lunedì 6 agosto 2018

E in Costa D'Avorio si aprono le Porte al Turismo

COSTA D’AVORIO

13 – 21 Ottobre 2018

  

Abidjan la cosmopolita, con il suo skyline sulla laguna Ebrié

L’incontro con le komian, sacerdotesse animiste degli Akan


L’impressionante basilica di Yamoussokro, il più grande edificio cristiano al mondo
Le evoluzioni delle maschere Goly dei Baulé


Le piantagioni di cacao, prodotto principe del paese
La decadenza di Grand Bassam, antica capitale coloniale dei francesi

Assinie con la sua spiaggia di sabbia bianca orlata di palme


Quota individuale di partecipazione € 2.400 in camera doppia

Chi fosse interessato può prendere contatto tramite mail per ricevere ulteriori informazioni sul pèrogramma:

sulpezzoconlautore@gmail.com
                

Abidjan - Juba: Venti di Speranza da Ovest a Est

SUD SUDAN:                                   THE WAR IS OVER!

L'intesa è stata siglata a Kartum tra il presidente Salva Kiir e il capo dei ribelli, Riek Machar. In virtù dell'accordo, Machar entra nel governo d'unità nazionale come primo vicepresidente
"E' stato firmato un accordo sulle questioni in sospeso e questo accordo esprime l'impegno di tutte le parti a un cessate il fuoco", ha detto il ministro degli Esteri Al-Dirdiri Mohamed alla televisione di stato del Sudan. "Siamo tutti consapevoli del fatto che alcuni dei partiti non erano disposti a firmare e ora sono lieto di confermare che tutti i partiti politici del Sud Sudan firmeranno l'accordo davanti a voi", ha aggiunto.
Venerdì, il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, ha detto che crede che il nuovo accordo di pace tra il suo governo e il principale gruppo ribelle non collasserà perché non è stato deciso con la forza come è accaduto in passato.
La guerra civile tra il nuovo governo e il gruppo di ribelli capeggiato da Riek Machar, è scoppiata due anni dopo l'indipendenza. Il conflitto ha ucciso decine di migliaia di persone e costretto alla fuga oltre 3 milioni di persone su una popolazione di 12 milioni.

lunedì 30 luglio 2018

30 LUGLIO 2018

BRASILE PARTE 54

POPOLAZIONE PARTE PW

I gruppi etnici Parte 29

Caribe D

Aspetti antropologici

La modificazione del cranio è un aspetto culturale inequivocabile che permette identificare questi naviganti in tutte le regioni d'America, nal momento che usavano tavolette ortopediche sin da bambini per modificarne la forma.
Modificavano la forma delle loro braccia e gambe con l'uso di strette "pitas" (corde di fibre intrecciate), perforavano il naso e il lobulo dell'orecchio, usavano corone in diversi materiali, maschere, diademi di penne, braccialetti e altri pendenti. In generale i caribe utilizzano spesso le decorazioni con penne di uccelli (nel fabbricare le quali sono molto esperti), principalmente tra le tribù ojonas e macusis. Fabbricavano le "hamacas" delle dimensioni da un letto a quella di una culla (tessute in telaio con fibre vegetali). L'incoronamento di cacicchi, altri riti e atti vari si tramutavano in feste, dove danzavano al ritmo di maracas, fotuto, yaporojas e altre tamboras, utilizzando bevande fermentate (Chicha) provenienti da diverse piante. Queste feste erano animate da canti e da musica, ballavano danze imitando gli animali. Erano nuotatori molto abili. Tra le armi utilizzate da queste genti troviamo: lance, bodoqueras, archi e frecce, oltre alle macanas, le fionde e la cerbottana.
Una delle tradizioni per noi più inquietanti è la tassidermia umana, vincolo etnico dei Caribe, da loro giustificato come mezzo per catturare l'essenza totale o spirito della vittima, che gli europei, non comprendendo la dimensione spirituale di questi oggetti, giudicarono come macabri amuleti. Ad esempio possiamo citare l'ostentazione delle teste dei nemici ridotte a minime dimensioni, in uno stato superiore di mummificazione, con propositi religiosi.
Unioni familiari

