca. Completavano la schiera degli appartenenti alla classe nobile i componenti dei dieci Ayllos custodi, una sorta di allargata guardia del corpo del sovrano con compiti di salvaguardia della sicurezza del regno.

L'appartenenza a questa ristretta élite era determinata da vincoli di consanguineità e nessuno poteva accedervi se non per diritto di nascita. Facevano eccezione i cosiddetti "inca per privilegio", una limitata categoria di individui comuni che si erano distinti per eccezionali meriti militari e che venivano accolti nella schiera della nobiltà in considerazione delle qualità dimostrate in battaglia.

Il diritto di nascita era un requisito essenziale per l'accesso alla condizione di "Inca", ma di per sé non garantiva, in modo assoluto, l'accettazione dei singoli individui. I giovani aspiranti, dopo lunghi studi nelle più diverse discipline, dovevano infatti sottoporsi ad un duro tirocinio e, al culmine di difficili prove, anche cruente, ricevevano, in caso di successo il beneplacito del monarca. Questa sorta di iniziazione, detta huarachico, terminava con una solenne cerimonia che prevedeva la foratura dei lobi auricolari e l'introduzione al loro interno di quei dischi d'oro che erano l'insegna della casta e che avrebbero procurato agli Inca l'appellativo di "orejones" da parte degli spagnoli. Da quel momento il nuovo inca entrava a far parte della nobiltà e poteva impiegarsi in uno dei numerosi compiti che comportava la sua raggiunta condizione.

La vita dei nobili inca non era di tutto respiro. La guerra li impegnava in modo preponderante, ma dovevano anche sobbarcarsi tutte le pratiche amministrative che reggevano la complessa macchina statale e provvedere alla conduzione dello Stato. Poiché erano gli unici a conseguire le necessarie conoscenze tecniche e giuridiche, dovevano anche sopportare l'onere di amministrare la giustizia e di pianificare gli immensi lavori architettonici ed agricoli che hanno caratterizzato la civiltà inca. La vita di un nobile inca era intensa e laboriosa. Era allietata dalle feste grandiose a cui era ammesso, ma era anche piena di responsabilità. Tuttavia ai suoi occhi, proprio per la consapevolezza di partecipare alla realizzazione di un grande impero che trascendeva il singolo individuo, era un'esitenza degna di essere vissuta.
Manuel Franjo - Tiempo

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