BRASILE PARTE 190
POPOLAZIONE PARTE RF
I gruppi etnici Parte 165
Zo'é
Gli Zo'é sono un gruppo etnico del Brasile con una popolazione stimata in 177 individui nel 2003.Parlano la lingua zo'é che appartiene alle lingue tupi-guaraní. Alcuni giovani conoscono qualche parola del portoghese avendolo ascoltato dai membri delle spedizioni ufficiali. Il termine Zo'é, che significa "noi", viene utilizzato dal gruppo solo per differenziarsi dai bianchi o dagli altri gruppi etnici. L'espressione poturu fu utilizzata inizialmente dalla Fundação Nacional do Índio per indicare il gruppo e si riferisce al pezzo di legno con il quale sono soliti incidersi dall'esterno le labbra a mo' di ornamento.
Vivono a nord dello stato brasiliano del Pará, in una zona attraversata da vari piccoli affluenti dei fiumi Cuminapanema e Erepecuru, nel comune di Oriximiná. L'area si presenta come una regione collinare con grandi alberi di noci brasiliane e campi coltivati di manioca.
Cenni storici
La tribù entrò per la prima volta in contatto con l'esterno nel 1982, per iniziativa dei missionari evangelici della New Tribes Mission; il primo contatto definitivo avvenne nel 1987. A seguito del contatto, gli Zo'é cominciarono a morire per malattie importate dall'esterno (come l'influenza e il morbillo), verso cui non avevano difese immunitarie. Le epidemie devastarono la tribù e tra il 1982 e il 1988 morì circa un quarto della popolazione.In risposta alla catastrofe il FUNAI, il dipartimento brasiliano agli affari indigeni, ha sviluppato un programma sanitario per la tribù e ha allestito un campo base dotato di un mini ospedale per curare gli Zo'é malati senza doverli trasferire in città. Grazie a questa misure, ora la popolazione si è stabilizzata e sta lentamente ritornando a crescere.
Organizzazione sociale
Tutti gli Zo'e portano il poturu, una spina di legno che penetra il labbro inferiore, dall'età di sette anni.
Zuruahã
I Zuruahã (o Suruwahá, Suruaha) sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in 142 individui (2010). Parlano la lingua Suruaha e sono principalmente di fede animista. Denominazioni alternative: Suruwahá, Zuruahá, Indios do Coxodoá.
Vivono nello stato brasiliano dell'Amazonas in una regione di montagna tra i fiumi Riozinho e Coxodoá, affluenti della riva destra del Cuniuá. Il territorio indigeno dei Zuruahã, omologato solo nel 1991, copre una superficie di 239.070 ettari.
Vivono nello stato brasiliano dell'Amazonas in una regione di montagna tra i fiumi Riozinho e Coxodoá, affluenti della riva destra del Cuniuá. Il territorio indigeno dei Zuruahã, omologato solo nel 1991, copre una superficie di 239.070 ettari.
Cenni storici
Si crede che i Zuruahã siano quel che resta di vari gruppi che popolavano la regione fino agli inizi del XX secolo quando la loro popolazione diminuì drasticamente cedendo alle malattie infettive e contagiose.I gruppi citati nei racconti Zuruahã sono:
i Jokihidawa sul fiume Pretão
i Tabosorodawa sul fiume Watanaha (affluente del Pretão)
gli Adamidawa sul fiume Pretinho
i Nakydanidawa sul fiume Indio
i Sarakoadawa sul fiume Coxodoá
gli Yjanamymady sulle sorgenti del fiume São Luiz
i Zuruahã sul fiume Cuniuá
i Korobidawa su un affluente della riva sinistra del Cuniuá
i Masanidawa alla foce del Riozinho
gli Ydahidawa sul fiume Arigò (un affluente del Riozinho)
i Zamadawa sulla parte superiore del Riozinho
I Zuruahã mantennero un relativo isolamento fino agli anni settanta quando divenne forte la pressione degli esploratori raccoglitori di lattice che provocò alcuni scontri. Nel dicembre 1983 sono stati ufficialmente contattati da una spedizione denominata "Operazione Coxodoá", ccomposta da 12 persone, tra cui membri indios dei Wai-Wai e dei Waimiri-Atroari. Prima di questa spedizione governativa erano già entrati in contatto con alcuni membri del CIMI, il Consiglio Missionario Indigenista. In seguito hanno avuto contatti anche con il JOCOM (Jovens com uma Missão, un'organizzazione legata al Summer Institute of Linguistics) nel 1984.
I suicidi
Una caratteristica marcata di questo gruppo è l'alto tasso di suicidi, legati soprattutto alla loro visione della vita più che alle pressioni territoriali esterne degli ultimi decenni. I suicidi avvengono tramite ingestione volontaria del timbó, veleno prodotto dal konaha e utilizzato per l'avvelenamento dei pesci durante le battute di pesca. Tra il 1980 e il 1995 furono registrati 38 suicidi (18 uomini e 20 donne) su una popolazione media in quegli anni di 123 unità. Nel periodo preso in esame i suicidi rappresentarono l'84.4% del totale delle cause di morte dei componenti di questo gruppo. I suicidi erano praticati in particolar modo dai componenti giovani, ossia dai membri di età compresa tra i 14 e i 28 anni. L'alto tasso di suicidi in questa fascia di età è riconducibile alla filosofia di vita dei Zuruahã per i quali la giovinezza ha un valore fondamentale nella vita dell'individuo, un valore che porta al rifiuto totale della vecchiaia e del declino fisico. Secondo i Zuruahã "non è cosa buona morire da vecchi, è cosa buona morire da giovani".Nonostante i suicidi la popolazione è cresciuta leggermente rispetto al centinaio di unità degli anni ottanta.
Jonathan Nelson - I believe
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