Le etnie dei Caribe praticavano la poligamia maschile per endogamia ed esogamia, quest'ultima con dimensioni antropologiche molto significative, in rapporto intimo con il carattere espansionista di quest'etnia. Si verifica anche l'esogamia in casi di unioni consensuali, raramente il matriarcato e più frequentemente varianti del tipo patriarcale, seguendo accordi tra le famiglie (ad esempio possiamo menzionare il lignaggio dei Tama). Nelle unioni non consensuali, i Caribe dominavano le popolazioni nemiche, sterminando tutti gli individui di sesso maschile (nemmeno i bambini erano risparmiati), lasciando in vita soltanto le donne dell'etnia sottomessa, assicurando così la trasmissione del materiale genetico in modo patrilineare.


Vasco Rossi - Mi piaci Tu

domenica 29 luglio 2018

29 LUGLIO 2018

BRASILE PARTE 53

POPOLAZIONE PARTE PY

I gruppi etnici Parte 28

Caribe C

Organizzazione sociale

I Caribe si raggruppavano in clan familiari chiamati cacicazgos, mantenendo alleanze come popoli federati. Non risiedevano in villaggi; ma le loro gigantesche capanne costruite in fango rinforzato con foglie di palma (sistema noto come "bahareque") erano distanti tra di loro. Nella costruzione impiegavano travi portanti in legno, tetti in palma intrecciata, divisori e pareti interne di canne intrecciate, canna brava, alcuni tipi di cactus. Le aree di lavoro annesse all'abitazione venivano chiamate "caney".

Attività economica

L'abbondanza nel mare dei Caraibi di grosse specie ittiche (curvina, ròbalo, mero, tartaruga marina, wahoo) , tanto negli oceani come nei fiumi, consentì loro un'alimentazione altamente proteica. Gli indiani caribe conservavano per lungo tempo il pescato grazie a procedure come la salatura, l'esposizione al sole e al forte e costante vento, in qualche caso affumicavano il pesce. Cucinavano tramite la grigliata barbacoa, ossia utilizzando un tavolo di legno coperto di sabbia di spiaggia (che manteneva e distribuiva omogeneamente il calore). Spesso avvolgevano i cibi in foglie di banana, procedura che portò lentamente agli involtini di mais noti come hallaco iritari.
Nell'agricoltura, come nel America centrale dominava il Mais. Ma inoltre si nutrivano di patate, "arracachas", "uchuvas", "yucca", Mandioca, Coca, Tabaco, Algodón, Cacao, Aji, "achira", "avocado", fagioli, "qhuyama", "guayanas", "guaiaba", "mameys".

Decorazioni corporee

In genere queste etnie delle regioni tropicali avevano l'abitudine di non coprire i genitali o le natiche, e attraverso la nudità venivano distinte le classi di età. Anziani e adulti si coprivano con gonnellini di foglie o pelle, mentre le giovani donne non sposate rimanevano nude, come anche i giovani divenuti guerrieri da poco. Anche i bambini erano nudi fino a che non compivano quindici anni. Adoperavano pigmenti vegetali e minerali per la creazione di tinte cosmetiche, che oltre a fornire protezione contro insetti, erano principalmente un identificativo della famiglia, della tribù e del clan davanti alle altre etnie. Il tatuaggio sulla faccia, identificativo del nome di famiglia, è stato ampiamente descritto da ricercatori che hanno studiato i popoli koriguages; questa tribù utilizza disegni stilizzati di colore nero, rappresentanti l'animale caratteristico della loro famiglia. Tra i disegni più comuni: pipistrello, giaguaro, ragno e scimmia, molto simili a quelli usati dagli Embera e Karajá del territorio del Rio delle Amazzoni e da un buon numero di famiglie appartenenti all'etnia caribe.


