VIRGINIA
Virginia era la sorella di Ludovico, il miglior amico di Simone. Era una bambina bellissima, che con il passare degli anni, si trasformò in un'affascinante nobildonna.Virginia e Simone si rincontrarono, molti anni dopo la fine della guerra. Erano ormai due diciottenni, il cui destino si evolveva percorrendo strade completamente diverse. Virginia si apprestava a terminare i suoi studi superiori per entrare all'Università, mentre Simone era appena riuscito a terminare la terza avviamento; aveva dovuto iniziare a lavorare come operaio, per aiutare la sorella maggiore a mantenere la famiglia.
I due giovani non si riconobbero all'istante, anzi non si riconobbero per niente. Si notarono. E rimasero affascinati l'uno dall'altra. Fu un colpo di fulmine, per entrambi.
Lei era di una bellezza quasi angelica, così eterea e raffinata; lui era alto ed atletico, bruno con gli occhi fiammeggianti di passione. Non c'era bisogno di dirlo, quanto i loro mondi fossero distanti: l'elegante completo Chanel di lei faceva da contraltare agli abiti lisi di lui... Ma, i loro modi no, quelli erano simili, anzi eguali! L'educazione raffinata, impartita a tutti i costi dal conte Alfonso, a qualcosa, infine, era pur servita!
Si presentarono, ma nemmeno all'udire pronunciare i loro nomi, la loro memoria si risvegliò. Iniziarono così a parlare, una conversazione che diventò via via più profonda, più intima, col passare dei giorni. Era l'estate del 1952. Virginia era nelle Langhe, perché suo padre stava acquistando dei vigneti: si sarebbero trattenuti almeno per un paio di mesi.
Lei e Simone si innamorarono quasi subito. E si amarono con tutta la passione di cui erano capaci. Ma si sa, che quando la passione brucia e l'amore controlla i nostri pensieri, si perdono di vista buon senso, convenienza e cognizione. Fu quanto accadde anche a loro.
Si amavano e come tutti gli innamorati volevano sposarsi e vivere insieme e formare una famiglia e... si erano illusi! Mai e poi mai la famiglia di lei, avrebbe accettato uno spiantato simile come genero!
Sì, certo, era Simone, il figlio dei loro amici di un tempo. E allora? Era stato tanto tempo fa! C'era stata la guerra, era cambiato tutto il mondo, i tempi erano diversi, e insomma, non c'era nessuna buona ragione per cui un patrimonio come il loro non dovesse essere accresciuto con un matrimonio vantaggioso! Per la miseria, erano gli anni cinquanta, e tutti erano febbricitanti nella forsennata "corsa all'oro". La famiglia di lei, questo lo tenne ben presente, si convinse che la cosa migliore da farsi, nell'interesse di Virginia, era di non lasciarsi fuorviare da sciocchi sentimentalismi adolescenziali! O no?!
Virginia non accettò mai la decisione della sua famiglia, ma non era stata educata a ribellarvisi. Per carattere amava la vita e per questo non l'avrebbe disprezzata. Si fece monaca.
Simone cercò in ogni donna che incontrò qualcosa di Virginia, in nessuna trovò mai nulla che gliela ricordasse. Nemmeno un po'!
In tutte quelle che aveva incontrato, aveva cercato la bellezza interiore di Virginia più che la sua apparenza fisica.
Ogni volta, aveva sentito più forte, lo struggente desiderio di lei, ed ogni volta la sua assenza era diventata ossessione e tormento, e ciò gli aveva procurato una disperazione sempre più cieca e sorda a qualunque richiamo.
Gli capitò anche di conoscere qualche bella ragazza, di uscire con lei e riportarla a casa, senza aver nemmeno tentato di sfiorarla.
Ci fu chi dubitò della sua virilità…!
Lui non se ne curò, sapeva che l'invidia, l'ignoranza ed il rancore spesso rendono meschini i nostri simili.
La sua disperazione apparteneva a lui soltanto. Non l'avrebbe condivisa con persone che non stimava, benché‚ non disprezzasse. Per loro provava compassione!
La verità era che le riaccompagnava subito a casa perché qualcosa di loro aveva riacceso in lui la speranza, che il suo sogno potesse riaccendersi, e subito qualcosa in loro lo aveva deluso, esaltando il desiderio della donna che amava, ma che non aveva, e sentiva come un fuoco divampare e divorarlo....
Certo, oggi, a sessantadue anni, tutto ciò sembrava così senza importanza, o meglio distante. Lui era un vecchio e Virginia un'anziana suora. Che cos'è, poi, la passione struggente, se non un sogno irrealizzabile alimentato dalla fantasia?
E' terribile rendersi conto di quanto il trascorrere degli anni renda gli ideali, i sogni e le passioni, materia inerte, buona solo per qualche spunto di riflessione o qualche film. Inoltre, non sapeva nemmeno quanto gli sarebbe rimasto da vivere!
E peggio è, rendersi conto che l'istinto di sopravvivenza sta al primo posto, attitudine destinata a crescere proporzionalmente al passare degli anni. Molti giovani furono vittime di ardenti passioni, ma il gelo della vecchiaia ne fu il testimone!
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