Vigilia di Natale.... Bello sarebbe radunarsi intorno ad un camino e raccontare storie e leggende....
Non c'è il camino, non c'è aggregazione, ma c'è il blog e io ve le racconto così....
..... C'era una volta ....
"All'improvviso sentì il rumore di una frenata, un'automobile aveva inchiodato a pochi millimetri da un bambino che inseguiva il suo pallone in mezzo alla strada. Quel pallone di cuoio marrone gli ricordò un altro pallone di cuoio di tanti anni fa!
Era il 1939, aveva cinque anni, viveva in un palazzo signorile, immerso nel grande e secolare parco. Quel giorno era una domenica pomeriggio, la contessa donna Clarissa e la marchesa donna Adalgisa erano venute a far visita alla mamma con i loro figli. Mentre le signore bevevano il te e chiacchieravano sotto il gazebo, i bambini, cinque maschi, giocavano con la palla. E lo ricordava con grande soddisfazione! Lui aveva due sorelle, almeno fino ad allora, così quando poteva giocare con altri maschi era una gran soddisfazione. Niente giochi tranquilli, niente cavalleria, niente modi controllati.
Giocavano con una palla di cuoio marrone e correvano tutto il pomeriggio a perdifiato, ed ognuno dava il meglio di sé. Simone era felice di poter dare sfogo a tutte le sue energie che normalmente reprimeva...si sa le bambine sono delicate...ed il conte Alfonso, sulla questione della cavalleria insisteva parecchio.
La sua era una bella famiglia, il papà era un nobile piemontese e la mamma una ricca borghese campana, si erano conosciuti a Torino ad uno dei balli di palazzo reale, si erano innamorati e poco dopo erano convolati a nozze. Nel 1930, si erano trasferiti a Caserta, il papà era il Segretario del Re ed aveva avuto l'incarico di occuparsi di molte regie proprietà site in Campania. Lì, nacquero i suoi sei figli: Carlotta, Ottavio, Simone, Alice, Emilia, Erminia.
La loro vita era agiata e felice, almeno così appariva ai suoi occhi di bambino! Carlotta, la primogenita, era una bambina estroversa e vivace, aveva un solo difetto era la "preferita" di papà, almeno così parve a Simone, finché non nacquero le sorelline minori.
Infatti, alla nascita di Emilia, il privilegio fu diviso fra fra lei e Carlotta. Emilia era minore di dieci anni della sorella, e proprio per questa ragione, non costituì in realtà, serio pericolo alla sua supremazia.
Ottavio era il più bello dei maschi di famiglia, biondo con gli occhi azzurri, ma benché non avesse superato il suo sesto mese di vita, aleggiò fra loro per molti e molti e molti anni.
Simone era bruno con gli occhi marroni, bello e timido; al contrario di Carlotta era un bambino sensibile ed introverso.
Alice era considerata bizzarra, e crescendo questa sua caratteristica si fece sempre più palese. Cresceva rancorosa e piena di rabbia, viveva il confronto con Carlotta con un forte senso d'inferiorità, poiché le veniva sempre portata ad esempio, come modello da ammirare ed a cui conformarsi.
Emilia era bellissima, capelli castani, occhi verdi, lineamenti eleganti, crescendo la sua classe e la sua raffinatezza furono le doti che indussero il marchese Filippo a chiederla in moglie.
Erminia, l'ultimogenita, non era bella, ma era simpatica, era un "maschiaccio", ma aveva un cuore grande e generoso con un'unica debolezza, nutriva una forma viscerale d'invidia nei confronti di Emilia!
Un vociare concitato riportò Simone al presente, l'automobilista inveiva contro il bambino e suo padre, ringhiando sull'educazione dei moderni fanciulli. Simone si ricordò che doveva preparare la sua valigetta per la degenza che avrebbe dovuto affrontare in ospedale.
Perché, dopo aver vissuto una vita piena d'insoddisfazione, ora, doveva anche concluderla così tristemente?
La mente ritornò indietro nel tempo...
Quando nacque Alice, nel 1936, Simone aveva due anni, Carlotta cinque ed il fantasma del piccolo Ottavio si aggirava nella loro famiglia dal 1933. Il papà, infatti, continuava a rimpiangere il figlioletto, morto prematuramente per una malformazione cardiaca, e non perdeva occasione per farlo pesare agli altri componenti della famiglia, soprattutto a Simone, che aveva deluso le sue aspettative di padre, nel tentativo di procreare un altro pargolo di sesso maschile ad immagine e somiglianza di Ottavio, o meglio, di sé stesso! Vedeva frustrato il suo desiderio di immortalità che si protrae nella progenie. Fu per questa ragione che dopo la nascita di Simone ritentò altre tre volte prima di arrendersi al fato avverso: nascevano solo più femmine! La loro vita scorreva nel lusso, nelle feste, nell'ozio raffinato dei ricchi. I ricchi! Simone scorse un passerotto che si era appoggiato sulla ringhiera del suo balcone.
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