sabato 15 dicembre 2018

15 DICEMBRE 2018

BRASILE PARTE 175

POPOLAZIONE PARTE QS

I gruppi etnici Parte 150

Wajãpi

I Wajãpi sono un gruppo etnico del Brasile e della Guyana francese con una popolazione totale superiore ai mille individui.
Parlano la lingua wayampi che appartiene alle lingue tupi-guaraní. La maggior parte utilizza anche il portoghese, soprattutto giovani e bambini. La comunità in Guyana francese parla per lo più il francese, pochi altri sono capaci di utilizzare anche la lingua wayana.

Insediamenti

Vivono negli stati brasiliani dell'Amapá e del Pará. Hanno occupato per secoli un'area compresa tra gli spartiacque Jari, Oiapoc e Araguari che delimitano il confine brasiliano da quello della Guyana francese.

In Brasile, ad inizio XXI secolo, i Wajãpi sono divisi in tre sottogruppi:

Il gruppo principale, stanziato nella regione del fiume Amapari, territorio all'interno dei comuni di Mazagão e Macapá, nello stato dell'Amapá.
Il gruppo del corso superiore dei fiumi Jari e Cuc. Si dispersero ad inizio anni ottanta migrando in Guyana francese e in alcuni villaggi sul fiume Oiapoque mentre altri furono trasferiti dal FUNAI nel 1982 nel Parco Indigeno di Tumucumaque. Si stima che di questo sottogruppo siano rimasti, al 2008, solo dieci individui.
Il gruppo sul corso superiore del fiume Ipitinga.



Dean Lewis - Lose my Mind

venerdì 14 dicembre 2018

14 DICEMBRE 2018

BRASILE PARTE 174

POPOLAZIONE PARTE QR

I gruppi etnici Parte 149

Waiwai

I Waiwai sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in 2.914 individui nel 2005. Parlano la lingua Waiwai, lingua che appartiene alla famiglia linguistica Karib.
Sono originari dei territori al confine tra la Guyana e il Brasile, ma al 2005 vivevano esclusivamente in territorio brasiliano, negli stati di Amazonas, Pará e Roraima, nei seguenti territori indigeni:
territorio di Nhamundá-Mapuera (Pará), 1.049.520 ettari e 2.218 persone nel 2005.
territorio di Trombetas-Mapuera (Amazonas, Roraima, Pará), 3.970.420 ettari e 500 persone nel 2005.
territorio dei Wai-Wai (Roraima), 405.698 ettari e 196 persone nel 2005.

Storia

La principale difficoltà nello stabilire le date dei primi contatti coni Waiwai è comune un po' a tutte le etnie indigene stanziate nella foresta amazzonica: la notevole quantità di denominazioni diverse attribuite ad un solo gruppo rende problematico il tracciarne eventuali cenni storici e cronologie dei contatti. Nel XIX secolo sono tre gli esploratori ad aver menzionato i Waiwai: il geografo tedesco Robert Hermann Schomburgk, che attraversò la regione del fiume Orinoco tra il 1835 e il 1839 e di nuovo nel 1843; il geologo britannico Barrington Brown, annotò informazioni sui Waiwai tramite i gruppi dei Wapixana e dei Mawayana nel novembre del 1870 e stabilì che essi dovevano essere stanziati a sud della catena montuosa Acarai; il geografo francese Henri Coudreau, incontrò i Waiwai nel 1884 sul fiume Mapuera, nella regione a sud della catena Acaraí, li denominò "Ouayeoue" e ne stimò la popolazione in circa 3.000 o 4.000 persone distribuite in sette villaggi. Nel XX secolo alcuni conflitti interni coinvolsero i Waiwai con il sottogruppo dei Parukoto; i conflitti rientrarono dopo pochi anni con i Parukoto che si reintegrarono stabilmente tra i Waiwai. In questo periodo, alcune spedizioni di missionari registrarono i forti scambi, commerciali e non, tra i Waiwai e altri gruppi indigeni tra cui i Tarumã e i Wapixana. Dal 1925 al 1950 ebbe luogo un consistente movimento migratorio del gruppo che li portò verso l'alto Essequibo in Guyana per vivere sulle rive di fiumi più grandi. Altri sottogruppi dei Parukoto (Xerew, Mawayana) erano stanziati sul Mapuera.




