INCA PARTE 26
La civiltà Parte 11
La condizione della donna Parte 3
Il rispetto che gli Inca manifestarono per le tradizioni delle genti
conquistate, li portarono ad accettare, nelle regioni costiere,
l'esistenza di donne "curaca", simbolo evidente di un precedente matriarcato. Francisco Pizarro, nella sua prima spedizione in Perù ebbe modo di conoscere, a Sud di Tumbez, una di queste dame che lo ricevette con tutti gli onori, manifestando, con ogni evidenza, la maestà di cui era investita.
La famiglia, tranne che nelle classi nobili, era strettamente monogamica e le donne comuni, una volta contratto matrimonio, si prodigavano per tutta la vita ad aiutare gli uomini nella coltivazione dei campi, a custodire gli animali, a tessere abiti e, soprattutto, ad allevare numerosi figli.
Una particolare istituzione incaica sottraeva però alcune di loro a questa esistenza ordinaria, collocandole in apposite comunità conosciute come quelle delle "vergini del Sole". I cronisti spagnoli hanno raggruppato in questa unica definizione tutte le donne che hanno trovato in speciali monasteri, appositamente costruiti per loro, ma, in realtà, esistevano all'interno di queste confraternite delle specifiche gerarchie. Le "vergini del Sole" propriamente dette erano in numero limitato e si occupavano esclusivamente del servizio dei templi e del culto delle divinità. Accanto a loro esisteva un altro corpo di donne, scelte per la loro avvenenza, educate per divenire concubine dell'Inca o per essere concesse ai nobili o ai "curaca" più meritevoli. Le altre, la maggior parte, erano impiegate per servire le prescelte e per tessere abiti per l'Inca o per la sua Corte e per preparare la Chicha, la bevanda fermentata, a base di granturco che fungeva da liquore e da offerta per le divinità.
Le donne, selezionate nelle varie contrade, rimanevano per alcuni anni in questi conventi e poi, potevano fare ritorno, colme di onori, ai paesi di origine e sposarsi, tranne le vere "vergini del Sole" che si consacravano alla divinità per il resto della vita. Tutte dovevano praticare la più assoluta castità ed ogni abuso era punito con la morte. Anche le donne nobili del Cuzco frequentavano questi conventi, ma per un periodo determinato e al solo scopo di ricevere una educazione adeguata. Osservavano le regole della casa, ma erano esonerate dai lavori più umili.
La famiglia, tranne che nelle classi nobili, era strettamente monogamica e le donne comuni, una volta contratto matrimonio, si prodigavano per tutta la vita ad aiutare gli uomini nella coltivazione dei campi, a custodire gli animali, a tessere abiti e, soprattutto, ad allevare numerosi figli.
Una particolare istituzione incaica sottraeva però alcune di loro a questa esistenza ordinaria, collocandole in apposite comunità conosciute come quelle delle "vergini del Sole". I cronisti spagnoli hanno raggruppato in questa unica definizione tutte le donne che hanno trovato in speciali monasteri, appositamente costruiti per loro, ma, in realtà, esistevano all'interno di queste confraternite delle specifiche gerarchie. Le "vergini del Sole" propriamente dette erano in numero limitato e si occupavano esclusivamente del servizio dei templi e del culto delle divinità. Accanto a loro esisteva un altro corpo di donne, scelte per la loro avvenenza, educate per divenire concubine dell'Inca o per essere concesse ai nobili o ai "curaca" più meritevoli. Le altre, la maggior parte, erano impiegate per servire le prescelte e per tessere abiti per l'Inca o per la sua Corte e per preparare la Chicha, la bevanda fermentata, a base di granturco che fungeva da liquore e da offerta per le divinità.
Le donne, selezionate nelle varie contrade, rimanevano per alcuni anni in questi conventi e poi, potevano fare ritorno, colme di onori, ai paesi di origine e sposarsi, tranne le vere "vergini del Sole" che si consacravano alla divinità per il resto della vita. Tutte dovevano praticare la più assoluta castità ed ogni abuso era punito con la morte. Anche le donne nobili del Cuzco frequentavano questi conventi, ma per un periodo determinato e al solo scopo di ricevere una educazione adeguata. Osservavano le regole della casa, ma erano esonerate dai lavori più umili.
Chenoa y Sergio Dalma - Te amo
Nessun commento:
Posta un commento