giovedì 8 giugno 2017

8 GIUGNO 2017

INCA PARTE 25

La civiltà Parte 10

La condizione della donna Parte 2

Il ruolo sacrale della donna andina non poteva non trovare riscontro nella manifestazione più importante della gerarchia sociale, quella della sovranità. Accanto al monarca, il Qhapaq Inca, siede la Coya, la regina, che è la sua controparte agli occhi dei sudditi. Il matrimonio ufficiale del sovrano veniva celebrato all'atto della sua incoronazione e ne era condizione essenziale. L'impero degli inca non poteva concepire un sovrano senza consorte, così come non si poteva concepire il cielo senza la terra o il Sole senza la Luna.
La scelta della Coya era assai elaborata e coinvolgeva tutte le famiglie più importanti del Cuzco. Dal tempo di Tupac Yupanqui, forse anche per evitare ogni rivalità, il sovrano contrasse matrimonio con una propria sorella instaurando una sorta di incesto regale vietato al resto dei sudditi. Presso i suoi predecessori veniva invece scelta una sorella soltanto per parte di padre o una nobile appartenente ad una delle famiglie più insigni. Le funzioni della Coya erano assai elaborate. Innanzitutto ella godeva della maestà propria del suo consorte e viveva con la stessa magnificenza. Aveva un seguito numeroso di fanciulle nobili e si spostava soltanto in lettiga. Presenziava alle funzioni religiose e riceveva l'omaggio di tutti i suoi sudditi, anche dei più nobili. Accanto a queste prerogative ufficiali svolgeva altri compiti di natura politica, forse meno evidenti, ma non meno importanti. Scorrendo le antiche cronache spagnole troviamo numerosi esempi della sua attività intesa a consigliare o a coadiuvare il consorte nella conduzione del regno. Durante le numerose assenze del sovrano, perennemente impegnato in campagne militari, sovraintendeva spesso alla conduzione del Cuzco esercitando una funzione di controllo. Alla morte del monarca era, di fatto, impegnata in una sorta di lotta sotterranea, in difesa del diritto di un figlio alla successione al trono e, di norma, in queste occasioni, riceveva l'appoggio della famiglia di origine.
Le altre nobili, dette Palla esercitavano, seppur in tono minore, le stesse prerogative presso le loro famiglie, ma, molte di loro, erano scelte come mogli succedanee dall'Inca supremo e in questo caso godevano di privilegi quasi uguali a quelli della Coya, soprattutto se avevano partorito dei figli di sangue reale. Le figlie del sovrano, le principesse reali, chiamate Ñusta, erano destinate a contrarre matrimonio con i personaggi più importanti dell'impero, ma una di esse era prescelta per divenire Coya, sposando il fratello erede al trono che, peraltro, poteva eleggerne anche altre a mogli succedanee.



Sergio Dalma - Se empieza nuevamente

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