EUROPA PARTE 424 - Stati dell' Europa Parte 328
ESTONIA B
Storia a
Le tribù ugro-finniche e l'Ordine teutonico
Il territorio corrispondente all'odierna Estonia è stato per lungo tempo oggetto di dominazioni straniere. Fu abitata fin dall'antichità da tribù di ceppo finnico, che si dimostrarono in grado di imporsi sulle limitrofe tribù slave e sui principati della Rus'. Nel Medioevo (XII-XIII secolo), l'Estonia fu contemporaneamente cristianizzata e portata sotto la dominazione germanico-teutonica: danese nella parte settentrionale e tedesca più a sud, in Livonia.Il dominio svedese
Dagli inizi del XVI secolo fino alla grande guerra del nord l'Estonia (come la Finlandia) rimase sotto il dominio dell'Impero svedese, che fu costretta a cederla all'Impero russo con il trattato di Nystad del 1721.
L'impronta generale del paese, il sistema giudiziario, la religione protestante, le amministrazioni locali e regionali e il sistema educativo rimasero istituzioni di stampo prettamente germanico, fino alla fine del XIX secolo.
Il dominio degli zar russi si protrasse fino agli sconvolgimenti provocati dalla prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione d'ottobre del 1917.
La Dichiarazione d'indipendenza del 1918 e la guerra del 1918-1920
A seguito della caduta degli zar, gli estoni colsero l'occasione di disorientamento russo per affermare la loro identità nazionale, risorta nel corso dell'Ottocento e la dichiarazione di indipendenza avvenne il 24 febbraio 1918.
L'indipendenza estone non fu riconosciuta subito dall'Impero tedesco, che durante la prima guerra mondiale, a partire dall'ottobre del 1917 cominciò ad occupare militarmente il territorio estone; tuttavia non si oppose mai ai movimenti indipendentisti.[senza fonte] L'occupazione militare si esaurì nel marzo del 1918, in seguito al trattato di pace Brest-Litovsk tra la Russia bolscevica e gli Imperi centrali. I bolscevichi, nel vuoto di potere lasciato dai tedeschi, rioccuparono l'Estonia. Ne scaturì una sanguinosa guerra di secessione tra estoni, aiutati dagli Stati occidentali, e russi.
Successivamente, come atto conclusivo della guerra di indipendenza estone (1918-1920), fu firmato il trattato di Tartu che segnava i confini tra Unione Sovietica e Repubblica d'Estonia. Il nuovo Stato estone venne riconosciuto il 2 febbraio 1920. Entrò a far parte della Società delle Nazioni nel 1921.
Gli anni dell'indipendenza furono un momento positivo per diversi aspetti, sia economici sia culturali, che gli estoni rimpiangeranno durante il periodo post-bellico, di occupazione sovietica.
Nel periodo dell'indipendenza era attivo in Estonia un Istituto Italiano di Cultura a Tallinn. A capo di tale istituto vi era, in quegli anni, il giornalista Indro Montanelli.
Era del silenzio
Sul piano politico, il timore di una sovversione comunista spinse il governo a destra. Fin dal 1918, Konstantin Päts aveva proposto una forma di unione personale tra Finlandia ed Estonia, allora appena resisi indipendenti dalla Russia. Nel 1922 compì la prima visita ufficiale all'estero di un Primo ministro estone, in Finlandia.
Nel 1934, Päts, capo del governo insieme con Johan Laidoner, capo dell'esercito, assunsero il potere, violando la costituzione.
Iniziò così la cosiddetta Era del Silenzio, una forma di autoritarismo presidenziale di destra molto vicino alla dittatura, senza mai assumerne la forma, in cui il presidente Pats si dichiarò: Protettore dello Stato, contro la minaccia dei militanti di estrema destra chiamati Vaps. Questo periodo si protrasse, per alcuni storici fino al 1938, mentre per altri fino alla seconda guerra mondiale.
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