Vasco Rossi - Sto pensando a Te

sabato 28 luglio 2018

28 LUGLIO 2018

BRASILE PARTE 52

POPOLAZIONE PARTE PX

I gruppi etnici Parte 27

Caribe B

Espansione delle popolazioni caribe

La famiglia linguistica caribe ancora oggi è una delle più diffuse dell'America, non soltanto per il gran numero di lingue e tribù che la compongono, ma anche per una certa tendenza espansionistica dei caribe, che in questo modo fece sorgere differenze culturali molto marcate tra le varie zone di popolamento caribe, in seguito all'adattamento all'ambiente e ai contatti con altre etnie.
«Il navigante caraibico della preistoria penetrò nel continente avventurandosi per le numerose bocche del Orinoco, che misteriosamente lo indusse verso l'interno del continente, fino a risalire il fiume Meta dove un aggressivo torrente si oppose al loro addentrarsi, allora formarono la colonia Carichana (Karib-Ana) o Cariben.».

Toponimi segnati dal suffisso "ima"

La toponimia karibe; Ima, registra le regioni raggiunte da questi poderosi navigatori precolombiani di mari e fiumi. Nel nordamerica arrivarono a Yak-ima (Yakima), nel Messico a Col-ima (Volcán de Colima), in Colombia, a Tol-ima (Tolima), in Venezuela giunsero a Rora-ima (Tepuy Roraima) e spingendosi a sud, fino in Cile, giunsero fino a Lla-ima (Vulcano Llaima). Abbiamo innumerevole oro-nimie nei sistemi montuosi americani, dunque questo suffisso geografico -ima indicherebbe: grande territorio.
Molti fattori antropologici permisero l'espansione dei Caribe per quasi tutta l'America, il primo e più ovvio, la grande destrezza nella navigazione fluviale e costiera che gli consentì di saltare ostacoli naturali e antropologici, fornendo loro la capacità di costituire grossi gruppi d'invasione. Il secondo fattore che li rese forti è stata la pratica della esogamia, che consentiva la creazione di famiglie miste poligamiche con un discreto grado di parentela, che comportava anche l'aumento di molte conoscenze di botanica, ittiologia, medicina e delle tecnologie del neolitico, tramite la transculturazione. Questi incroci tra individui di etnie diverse irrobustì la genetica delle tribù risultanti e portò ad una cultura più ampia e diversificata, il tutto sancito dalla abitudine antropofaga con la quale pretendevano (nella loro visione cosmologica) appropriarsi della sapienza, dei miti e del coraggio delle altre etnie amerindie.
I territori occupati secondo i riscontri storici si estendevano dal nord del Rio delle Amazzoni (carijona, panares), fino alle falde della Cordigliera delle Ande, dove si segnalano le tribù dei yukpas, caras, mocoas, chaparros, caratos, parisis, kiri-kiris, etc.; e dell'altopiano brasiliano fino alle sorgenti del fiume Xingu: palmella, bacairi, nel Río Negro; Yauperis y Crichanas. In Colombia si diffusero per il Rio Magdalena con le stirpi degli ambigues, muizes, kolimas, panches, kimbaes, putimanes e paniquitaes e navigando l'Orinoco nel suo affluente colombiano Rio Meta con i lignaggi dei tamanaco, tamaes, thahamíes, guakaes, koriguages, kalkaes, yaporoges, yaguae e andakes. Nella Guyana francese: galibis, accavois e calinas.

Contatti linguistici della cultura Caribe

Da evidenze linguistiche si ricostruisce l'estensione della cultura Caribe ai seguenti territori occupati: in America equatoriale e insulare troviamo i lignaggi: Pemón, Ye'kuana o Maquiritare, Tamanaku, Chaima, Cumanagoto, Japrería (del Venezuela); i Tukana, il lignaggio Tama, carare-Opone, i Yukpa e i Carijona (in Colombia); akawaya, Macushi-Kapon, Kapon, Patamona, Macushi, Waimiri, Atruahí, Waiwa, Sikiana (in Guayana); i Salumá, Sikiana, Waiwai, Wama, Akurio, Wayana-Trio, Apalaí, Arára, Pará, Ikpeng, Tiriyó, Wayana, Galibi, Kariña, Mapoyo, Eñepa, Yabarana (in Brasile e Guyana francese). Nell'America australe troviamo i lignaggi: Hixkaryána, i Wichí, Kaxuiâna, i Chiquitano, Bakairí, Kuikúro-Kalapálo, Matipuhy, al sud dell'Amazzonia e nel Gran Chaco argentino.


