Continua...
"Ci sentivamo sopraffatti dalla tristezza.
Decidemmo di passeggiare ancora un po’. Ci sentivamo prigionieri e avevamo voglia di evadere. Che assurdità! Eravamo liberi come l'aria e lo eravamo sempre stati, anche quando facevamo i partigiani...Entrammo in pasticceria, e comprammo degli chantilly al cioccolato...Dicono che il cioccolato sia un antidepressivo..
Tornammo a casa all'ora di pranzo e mio fratello si dette dello stupido:
"Ti invito a casa per pranzo, ed a casa non ho nulla, ieri ho svuotato il frigorifero...Che testa! Sto proprio diventando vecchio...Ecco di cosa dovrei avere paura, di diventare un vecchio barbagianni che non sa più quello che si fa, e non avendo nessuno che si occupa di me, è una cosa veramente terribile...".
Uscimmo nuovamente per andare a pranzo. Andammo in trattoria...Cucina casalinga, roba genuina, piatti semplici ma squisiti, servizio normale!
Mi parlò delle cene che aveva preparato nella sua vita, poche in verità. Qualche volta era successo che degli amici venissero a trovarlo per una partitina a poker, così si organizzava e li invitava a cena. Non era un gran cuoco, ed i suoi amici mangiavano ciò che lui aveva preparato, più per gentilezza che per fame. Sorrise ed aggiunse che fosse stato per la fame, probabilmente avrebbero digiunato volentieri...
Dopo pranzo, scoprii che non aveva nessuna voglia di tornare a casa. Stava tergiversando, la verità era che voleva rimandare il più possibile il rientro, perché stabiliva l'avvicinarsi dell'ora del ricovero, e con esso sanciva il passaggio da sano a malato...Si, ma poi sarebbe guarito, e avrebbe avuto tutto il tempo di recuperare la sua vita o ciò che di essa rimaneva. Allora, non era forse meglio togliersi questa preoccupazione? Con passo deciso ci avviammo verso casa. Avevamo anche i pasticcini da mangiare...Si, verso le cinque li avremmo mangiati con il te.
Salimmo al primo piano della sua casa che, da diversi anni ormai, aveva rimesso a posto, e andammo a sederci sul balcone, quello dal lato interno della casa da cui si poteva ammirare tutta la vallata. Ci perdemmo a guardare quello spettacolo...
Le colline ondulate delle Langhe erano così simili alle onde del mare aperto. Guardando quel paesaggio, vedevamo in sovrapposizione il mare...
...Il mare lo aveva amato da quando aveva memoria, le Langhe le aveva conosciute molti anni dopo... "Che strane considerazioni si fanno, a volte!", pensò Liliana...
Mio fratello si assopì sulla sdraio...Rimase così, a lungo. Quando si svegliò il campanile batteva le cinque. Nel frattempo, io avevo preparato il te, scartammo i pasticcini e iniziammo a mangiarli con gran gusto...".
Fine
Louis Armstrong - What a wonderful World
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