Dean Lewis - Need You now

giovedì 13 dicembre 2018

13 DICEMBRE 2018

BRASILE PARTE 173

POPOLAZIONE PARTE QP

I gruppi etnici Parte 148

Uru-Pa-In

Gli Uru-Pa-In sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in circa 200 individui. Parlano la lingua Uru-pa-in e sono principalmente di fede animista.
Vivono nello stato brasiliano di Rondônia, nella municipalità di Ariquemes.

Waimiri Atroari

I Waimiri Atroari sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in 1.120 individui (2005).
Parlano la lingua Waimiri Atroari, lingua che appartiene alla famiglia linguistica Carib. Chiamano il loro linguaggio Iara kinja, "il linguaggio della gente". La lingua portoghese è utilizzata poco, solo per le relazioni interetniche (solo il 20% della popolazione parla anche il portoghese).
Vivono negli stati brasiliani di Amazonas e Roraima.

Storia

Secondo le leggende dei Waimiri Atroari, nei tempi antichi vi erano due gruppi di questa etnia: gli Iky, che avevano la pelle chiara ed erano stanziati alle sorgenti del fiume, e i Wehmiri, con la pelle scura e stanziati alla foce. I Waimiri si auto-identificano con il termine Kinja ("persone vere") e si differenziano in questo modo dagli altri che sono suddivisi in kaminja ("persone non indigene"), makyma ("persone mancine") e gli irikwa ("i morti viventi"). Il nome attuale, Waimiri Atroari, è stato dato a loro solo nei primi anni del XX secolo, dal Servizio di Protezione degli Indiani (poi FUNAI).
I primi dati rivelano che un contatto con i Waimiri ci fu nel 1884 e fu portato avanti da João Barbosa Rodrigues che li aveva denominati Crichanás. Alla fine del XIX secolo, i Waimiri cominciarono a soffrire in maniera marcata le invasioni dei coloni, in particolar modo taglialegna ed estrattori di caucciù così come i cacciatori di animali. A queste invasioni i Waimiri risposero cercando lo scontro violento e molte furono le battaglie in cui furono coinvolti armati di archi e frecce contro veri e propri battaglioni di invasori con armi da fuoco. Il governo organizzò anche spedizioni militari di rappresaglia e questo portò a numerose perdite nella popolazione Waimiri. Solo a partire dal 1911, Alipio Bandeira, un rappresentante del Servizio di Protezione degli Indiani, cercò la riappacificazione tramite varie spedizioni sul fiume Jauaperi. Negli anni sessanta fu l'esploratore Gilberto Figueiredo Pinto ad essere incaricato di guidare gli sforzi di pacificazione, dopo la fondazione del FUNAI. Negli anni settanta e ottanta furono la costruzione di un'autostrada e di un progetto idroelettrico a portare nuove tensioni tra i Waimiri e l'esercito, con il FUNAI che tentava la mediazione.




Dean Lewis - wAVES

mercoledì 12 dicembre 2018

12 DICEMBRE 2018

BRASILE PARTE 172

POPOLAZIONE PARTE QN

I gruppi etnici Parte 147


Umotina

Gli Umotina (o anche Umutina) sono un gruppo etnico del Brasile che ha una popolazione stimata in circa 260 individui. Parlano la lingua Portuguese e sono principalmente di fede animista.
Vivono nello stato brasiliano del Mato Grosso, lungo il fiume Paraguay. Denominazioni alternative: Umutina, Barbados.

