giovedì 20 marzo 2014

20 MARZO 2014

20 Marzo 1994

Ilaria Alpi, in una telefonata al suo caporedattore di Rai 3, disse: “Lasciatemi spazio questa sera, ho roba grossa”. Era nata a Roma il 24 maggio 1961 e grazie anche all'ottima conoscenza dell'arabo, del francese e dell'inglese, ottenne le prime collaborazioni giornalistiche dal Cairo per conto di Paese Sera e de L'Unità. Successivamente vinse una borsa di studio e fu assunta alla Rai.
Era al suo settimo viaggio in Somalia, in compagnia dell'operatore cinetelevisivo, Miran Hrovatin. 
Hrovatin, che era nato a Trieste nel 1949, faceva parte della comunità italiana di lingua slovena. Lavorava per l'agenzia Videoest di Trieste.
Quel giorno era concitato, uscirono di corsa all'ora di pranzo....
Furono uccisi in un agguato a Mogadiscio, dove seguivano la guerra civile somala e stavano indagando su un traffico d'armi e di rifiuti tossici illegali in cui pare fossero coinvolti anche l'esercito ed altre istituzioni italiane.


Sono passati ventanni, in cui i riflettori accesi quel giorno non si sono più spenti, grazie alla caparbia volontà dei genitori di Ilaira Alpi per conoscere tutta la verità sulla tragica morte della loro unica figlia.
Ventanni di commissioni d'inchiesta, di inchiostro dei colleghi di Ilaria, di indagini mai approdate in conclusioni giudiziarie. Depistaggi, testimonianze e smentite. Testimoni spariti. Lacune e vuoti, come spiega Andrea Palladino, nel suo articolo uscito su  L'Espresso, al sito 
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/03/19/news/ilaria-alpi-a-vent-anni-dall-assassinio-troppe-domande-senza-ancora-risposta-1.157719 
La storia di questa vicenda è stata raccontata in più e più occasioni, da molte angolazioni. Da molti giornalisti.
Ma ancora non ci sono tutti i tasselli di questo puzzle.


Per esempio i 1.400 miliardi di lire della cooperazione italiana spesi per la Somalia, di cui Ilaria Alpi si chiedeva dove fossero finiti, come spiega l'articolo "Il Talento che fa Paura al Potere" di Francesco Cavalli, che si può leggere al sito 
http://www.ilariaalpi.it/?p=6022
Di quel giorno ci sono molti filmati, che riprendono i momenti drammatici di pochi istanti dopo l'omicidio dei due giornalisti. Toxic Somalia ripercorre la strada sulle orme di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin


Una domanda resta, inquietante ed ossessiva, quanto è ancora lunga la strada per conoscere tutta la verità, su questo omicidio, avvenuto il giorno successivo a quello di don Giuseppe Diana, il parroco che lottava contro la camorra? 
Chi erano i mandanti? Quanto era ramificato il traffico di rifiuti tossici? Chi e quanti interessi coinvolgeva? Soltanto somali, italiani, oppure....?
Quando verranno desecretati i documenti, come da richiesta fatta da Laura Boldrini a Matteo Renzi, che l'articolo di Huffpost riporta al seguente link: http://www.huffingtonpost.it/2014/03/19/boldrini-alpi-togliere-segreto_n_4994041.html?utm_hp_ref=italy, forse si arriverà al cuore della verità. 
L'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin negli anni ha assunto l'aspetto di una grande matrioska, ne viene tirata fuori una e si scopre che dentro ce n'è ancora un'altra, e poi ancora e ancora...
Tutto ciò dimostra quanto poco rispetto si porti a chi fa il proprio mestiere con coscienza e dignità, a chi per un ideale di giustizia ed eguaglianza è stato disposto a perdere la vita. Tutta questa omertà, tutto questo silenzio a ventanni dai fatti è indefinibile, non ci sono parole che possano descrivere un atteggiamento simile. I pezzi di verità che sono stati trovati, sono frutto del lavoro di molti colleghi e amici di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che credevano in loro, e dei familiari di Ilaria Alpi che hanno amato e, oggi che suo padre non c'è più, sua madre che continua con impegno e determinazione a far si che i riflettori non si spengano. 




Puff Daddy - I'll be missing you



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