venerdì 25 dicembre 2020

25 DICEMBRE 2020 - SANTO NATALE - RACCONTO N.2

    25 DICEMBRE 1945 

Il Natale del 1945 fu, per la famiglia di Simone, quasi tragico. Erano a malapena riusciti a trovare un tetto sotto cui rifugiarsi, nei due mesi dal trasferimento, ma non si
erano visti né soldi, né gli aiuti tanto decantati dal conte Alfonso.
Il convivio era mesto e desolante: quel giorno di Natale nei loro piatti non c'era nulla da mangiare!
Carlotta, come sempre, fu la prima a rendersi conto della realtà: dovevano ricominciare. Ciò significava tirarsi su le maniche e darsi da fare, aristocrazia o meno!
Così, comunicò a suo padre che aveva deciso di andare a lavorare. In quella zona, era stata riaperta una fabbrica, stavano assumendo e lei aveva fatto domanda.
Il conte Alfonso, come sempre, si mise a pontificare e concluse il discorso accennando alla sorte ria, che mai e poi mai glielo avrebbe permesso, che lui, il conte avrebbe provveduto alla sua famiglia, come sempre. Una nobildonna della sua famiglia mai e poi mai avrebbe lavorato, figurarsi sua figlia!
Simone cap che giorno di Natale, o meno, qualcosa avrebbero dovuto pur mangiare. Prese il coraggio a quattro mani e si avviò, aveva un'idea per procurarsi del cibo. Certo è che il conte non avrebbe approvato, quindi meglio non accennare nulla e fare i fatti. Se ne sarebbe sicuramente discusso dopo, ma con qualcosa nello stomaco!
Come Simone aveva previsto, suo padre non perse l'occasione per mortificarlo.
I suoi genitori erano vissuti sempre nella loro splendida gabbia dorata, erano impreparati ad affrontare una realtà così dura e feroce: erano spaventati ed insicuri, come tutta la gente del loro rango, che, da un giorno all'altro, si era trovata senza poteri né benefici.
Toccava, dunque, a loro, Simone e Carlotta, prendere in mano il timone della loro sconquassata nave e tentare di approdare su chissà quale terra ferma, inoltre erano i fratelli maggiori di Alice, Emilia ed Erminia.
Simone aveva allora undici anni e si sentiva il capitano della loro ipotetica nave. Aveva sempre amato il mare, e quello era l'unico sogno che gli era rimasto: il mare.
Lo sognava ad occhi aperti, era la sua unica possibilità di fuga da quella realtà che lo sopraffaceva, era un momento di relax, soprattutto, era l'unico legame rimasto fra lui ed il suo migliore amico, Ludovico, il figlio maggiore della marchesa donna Adalgisa.
Di loro, dopo la guerra, aveva saputo che si erano tutti salvati ed erano riusciti a salvaguardare la loro privilegiata posizione. Ora, Simone e Ludovico appartenevano a due mondi molto distanti, e non soltanto per i chilometri!
La passione per il mare costituiva l'unico legame che ancora li univa.

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