domenica 6 gennaio 2019

5 GENNAIO 2019

BRASILE PARTE 188

POPOLAZIONE PARTE RD

I gruppi etnici Parte 163

Yawalapiti

Gli Yawalapiti sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in 156 individui (2011).

Parlano la lingua Yawalapiti, lingua che appartiene alla famiglia linguistica Aruak. Il nome "Yawalapiti" significa letteralmente "villaggio delle palme Tucum" e viene utilizzato dagli Yawalapiti come auto-identificativo.

Vivono nello stato brasiliano del Mato Grosso, nella riserva di Parque Indígena do Xingu. Il "villaggio delle palme Tucum" sarebbe il luogo più antico di cui si tramandano i racconti e si trova nei pressi della barriera corallina Morena, alla confluenza dei fiumi Kuluene e Batovi mentre l'attuale villaggio è collocato nel punto d'incontro dei fiumi Tuatuari e Kuluene.

Come tutte le tribù dell'alto Xingu, il villaggio Yawalapiti è di forma circolare ed ha case comuni che circondano un quadrato (uikúka). Al centro della piazza vi è una casa comune frequentata solo dagli uomini e dove vengono conservati flauti sacri. In questa casa, o presso le rive del fiume vicino, gli uomini si riuniscono per parlare al crepuscolo e si dipingono per le cerimonie. La piazza centrale è il luogo dove vengono sepolti i morti di entrambi i sessi, in un tunnel che collega due fori.

Cenni storici

Gli Yawalapiti sono stati menzionati per la prima volta nel 1887 quando la spedizione dell'etnologo tedesco Karl von den Steinen raggiunse la zona paludosa dei laghi e del fiume Tuatuari. L'etnologo fu colpito in particolar modo dalla estrema povertà di questo gruppo etnico: i suoi membri vivevano tutti nudi e non avevano cibo da offrire; nei suoi diari, racconta di due membri Yawalapiti, Mapukayaka e Moritona, probabilmente due capi tribù. Ancora oggi questi due antenati sono presenti nei racconti e nella genealogia del gruppo. Il villaggio menzionato più grande era Ukú-píti ("villaggio delle frecce"), un antico sito dei Mehinako, da loro abbandonato a causa di spiriti che infestavano i laghi. Negli anni quaranta del XX secolo gli Yawalapiti occuparono Palusáya-píti; in questo periodo cominciarono a soffrire di stenti e si dispersero tra le comunità di Kuikuro, Mehinako e Kamaiurá. Alla fine degli anni cinquanta si riorganizzarono e negli anni sessanta riuscirono a ricostruire un proprio villaggio denominato Emakapúku.


Nangoja - Christina Shsho

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