Uru-Eu-Wau-Wau

Gli Uru-Eu-Wau-Wau sono un gruppo di popoli indigeni del Brasile con una popolazione stimata in 115 individui nel 2010. Fanno parte del macro-gruppo storico dei Kagwahiva.
Parlano la lingua uru-eu-wau-wau che appartiene alle lingue tupi-guaraní, con varianti dialettali da sottogruppo a sottogruppo. Il nome "Uru-eu-wau-wau" fu loro affibbiato dagli indios Oro-Uari.
Insediamenti
Vivono in un territorio indigeno, ufficialmente riconosciuto nel 1991, situato all'interno del Parco Nazionale di Pacaás Novos (creato nel 1979), nello stato brasiliano della Rondônia.
Sottogruppi
I gruppi considerati facenti parte del gruppo degli Uru-Eu-Wau-Wau sono:
AmondawaJupaúJurureíParakuara (Parakua), Uru Pa

I Jupaú, gli Amondawa e gli Uru Pa sono stanziati in sei villaggi ai confini del territorio indigeno, mentre i Parakuara e i Jurureís vivono isolati all'interno. Vi sono altri due gruppi isolati all'interno del territorio, sconosciuti e senza denominazione: uno sul fiume Cautário, l'altro nella parte centrale sul fiume Água Branca.


Dean Lewis - Be Alright

martedì 11 dicembre 2018

Israele e Anp, dov'è la pace?

Conflitto israelo-palestinese. 

Questo conflitto è legato indirettamente alla decolonizzazione.
La Palestina era un territorio ottomano che divenne protettorato britannico, il quale avrebbe dovuto favorire l’autonomia del territorio; era un territorio a metà tra una colonia e un territorio indipendente.
Sino allo scoppia della seconda guerra mondiale vi fu un movimento migratorio contenuto di ebrei verso questa terra, sostenuto dalla teoria sionista della fine dell’ottocento.
Teoria sionista: voleva uno stato indipendente per gli ebrei, ed individuava nella Palestina il luogo dove sarebbe dovuto sorgere, senza contare la popolazione che era già insediata lì. Balfour politico inglese si dichiarò favorevole all'istituzione di uno stato ebraico in Palestina.
L’Occidente si sente corresponsabile di questo conflitto proprio per il consenso dato.
Durante la seconda guerra mondiale il flusso migratorio divenne più intenso.
Alla fine della guerra alcuni ebrei non vollero tornare indietro, e rimansero in quella terra.
La Gran Bretagna assistette a violenze tra ebrei estremisti e palestinesi, e subì attacchi terroristici,che la indussero a chiedere aiuto all’ONU, per risolvere la situazione, e si disimpegnò.

Cronologicamente

1947: l’ONU propone la spartizione del territorio in due aree:
- uno stato israeliano: a cui sarebbe spettato il 55% del territorio, con una popolazione di circa 600.000 abitanti,
- uno stato palestinese : a cui sarebbe spettato il 45% del territorio, con una popolazione di circa un milione di abitanti; questo stato non avrebbe goduto di continuità territoriale (Gaza e Cisgiordania ).

Lo stato palestinese è contrario alla spartizione dell’ONU per:
- la poca terra che gli è stata assegnata rispetto ai propri abitanti,
- l’esistenza dello stato di Israele.
1948: Ben Gurion proclama unilateralmente ( cioè senza un accordo con la controparte) lo stato di Israele,e fu riconosciuto dalle più gradi potenze del mondo; si scatena la guerra contro gli arabi.

La nascita dello stato di Israele provoca due tipi di conflitti:

- guerra contro gli arabi : cominciata nel 1948 per la proclamazione dello stato ebraico. La guerra riguarda i confini, e viene persa dai palestinesi. Gli israeliani delineano i loro confini includendo terre non previste dall’ONU, ed occupa Gerusalemme, che per l’organizzazione internazionale sarebbe dovuta essere divisa in due parti.
- tensioni con gli arabi in terra di Israele: a seguito della guerra i palestinesi si ritrovarono improvvisamente in terra di Israele, e per questo cominciarono a insediarsi lungo il confine, e subiscono episodi di violenza da parte degli stessi arabi (perché sono diventati profughi, e per questo sono andati anche in altre terre).
Si ebbero altre guerre israelo palestinesi nel:
- 1956: quando Israele affianca francesi e inglesi per il controllo del canale di Suez,
- 1967: una guerra durata sei giorni, a seguito della quale Israele occupa molti territori: Cisgiordania, Gaza, Golan e il Sinai. Compreso del Sinai, lo stato ebraico raggiunse la sua massima espansione. Mentre Golan e Sinai vennero restituiti, la Cisgiordania e Gaza no, e sono considerate dall’ONU terre occupate. Quando venne restituito il Sinai all’Egitto venne stipulato un patto, con il quale gli egiziani riconoscono la legittimità dello stato di Israele (i primi in Africa). Il politico egiziano che firmò il patto fu ucciso da un arabo, il quale considerava vergognoso l’accordo.