Vasco Rossi - Come nelle Favole

27 LUGLIO 2018

BRASILE PARTE 51

POPOLAZIONE PARTE PZ

I gruppi etnici Parte 26

Caribe A

I Caribe, Caribales, Kalinago, Karipuna (tutte denominazioni derivati dal termine proto-caribe *karipona 'uomini') sono un gruppo di popoli amerindi che attualmente abitano molte aree dell'America Centrale e Sudamerica. Fino al secolo XV avevano una distribuzione molto più ampia che includeva il nord del Sud America e molte piccole enclave nel mare dei Caraibi.

Storia

I Caribe o Carib sono considerati i "Naviganti della Preistoria in America", dando ispirazione al nome di un mare e dei circostanti territori, cosa che fa che erroneamente vengano circoscritti a questa regione. I loro centri di dispersione includevano le coste del Nicaragua, di Panama, il Venezuela, la Colombia, e le Guiane, e poi in profondità penetrarono nel continente per il fiume Orinoco e nel Brasile per il Rio delle Amazzoni. Specialmente, furono uno dei primi gruppi ad abitare le Antille, giungendo attraverso l'Atlantico ad altri punti come quella che sarebbe diventata la East Coast ed infine attraverso il fiume Mississippi fino alla futura Louisiana.
Dal punto di vista linguistico sembra esista un collegamento tra le Lingue caribee altre lingue dell'America Latina, motivo per cui Rodrigues ed altri autori hanno proposto una famiglia linguistica più grande, Yê-Tupí-Caribe, sulla base di corrispondenze morfologiche irregolari comuni. Questa famiglia ipotetica includerebbe anche lingue parlate in Brasile, Paraguay e Uruguay. Oltre alle popolazioni del Pacifico come i tumacos in Colombia, potrebbero mostrare somiglianze linguistiche con le lingue Caribe, le lingue della famiglia dipartimento di Chocó.


U2 - Lights of Home

26 LUGLIO 2018

BRASILE PARTE 50

POPOLAZIONE PARTE PV

I gruppi etnici Parte 25

Canela

I Canela sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in 2.722 individui (2010). Il gruppo è composto da due sottogruppi che parlano la stessa lingua e che hanno modelli culturali simili: i Ramkokramekrá e gli Apanyekrá. Fino agli inizi del XX secolo esisteva anche un terzo sottogruppo, i Kenkateyê, poi estintisi.
I Ramkokramekrá e gli Apanyekrá parlano la lingua canela, lingua che appartiene alla famiglia linguistica .
Vivono nello stato brasiliano di Maranhão. Il villaggio principale dei Ramkokamekrá, Escalvado, si trova a circa 70 chilometri a sud-sud-est della città di Barra do Corda ed è conosciuto anche come Aldeia do Ponto. La delimitazione e l'omologazione dei 125.212 ettari complessivi del territorio indigeno dei Canela è avvenuta tra il 1971 e il 1983. In precedenza queste terre erano situate nel comune di Barra do Corda, ma ora si trovano nel nuovo comune di Fernando Falcão, nato dall'espansione della vecchia città di Jenipapo dos Resplandes. Il limite meridionale è in gran parte delimitato dai monti Alpercatas.
Per quanto riguarda gli Apanyekrá, l'omologazione del territorio indigeno Porquinhos, per una superficie totale di 79.520 ettari situati nei comuni di Fernando Falcão e Grajaú, è avvenuta solo agli inizi degli anni ottanta. Il villaggio principale degli Apanyekrá si trova a circa 80 chilometri a sud ovest del comune di Barra do Corda, mentre 75 chilometri di foresta facilmente percorribili separano il territorio dal comune di Grajaú ad est. A differenza dei Ramkokamekrá, gli Apanyekrá dispongono di un ambiente naturale più generoso in termini di campi coltivabili con il taglia-e-brucia e di selvaggina e pesci, con il fiume Cordache scorre all'interno dell'area.
Fino agli anni quaranta del XX secolo i due gruppi hanno convissuto in maniera relativamente isolata. In seguito ci sono stati numerosi contatti con gli allevatori locali, con missionari e con agenti del FUNAI.


U2 - One