martedì 12 maggio 2026

TERZA PAGINA: DALLA PARTE DELLE VITTIME - LA VIOLENZA NON RIPOSA

La violenza è un atto volontario che oltrepassa la volontà altrui, causando sofferenza fisica, psicologica o danni materiali. Può manifestarsi attraverso azioni dirette, linguaggio, minacce, ricatti o persino silenzio e inazione, e viene valutata negativamente da etica, morale e diritto, salvo casi di legittima difesa o resistenza all'oppressione

La violenza può assumere diverse forme, spesso combinate tra loro: 
Fisica: calci, pugni, spinte, aggressioni che provocano ferite o dolore.
Psicologica: intimidazioni, ricatti, svalorizzazione, minacce, isolamento sociale.
Sessuale: molestie, stupri o tentativi di stupro.
Economica: controllo delle risorse finanziarie, impedimento di lavorare o gestire denaro.
Assistita o indiretta: violenza osservata da terzi, come bambini o familiari.
Religiosa o culturale: imposizione di norme o pratiche con coercizione.

La violenza più diffusa riguarda le relazioni intime, spesso radicata in disuguaglianze di potere e nella sottomissione storica delle donne. Può manifestarsi con controllo dei movimenti, delle comunicazioni, delle finanze, o con coercizione sessuale . Chi subisce violenza può sviluppare conseguenze fisiche e psicologiche gravi e durature, mentre chi la esercita spesso ha relazioni affettive insoddisfacenti .

Secondo stime preliminari del 2025, circa 6,4 milioni di donne italiane tra i 16 e i 75 anni hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nella vita, con il 18,8% vittime di violenza fisica e il 23,4% di violenza sessuale, di cui il 5,7% ha subito stupri o tentativi di stupro La violenza psicologica e economica è anch’essa significativa: il 17,9% delle donne ha subito violenza psicologica da partner e il 6,6% violenza economica. Le violenze possono avvenire sia all’interno della coppia sia al di fuori, da parenti, amici, colleghi o sconosciuti

È importante riconoscere i segnali di violenza, anche quelli meno evidenti come umiliazioni verbali, controllo economico o isolamento sociale. La legge tutela le vittime e offre strumenti di protezione, come centri antiviolenza e case rifugio.
(Fonte www.bing.com)



Il bullismo è un comportamento aggressivo, intenzionale e ripetuto, volto a prevaricare o danneggiare una persona percepita come più debole.
Il bullismo consiste in atti di prevaricazione e sopraffazione, spesso ripetuti nel tempo, che possono essere fisici, verbali o psicologici, e che mirano a intimidire, dominare o danneggiare una vittima incapace di difendersi adeguatamente. 
È caratterizzato da tre elementi fondamentali: intenzionalità, sistematicità e asimmetria di potere tra bullo e vittima
Bullismo fisico: colpi, spintoni, sgambetti, aggressioni dirette
Bullismo verbale: insulti, minacce, prese in giro, derisione
Bullismo psicologico o indiretto: esclusione sociale, pettegolezzi, mimica facciale ostile
Cyberbullismo: aggressioni e molestie tramite strumenti digitali, come social media o messaggi elettronici

Il bullismo si manifesta prevalentemente tra giovani e adolescenti, soprattutto in contesti scolastici, sportivi o di aggregazione giovanile.
Bullo: chi attua comportamenti aggressivi fisici e/o psicologici.
Vittima: chi subisce le azioni di prevaricazione, spesso con conseguenze psicologiche e sociali significative

Le vittime possono sperimentare sofferenza psicologica, esclusione sociale, ansia e depressione, mentre il fenomeno contribuisce a creare un ambiente di insicurezza e tensione nei contesti in cui si verifica.
In sintesi, il bullismo non è un episodio isolato di aggressività, ma un comportamento reiterato e intenzionale, con un chiaro squilibrio di potere tra chi agisce e chi subisce, che può manifestarsi in diverse forme e avere gravi effetti sulla vittima.

BULLISMO?NO GRAZIE! - www.bullismonograzie.it

Nessun commento:

Posta un commento