In puntata molto di più....

lunedì 10 dicembre 2018

10 DICEMBRE 2018

BRASILE PARTE 171

POPOLAZIONE PARTE QM

I gruppi etnici Parte 146

Ucraino-brasiliani Parte 3

La seconda e la terza ondata

Tra le due guerre, più di 9.000 ucraini emigrarono in Brasile. Questo gruppo era più diversificato rispetto al precedente, dato che i coloni provenivano non solo dalla Galizia, ma anche dalla Volinia, dalla Polesia e, in numero meno consistente, dalla Rutenia, dalla Bucovina e da alcuni insediamenti ucraini in Jugoslavia. Tra di essi ve ne erano alcuni con un certo grado di istruzione e di attivismo politico: fu così che, nel 1922, su iniziativa di un rappresentante dell'effimera Repubblica nazionale dell'Ucraina occidentale, si formò l' "Unione ucraina del Brasile", la quale assunse un ruolo di spicco nella vita politica, economica e culturale della comunità.
L'ultimo flusso di ucraini (circa 7.000 persone) raggiunse il Brasile tra il 1947 e il 1951: si trattava, per la maggior parte, di rifugiati politici in fuga dalle autorità sovietiche a caccia di collaborazionisti filo-nazisti. Questo gruppo era per lo più formato da individui più istruiti rispetto alle ondate precedenti, fra cui numerosi intellettuali. Molti di essi emigrarono successivamente in altri paesi, specialmente negli Stati Uniti e in Canada, alla ricerca di migliori opportunità economiche.

Lingua e cultura

Sebbene la maggior parte degli ucraini del Brasile viva nel Paese da circa 4-5 generazioni e pochi di essi abbiano mai visitato l'Ucraina, essi hanno preservato la lingua e la cultura ucraine, soprattutto nelle zone rurali. Ciò è dovuto soprattutto ai notevoli sforzi delle chiese ucraine. A dimostrarlo, vi è il fatto che tra gli ucraini d'Argentina, dove i centri religiosi non erano così forti, la lingua ucraina è pressoché scomparsa. Di conseguenza, nei centri rurali la lingua ucraina è ancora largamente utilizzata in ambito domestico, presso le chiese e nella vita di paese: cosicché, ancora oggi, non è infrequente per i bambini ucraini età pre-scolastica non essere in grado di parlare il portoghese. Tuttavia, nonostante il diffuso uso colloquiale della lingua, la capacità di leggere e scrivere in ucraino è più limitata (circa il 50% della popolazione ucraina è in grado di scrivere in ucraino). A causa dell'isolamento dall'Ucraina, gli ucraini del Brasile parlano un dialetto della Galizia, nella sua forma di 100 anni fa. Il 90% dei servizi religiosi è officiato in ucraino: per meglio comprendere questo dato, basti pensare che fra i 700.000 polacchi presenti in Brasile, solo due chiese usano ancora la lingua polacca. Nello stato di Paraná, cinque stazioni radio, (fra cui Zabava) trasmettono in ucraino. Solo fra l'ultima generazione (vale a dire i giovani sotto i 15 anni) la lingua portoghese sembra davvero avere preso piede.
Nelle zone rurali, raramente gli ucraini sposano non ucraini e, solitamente, il consorte non-ucraino viene assimilato dal punto di vista culturale. Di tanto in tanto, le altre comunità etniche vicine (cablocos, polacchi, tedeschi e italiani) accusano la comunità ucraina di eccessivo isolazionismo, sebbene il senso di ospitalità sia piuttosto sviluppato. Gli ucraini del Brasile definiscono solitamente se stessi (nonché gli ucraini di altri Paesi) "la nostra gente" (Nashi Liudy) e soprannominano gli appartenenti ad altre etnie Chorni ("neri").
La situazione è invece piuttosto diversa nelle aree urbane, dove gli ucraini tendono ad essere maggiormente assimilati alla cultura brasiliana e ad adottare la lingua portoghese.

