mercoledì 7 gennaio 2026

3 MICROFONI PER LA CRONACA DI GENNAIO 2026 - PUNTATA EPIFANIA

 


L'incendio di Crans-Montana è un evento verificatosi la notte di capodanno del 2026 all'interno del locale Le Constellation di Crans-Montana, località sciistica nel Canton Vallese, in Svizzera.
L'uso di candele pirotecniche, che hanno dato fuoco al rivestimento del soffitto, ha innescato un rovinoso incendio che ha causato la morte di 40 persone e 116 feriti, in gran parte giovani e giovanissimi.

Crans-Montana è una delle più note località sciistiche nel Canton Vallese, e secondo l'ente turistico locale vede un milione di pernottamenti l'anno, con circa un quinto dei turisti proveniente dall'estero, principalmente da Francia e Italia. È considerata una meta turistica di lusso ed è stata frequentata da numerosi personaggi famosi, fra cui gli attori Roger Moore e Gina Lollobrigida.

Il bar Le Constellation venne aperto nel 1992 al pianterreno di un edificio residenziale, e venne trasformato in un lounge bar nel 2015 quando venne acquistato da una coppia di imprenditori corsi, Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric. I due avviarono lavori di ristrutturazione, costruendo una veranda e modificando la struttura interna: al pianterreno fu realizzato un bar con schermi televisivi per la visione di eventi sportivi, mentre il seminterrato venne insonorizzato in modo da poter essere utilizzato come discoteca. Il locale poteva contenere fino a 300 persone all'interno e 40 nella veranda ed era frequentato prevalentemente da un pubblico molto giovane, anche grazie al fatto che garantiva ingresso libero e prezzi inferiori a quelli degli altri locali.

Nella notte tra mercoledì 31 dicembre 2025 e giovedì 1° gennaio 2026, all'interno del bar, era in corso una festa di Capodanno, con un costo di ingresso di 100 franchi svizzeri a persona.
L'incendio è scoppiato nel locale seminterrato poco prima delle ore 1:30 del 1° gennaio, con i festeggiamenti in pieno svolgimento, mentre nella sala si trovavano oltre un centinaio di persone. In base alle foto diffuse dalla stampa le fiamme sarebbero state provocate da una delle fontane pirotecniche fissate sulle bottiglie di champagne, portate da una ragazza a cavalcioni su un altro ragazzo.
Le scintille provenienti dalla candela hanno incendiato i pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto; inizialmente molti dei presenti non si sono resi conto della gravità della situazione e i festeggiamenti sono continuati, mentre numerosi ragazzi filmavano le fiamme continuando a ballare. L'incendio si è poi esteso improvvisamente in maniera molto rapida, per effetto di un flashover alimentato dall'ossigeno portato dai condotti di areazione e dalle finestre aperte dai ragazzi per poter fuggire, che ha poi portato ad un'esplosione.

L'evacuazione del locale è stata resa difficoltosa dal fatto che la scala per risalire al pianterreno era molto stretta 1,37 metri ma comunque rispettosa delle norme vigenti (minimo 1,2 m) e l'uscita del locale era ostruita da numerose persone in attesa di entrare. La porta inoltre si apriva verso l'interno e non verso l'esterno come previsto dalle norme antincendio. Secondo quanto dichiarato da alcuni ex-dipendenti del locale, l'uscita di sicurezza del seminterrato era stata sigillata per impedire che venisse utilizzata per entrare abusivamente nel locale.

La polizia cantonale del Vallese ha dichiarato che le autorità sono state allertate per la prima volta alle 01:30 per via del fumo che fuoriusciva dal bar. La polizia e i vigili del fuoco sono arrivati sul posto poco dopo. Sul luogo dell'incidente sono stati impiegati 10 elicotteri e 40 ambulanze.
La polizia ha isolato l'intera area della località ed imposto una zona d'interdizione al volo sopra Crans-Montana. In virtù dell'evento, il Consiglio di Stato del Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza.



Le ambulanze aeree hanno trasportato i feriti negli ospedali di Sion e Ginevra, nonché nei centri nazionali per il trattamento dei grandi ustionati di Losanna e Zurigo.[6] Le unità di terapia intensiva del Vallese hanno raggiunto la piena capacità, rendendo necessario il trasferimento dei pazienti in altri ospedali del Paese. Nel pomeriggio dello stesso giorno gli elicotteri dell'elisoccorso del Piemonte, della Valle d'Aosta e della Lombardia si sono alzati in volo per prendere in carico alcuni feriti gravemente ustionati, che sono stati ricoverati nel Centro Grandi Ustionati dell'Ospedale Niguarda di Milano.

Il bilancio ufficiale dell'incendio, comunicato il 5 gennaio, è di 40 morti[ e 116 feriti. L'identificazione delle vittime e dei feriti è stata completata il 4 gennaio, a causa delle difficoltà di identificazione dei cadaveri e dell'elevato numero di feriti. La maggioranza delle vittime è di nazionalità svizzera, ma include anche nove vittime francesi, sei italiane oltre che di nazionalità belga, portoghese, rumena e turca.
In conseguenza alla tragedia, il governo svizzero ha dichiarato il 9 gennaio del 2026 come giorno di lutto nazionale.

Le prime notizie diffuse dalla stampa avevano parlato di esplosioni all'interno del locale, paventando l'ipotesi di un attentato terroristico, che è stata immediatamente smentita dalle autorità.
La causa dell'incendio, una candela pirotecnica, è stata identificata rapidamente grazie ai numerosi filmati e fotografie effettuati dai ragazzi presenti nel locale. Le indagini, condotte dalla polizia cantonale vallese, si sono quindi concentrate sulle condotte colpose e sulle misure di sicurezza previste nel locale. Gli indagati principali sono i due proprietari Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, ma sono sotto investigazione anche le responsabilità dei dipendenti comunali che hanno svolto le verifiche di sicurezza nel locale.

(Credits Wikipedia)

Nessun commento:

Posta un commento