Istruzione

A seguito di un emendamento alla costituzione dello stato del Paraná, promosso dal deputato di etnia ucraina Vira Vichymyshyn Azhibert, la lingua ucraina è ora insegnata anche nelle lingue statali. Nel marzo del 1991, la lingua era insegnata in 4 scuole per un totale di 600 studenti ma da allora il numero di istituti è aumentato. L'Università Federale del Paraná, con sede a Curitiba, tiene corsi pedagogici per insegnanti di lingua ucraina. Nella città di Curitiba, infine, il sabato operano scuole dove si insegna l'ucraino.
Per quel che invece riguarda le scuole private, le Sorelle di Maria Immacola ta gestiscono 17 scuole dell'infanzia, 30 scuole elementari e due istituti secondari.





Juanes - Nada valgo sin tu Amor

domenica 9 dicembre 2018

9 DICEMBRE 2018

BRASILE PARTE 170

POPOLAZIONE PARTE QL

I gruppi etnici Parte 145

Ucraino-brasiliani Parte 2

Origini

La maggior parte degli ucraini del Brasile discende da coloni provenienti dalla regione della Galizia orientale. Nel XIX secolo la Galizia era una regione agricola e povera dell'impero austro-ungarico. La maggior parte degli ucraini della regione erano contadini, con forti incentivi alla emigrazione a causa della scarsità di terre da coltivare, esacerbata dalla crescita demografica. A completare il quadro sociale della Galizia, vi erano il clero (l'élite letterata della regione, della quale animava la vita sociale e culturale) e l'aristocrazia di etnia polacca. I contrasti fra i nobili polacchi, da un lato, e i contadini e sacerdoti ucraini, dall'altro, favorirono lo sviluppo di un forte senso patriottico da parte ucraina.

La prima ondata migratoria

La maggioranza degli ucraini del Brasile discende dagli immigrati che giunsero nel Paese prima dello scoppio della prima guerra mondiale. Anche se l'arrivo degli ucraini cominciò nel 1872, i flussi maggiori, provenienti dalla Galizia sotto controllo austro-ungarico, si ebbero nel 1895. Durante il periodo noto come "febbre brasiliana" (1895-1897) più di 20.000 piccoli coltivatori e braccianti raggiunsero il Paese, inseguendo la promessa di terra fertile a buon prezzo. Il governo brasiliano, al tempo, era interessato ad incrementare l'immigrazione europea, tanto da arrivare, spesso, a pagare il costo del viaggio dall'Europa (permettendo dunque anche ai più poveri di emigrare), e ad offrire cibo e vestiario. Tuttavia, dopo il loro arrivo, i coloni scoprivano la dura realtà dei fatti: spesso le terre non erano così fertili come promesso e, soprattutto, erano lontane dalle zone civilizzate e da ogni forma di assistenza. I coloni, non abituati al clima locale, in molti casi si ammalavano e morivano senza alcuna forma di assistenza medica. Tali sofferenze giunsero all'orecchio anche della madrepatria: si pensi, ad esempio, al poema "In Brasile" del poeta ucraino Ivan Franko. A seguito della diffusione della notizia circa le difficoltà sperimentate dai migranti in Brasile, il flusso migratorio verso il Paese decrebbe notevolmente, e il Canada rimpiazzò il Brasile come principale destinazione degli ucraini alla volta delle Americhe. Fu così che, sino al 1907, meno di 1.000 ucraini dell'Ucraina occidentale giungevano in Brasile ogni anno. Dal 1907 al 1914, circa 15.000-20.000 ucraini furono invece portati in Brasile dal governo brasiliano per costruire una ferrovia che andava dallo Stato di San Paolo a quello di Rio Grande do Sul, attraverso lo Stato di Paraná.



Juanes - Volverte a ver